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Michele Orti Manara
Il vizio di smettere
Racconti edizioni

22 marzo 2018


Michele Orti Manara, Il vizio di smettere

Qualche tempo fa l’autore di questo libro si è chiesto a chi assomigliassero i propri personaggi. Quale carattere fosse possibile tratteggiare oltre le loro differenze di genere, età, orientamento sessuale e modo di raccontarsi. Intravedeva qualcosa, un’immagine composita. Alcuni di loro risultavano irretiti in grattacapi che l’autore stesso non avrebbe mai saputo risolvere, mentre altri sembravano annegare in un bicchier d’acqua: era possibile che, pur ricamando diverse sintassi, componessero un’unica trama?
Perché a sentire di una madre intenta a tappare ogni spiraglio di luce per far dormire il figlio, e di una donna braccata dal proprio assicuratore, si era pronti a ipotizzare la stessa categoria d’ossessione. La stessa materia oscura a tenere unite le confidenze di un adolescente in attesa del migliore amico e la parabola di Wali Gupta, il colpevole uomo delle pulizie in attesa dei padroni di casa. Di cosa era fatto questo collante, una comune dif denza nei confronti del futuro? Forse, si è risposto l’autore, ma più quel leggero panico che ci prende quando crediamo ci sia qualcuno a scrivere i nostri passi, come un assassino inseguito dalla propria missione. Non è tanto il fastidio per i li, quanto le poche aspettative riposte sulla clemenza del burattinaio. È qualcosa di indefinibile, per cui si finisce sempre sul bancone del bar a prestare l’orecchio ai deliri di una vecchia, o sul divano di casa a dar retta a un gatto smorfioso. Un po’ come tifare per la tartaruga, e quella sua cocciuta lotta contro Achille.

L’autore se l’è chiesto varie volte chi o cosa fosse questo volto nascosto, e ogni tanto ha pensato di aver riconosciuto qualcuno. Dopo un po’, però, non sapendo bene come porre la questione, ha deciso di smetterla con questo vizio di farsi domande, e si è rimesso a scrivere.



Dicono di Il vizio di smettere
- Francesca Pellas, Il Foglio, 27 giugno 2018;
- Arcangela Saverino, lucialibri.it, 9 giugno 2018;
- Giordano Belcecchi, sulromanzo.it, 29 maggio 2018;
- Frederika Randall, Internazionale, 18 maggio 2018;
- Simone Pieranni, il manifesto, 17 aprile 2018
- Redazione, typee.it, 12 aprile 2018;
- Giovanni Turi, giovannituri.wordpress.com, 12 aprile 2018;
- Nicola H. Cosentino, minima&moralia, 9 aprile 2018;
- Gianni Santoro, Robinson, primo aprile 2018;
- Andrea Cafarella, osservatoriocattedrale.com, 22 marzo 2018;
- Giuseppe Rizzi, ilrifugiodellircocervo.com, 22 marzo 2018;
- Michele Orti Manara, illibraio.it, 21 marzo 2018;
- Giuseppe D’Antonio, ilibrideglialtri.com, 6 marzo 2018;
- Evelina Guerreschi, finzionimagazine.it, 6 marzo 2018.


In particolare
“Tutti e sedici questi racconti potrebbero essere studiati in un manuale. Alcuni sono pennellate velocissime, eppure la sensazione è sempre quella che lì sotto ci sia molto di più. Si rimane incantati sia dal poco che vediamo sia dal molto che non sappiamo, perché tutte le persone raccontate qui sono più vive che mai.”
Francesca Pellas, Il Foglio, 27 giugno 2018

“Il percorso suggerito da questi racconti è quello di esplorare e perdersi, di conquistare un attimo, lasciarlo lì anche solo per ammirarlo o per lasciarsi ammaliare.”
Simone Pieranni, il manifesto, 17 aprile 2018

“Un libro difficile da categorizzare nel complesso, che trova forse nel senso di inadeguatezza dei personaggi il tema che innerva tutte le storie.”
Redazione, typee.it, 12 aprile 2018

“Il meglio di Il vizio di smettere sta qui, nel modo in cui Orti Manara spinge i suoi personaggi a decidere se esporsi o meno, se svelare o meno, se chiudere o non chiudere – aprire mai, aprire è troppo difficile. È un circo di gente in bilico o in imbarazzo, criogenizzata mentre stava a un passo da, era lì lì per.”
Nicola H. Cosentino, minima&moralia, 9 aprile 2018

“La bella raccolta di Michele Orti Manara Il vizio di smettere è un’antologia di possibilità.”
Gianni Santoro, Robinson, primo aprile 2018

“Il lettore di Il vizio di smettere dev’essere consapevole del turbine in cui si cala aprendo le pagine di questa raccolta.”
Giuseppe Rizzi, ilrifugiodellircocervo.com, 22 marzo 2018

“Orti Manara manipola la forma breve con grande mestiere; ci si tuffa come un palombaro e s’intrufola nei suoi cunicoli come uno speleologo.”
Andrea Cafarella, osservatoriocattedrale.com, 22 marzo 2018

 

 

 

 






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