
Simone
Barillari (1971) ha firmato curatele e traduzioni dall’inglese per alcune delle principali case editrici italiane (Bompiani, Castelvecchi, Fandango, Fazi, minimum fax, Rizzoli), scrivendo di Ernest Hemingway e Jack London, John Barth e Rick Moody, Leonard Cohen e Michel Houellebecq. Attualmente sta lavorando alla curatela di libri di letteratura e saggistica per Einaudi, Feltrinelli e Rizzoli e collabora alla redazione del Dizionario della letteratura americana del Novecento per Einaudi. Suoi scritti sono comparsi anche su Nuovi Argomenti e Panta, dove ha pubblicato, nel settembre del 2008, un lungo testo intitolato Una storia vivente. È ideatore e direttore di collane di letteratura in case editrici della piccola e media editoria e di una collana di minimum fax dedicata al grande giornalismo internazionale. In passato ha dato vita alla casa editrice Alet, guidandola fino al 2005. Vive per gran parte dell’anno a Cipro.
Giudizi degli allievi
- Bravo, competente, un po’ autoreferenziale ma le sue lezioni sono state interessanti;
- Una persona preparata e in grado di spiegare molto bene, anche se la sua predilezione per la cultura di nicchia a volte non permette di comprendere le dinamiche e le situazioni che intende esporre (Carla);
- Il nostro Gordon Lish (anche se noi non siamo scrittori). Dopo le sue lezioni ciascun allievo sviluppa un Barillari interiore che stronca impietosamente ogni tentativo di applicare alla scrittura cliché espressivi;
- Ottimo insegnante. Peccato che ciò che ho scritto sia caduto tra le sue “grinfie” una volta sola, avrei avuto modo di migliorare ulteriormente la mia scrittura. I suoi consigli sono stati tuttavia utili oltre misura e credo che porterò ormai sempre con me il “Barillario”! (Sara);
- Molto interessanti le sue due lezioni. Ti sa fare appassionare, ma sa anche farti sentire l’ultimo degli ignoranti. Comunque, il mio giudizio su Barillari è più che positivo;
- Eccezionale. Tra i docenti che mi hanno stimolato di più, anche se a volte poteva sembrare un po’ drastico nei giudizi. Brillante, comunicativo, creativo, intuitivo. È stata una fortuna poterlo ascoltare;
- Bravo ma troppo autoreferenziale;
- Barillari è senza dubbio una persona molto competente. Mi sarebbe piaciuto se avesse detto letto a lezione qualcosa scritto di suo pugno;
- Pieno di chicche. Molto utili le correzioni delle nostre quarte. Bella personalità;
- Si mette in gioco, dà molti strumenti pratici e insegnamenti di cui far tesoro (Claudia);
- Competente ed entusiasmante. Il giusto equilibrio;
- Bella lezione. Molto critico, poco docente, ma questo è il bello, nel suo caso;
- Bravo ma un po’ troppo presuntuoso e urticante! Non si ottengono risultati necessariamente con la cruda schiettezza e decostruendo il lavoro altrui. Ad ogni modo il suo “metodo” mi ha dato delle chiavi di comprensione che non so se avrei scoperto in altro modo, e ne faccio tesoro! (Stefania);
- Ottimo. Dopo la lezione con Barillari ho cominciato a scegliere ogni parola che scrivo (scrivo molto meno ma sono più soddisfatta);
- Lezione molto interessante. Ho apprezzato l’idea di valutare direttamente i nostri scritti;
- Molto competente e simpatico. Forse ha insistito troppo nella pars destruens e troppo poco in quella costruens, ma è stata una lezione decisamente utile (Francesco);
- Bravo e preparato. Mi ha illuminato sul mio modo di scrivere, anche se le sue lezioni sembrano più da corso di scrittura creativa;
- Ottimo docente. Competente, puntuale nelle correzioni, appassionato: un vulcano. La durezza dei suoi giudizi è comprensibile (Rachele);
- Falcidiante, micidiale, illuminante. Un guru, ma dubito che qualcuno possa essere all’altezza delle sue aspettative (Eleonora D.);
- È stato molto interessante assistere alle sue lezioni, e anche utile, in quanto possiede davvero molte competenze ed esperienza, però il suo approccio è abbastanza duro e negativo, a volte sarcastico (Elisabetta);
- Bravissimo docente. Le sue lezioni su come scrivere le quarte di copertina e la scrittura in generale mi sono piaciute molto e sono state veramente utili;
- L’ho apprezzato moltissimo. La cura delle parole e delle frasi per me è fondamentale, e lui fa capire bene cosa funziona e cosa no, e soprattutto perché (Gaia);
