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Elvis Malaj
Dal tuo terrazzo si vede casa mia
Racconti, ottobre 2017


Elvis Malaj, Dal tuo terrazzo si vede casa mia
Fra due case che si vedono l’un l’altra potrebbe esserci una strada. Lastricata e sicura, a volte, ma più spesso tortuosa, o liquida come il mare fra l’Italia e l’Albania. La via fra le sue onde è faticosa come una lingua da imparare, andando e tornando, pensando una cosa e dicendone un’altra. Ma non sono soltanto le parole a mutare, ad assumere nuovi significati in questo relato sono i fatti stessi e le persone che troviamo sul cammino. Sempre a metà del guado, Elvis Malaj ci restituisce qualche tappa di questo percorso: due mondi, due lingue, fra noi e loro, me e te. Declinazioni dell’inadeguatezza – per forza di cose – poiché a camminare in cima al bordo si finisce per barcollare, e non corrispondere ad alcuna definizione. E così una prima volta non sarà mai abbastanza bella, o abbastanza prima, un approccio mai abbastanza azzeccato, una battuta mai capita fino in fondo, e una metafora? O troppo astratta o presa troppo alla lettera. E qualche volta, per evitare il confronto, si chiederà scusa e si scapperà via approfittando di un incidente; oppure si preferirà il silenzio sin da subito e l’incidente lo si andrà a cercare. Si indosserà una maschera per diventare le persone che vogliamo. Perché il confine, sfumando, è tra finzione e realtà. Dal tuo terrazzo si vede casa mia è l’invito a venire dall’altra parte, a scendere di casa e passare per quella strada. Un’istanza di condivisione e meticciato, di sguardo altro, di cui sentiamo il richiamo.


Dicono di Dal tuo terrazzo si vede casa mia
- Chiara Stival, italiandirectory.it, 14 febbraio 2018;
- Redazione, donchisciottelibri.wordpress.com, 8 febbraio 2018;
- Antonio Russo De Vivo, crapula.it, 24 gennaio 2018;
- Giulia De Filippo, lavyrtuosa.com, 4 gennaio 2018;
- Gabriele Santoro, balcanicaucaso.org, 2 gennaio 2018;
- Giulia Molinarolo, L’Indice dei Libri del Mese, gennaio 2018;
- Chiara Beretta Mazzotta, bookblister.com, 24 dicembre 2017;
- Sabina Darova, albanianews.it, 19 dicembre 2017;
- Redazione, treracconti.it, 13 dicembre 2017;
- Simone Pieranni, il manifesto, 6 dicembre 2017;
- Simonetta Bitasi, Gazzetta di Mantova, primo dicembre 2017;
- Redazione, girodelmondoattraversoilibri.wordpress.com, 30 novembre 2017;
- Claudio Della Pietà, senzaudio.it, 29 novembre 2017;
- Redazione, anacondaanoressica.blogspot.it, 28 novembre 2017.
- Andrea Elia, ancheiragazzileggonosite.wordpress.com, 16 novembre 2017;
- Redazione, retabloidparole.wordpress.com, 15 novembre 2017;
- Emanuela D’Alessio, viadeiserpenti.it, 13 novembre 2017;
- Redazione, ilmondourladietrolaporta.wordpress.com, 9 novembre 2017;
- Redazione, albanianews.it, 3 novembre 2017;
- Emanuela Chiriacò, zestletteraturasostenibile.com, novembre 2017;
- Claudia Gifuni, flaneri.com, 2 novembre 2017;
- Fahrenheit (intervista), 2 novebre 2017;
- Redazione, tuffirivista.com, primo novembre 2017;
- Dario Pappalardo, Robinson di la Repubblica, primo novembre 2017;
- Federica Guglietta, illunedideilibri.it, 30 ottobre 2017;
- Andrea Pennywise, unantidotocontrolasolitudine.blogspot.it, 26 ottobre 2017;
- Rossella Lofaro, retablodiparole.com, 26 ottobre 2017;
- Redazione, lepersonalbookshopper.it, 24 ottobre 2017;
- Elvis Malaj, illibraio.it, 19 ottobre 2017;
- Redazione, altrianimali.it, 15 ottobre 2017;
- Elisabetta Favale, rocknread.it, 12 ottobre 2017;
- Elisabetta Favale, linkiesta.it, 12 ottobre 2017;
- Davide Mazzocco, booksblog.it, 28 settembre 2017;
- Claudia Gifuni, romaitalialab.it;
- Paolo Zardi, grafemi.wordpress.com, 5 ottobre 2017.


In evidenza
“La discriminazione, sotto la penna di Malaj, diventa un elemento plastico, plasmabile a seconda delle circostanze proprio perché concepito come operazione consapevole (e dunque controllabile) della mente.”
Giulia Molinarolo, L’Indice dei Libri del Mese, gennaio 2018

“Alla fine, raccontare consiste soprattutto nel saper prendere un sacco di decisioni. E Malaj – per la fortuna del lettore – prende quelle giuste.”
Chiara Beretta Mazzotta, bookblister.com, 24 dicembre 2017

 “Semmai la distanza che permea le vite dei personaggi di Malaj è interiore e si palesa attraverso un cinismo che nasconde in realtà qualcosa di contrario, ovvero malinconici assoli personali proiettati alla ricerca – infruttuosa o lasciata in sospeso grazie ai finali aperti di molti dei racconti – di un proprio posto nel mondo.”
Simone Pieranni, il manifesto, 6 dicembre 2017

“Nelle sue parole Malaj nasconde l’irrequietezza dei suoi personaggi, sia quelli albanesi sia quelli italiani, provando a perimetrale la sensazione di inadeguatezza che pervade tutte le loro vite.”
Simone Pieranni, il manifesto, 6 dicembre 2017

“[…] Dal tuo terrazzo si vede casa mia rivela una voce di indubbio talento che forse anche grazie alla doppia cittadinanza riesce a raccontare il nostro paese e tutti noi.”
Simonetta Bitasi, Gazzetta di Mantova, primo dicembre 2017

“I racconti di Elvis Malaj vanno oltre la letteratura di migrazione: ci mostrano dei tipi umani. A prescindere dalla nazionalità.”
Federica Guglietta, illunedideilibri.it, 30 ottobre 2017

“Malaj […] non esita a creare un universo denso e complesso in cui piega il concetto di identità, lo distorce fino a renderne confusi i contorni.”
Claudia Gifuni, flaneri.com, 2 novembre 2017

“Qui c’è un mondo nuovo, qualcosa che fino a una decina di anni fa non esisteva e che solo adesso qualcuno sta iniziando a raccontare.”
Paolo Zardi, grafemi.wordpress.com, 11 settembre 2016

 





 

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