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Rosi Braidotti, Jennifer Guerra, Giorgia Serughetti
Giù le mani dal femminismo
Rizzoli
Marzo 2026
Le destre reazionarie si stanno impossessando di temi e parole che accompagnano da decenni le battaglie femministe, e ne stravolgono il significato. La stessa parola “femminista” è stata svuotata e manipolata, piegata a servire un progetto politico di esclusione delle minoranze e delle alterità, una nuova idea di società e di umanità, in cui nel nome delle donne si invocano razzismo, xenofobia, omotransfobia, guerra. A esercitare questa espropriazione sono anche quelle donne di destra che hanno raggiunto posizioni apicali nei governi e nelle istituzioni: quelle che “ce l’hanno fatta” – possibilmente da sole – e che sulla base della logica del successo individuale delegittimano le ragioni della battaglia femminista, che non può essere altro che solidale e collettiva. In queste pagine, tre femministe di tre generazioni differenti si mettono in dialogo per ribadire che, pur riconoscendo la forza della pluralità di posizionamenti, correnti e punti di vista, il movimento femminista, con la sua storia passata e i suoi desideri rivolti al futuro, può fondarsi unicamente su giustizia sociale, uguaglianza, solidarietà e cultura della pace. E solo difendendo questi caratteri originari potrà contrastare l’appropriazione da parte delle destre e del capitalismo più sfrenato, continuando ad agire come vera forza trasformativa radicale.
Dicono di Già le mani dal femminismo
- Luca Angelini, corriere.it, 20 marzo 2026;
- Redazione, ansa.it, 10 marzo 2026
- Annalisa Terranova, liberoquotidiano.it, 10 marzo 2026;
- Sofia Vergani, itblastingnews.it, 7 marzo 2026;
- Loredana Lipperini, L’Espresso, 6 marzo 2026;
- Redazione, sbircionews.it, 6 marzo 2026.
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