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Elvis Malaj
Dal tuo terrazzo si vede casa mia
Racconti, ottobre 2017


Elvis Malaj, Dal tuo terrazzo si vede casa mia
Fra due case che si vedono l’un l’altra potrebbe esserci una strada. Lastricata e sicura, a volte, ma più spesso tortuosa, o liquida come il mare fra l’Italia e l’Albania. La via fra le sue onde è faticosa come una lingua da imparare, andando e tornando, pensando una cosa e dicendone un’altra. Ma non sono soltanto le parole a mutare, ad assumere nuovi significati in questo relato sono i fatti stessi e le persone che troviamo sul cammino. Sempre a metà del guado, Elvis Malaj ci restituisce qualche tappa di questo percorso: due mondi, due lingue, fra noi e loro, me e te. Declinazioni dell’inadeguatezza – per forza di cose – poiché a camminare in cima al bordo si finisce per barcollare, e non corrispondere ad alcuna definizione. E così una prima volta non sarà mai abbastanza bella, o abbastanza prima, un approccio mai abbastanza azzeccato, una battuta mai capita fino in fondo, e una metafora? O troppo astratta o presa troppo alla lettera. E qualche volta, per evitare il confronto, si chiederà scusa e si scapperà via approfittando di un incidente; oppure si preferirà il silenzio sin da subito e l’incidente lo si andrà a cercare. Si indosserà una maschera per diventare le persone che vogliamo. Perché il confine, sfumando, è tra finzione e realtà. Dal tuo terrazzo si vede casa mia è l’invito a venire dall’altra parte, a scendere di casa e passare per quella strada. Un’istanza di condivisione e meticciato, di sguardo altro, di cui sentiamo il richiamo.


Dicono di Dal tuo terrazzo si vede casa mia
- Redazione, albanianews.it, 8 novembre 2017;
- Emanuela Chiriacò, zestletteraturasostenibile.com, novembre 2017;
- Claudia Gifuni, flaneri.com, 2 novembre 2017;
- Fahrenheit (intervista), 2 novebre 2017;
- Redazione, tuffirivista.com, primo novembre 2017;
- Andrea Pennywise, unantidotocontrolasolitudine.blogspot.it, 26 ottobre 2017;
- Rossella Lofaro, retablodiparole.com, 26 ottobre 2017;
- Redazione, altrianimali.it, 15 ottobre 2017;
- Elisabetta Favale, rocknread.it, 12 ottobre 2017;
- Elisabetta Favale, linkiesta.it, 12 ottobre 2017;
- Claudia Gifuni, romaitalialab.it, ottobre 2017;
- Paolo Zardi, grafemi.wordpress.com, 5 ottobre 2017.

In evidenza
“Malaj […] non esita a creare un universo denso e complesso in cui piega il concetto di identità, lo distorce fino a renderne confusi i contorni.”
Claudia Gifuni, flaneri.com, 2 novembre 2017

“Qui c’è un mondo nuovo, qualcosa che fino a una decina di anni fa non esisteva e che solo adesso qualcuno sta iniziando a raccontare.”
Paolo Zardi, grafemi.wordpress.com, 11 settembre 2016

 





 

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