- Una persona che ha tanto da offrire e da insegnare. Utili consigli che cambiano la tua prospettiva e non possono che arricchirti. Peccato che il personaggio e l’enfasi che riversa nel suo modo di rapportarsi al mondo abbia spostato la generale percezione della lezione, traviata da un accanimento solo in parte giustificabile e spesso gratuito. Una prova di forza di carattere? (Moira);
- Suggerimenti preziosi e indiscutibile preparazione, al netto di un approccio poco costruttivo. Di cattivo gusto gli attacchi personali a danno di alcuni corsisti, difficilmente tollerabili e davvero fuori luogo. Avrei gradito, a questo proposito, almeno una spiegazione, se non vere e proprie scuse, peraltro mai arrivate. Il vero problema sta comunque nella scelta discutibilissima di dedicare tanto tempo – buona parte di due intere lezioni – all’invettiva piuttosto che alla didattica. È un peccato, perché da insegnare ha molto, e quando riesce a farlo lascia il segno (Paolo);
- Interessantissime le sue lezioni. Grande personaggio e intellettuale importante. A livello didattico ho apprezzato molto il suo non voler edulcorare nulla, il suo essere sempre diretto. A livello umano avrei gradito però che alcune sue considerazioni piuttosto forti su diversi lavori dei corsisti fossero state fatte senza personalismi; poteva essere fatto e sarebbe stato meno fastidioso e anche più costruttivo e istruttivo per tutti gli altri (Alessandro);
- Brusco, severo, indelicato. Le stesse cose che ci ha fatto presente si potevano dire diversamente… ciononostante l’intervento sulle singole quarte scritte da noi è stato molto utile e innegabilmente in pochi si sarebbero prestati a questo tipo di correzione. Energico, creativo, ha il merito di aver marchiato a fuoco dei concetti che dubito dimenticheremo. Occhio alle lapidazioni di piazza però! Potrebbero interferire troppo in campi dove lo stile che propone non è richiesto! Non a caso le nostre quarte Adelphi erano molto più “alla Barillari”! Ho apprezzato la disponibilità che ci ha dimostrato permettendoci di inviargli altri tentativi di quarte di copertina e la seconda lezione è stata decisamente molto bella;
- Una persona boriosa, un grande insegnamento. L’impatto è stato detestabile e non avrò problemi a dirglielo e non me ne farò in questo file, come di consueto, finirà sotto il naso degli interessati. Avrei pena di me stesso a non essere sincero con la squadra di Oblique e i miei compagni di corso. Barillari mi ha dato l’impressione di un nazista con criteri di selezione di razza differenti. Urlarci contro per tre ore che non eravamo in grado di scrivere quarte di copertina è stata un’impresa inutile, in forza del fatto che il giorno dopo ce lo avrebbe spiegato come farlo e che nessuno di noi ha problemi di udito. Al di là di questo, è stata la lezione più importante. Ho scritto nove pagine di appunti fitti ed è stato di enorme impatto sul mio modo di scrivere e di pensare. Gli appunti, riordinati e trascritti in bella, li prendo in mano ogni volta che comincio a lavorare a un’esercitazione. I consigli per le letture sono altrettanto preziosi. Non credo di aver mai assorbito tanti concetti fondamentali in così breve tempo e da una sola persona in vita mia. La sua idea delle bandelle con la scheda positiva sul fronte e quella negativa sul retro è geniale. Nella mia limitata cultura editoriale quando penso a Barillari posso pensare solo a Vittorini. Per l’audacia e la forza nel loro proporsi sono inevitabilmente affini nella mia testa. Mi è rimasto il dubbio sul perché ritenga l’approfondimento totale del noir americano un passo fondamentale per intraprendere la carriera di redattore. Avrei voluto chiedergli se ha mai letto i racconti polizieschi di Robert E. Howard, ma ero sotto shock tra i morti e i feriti che aveva fatto in classe. Mi sentivo quello con la croce rossa in campo bianco sull’elmetto. Credo però che la battaglia e la sconfitta abbia fatto bene a tutti. Il corso senza Barillari sarebbe come è un’auto con la trazione anteriore: si impara più facilmente a guidare ma mai fino in fondo. Mai da vero pilota (Federico);
- Sebbene si sia proposto come un professionista del settore, il servizio reso alla classe non è stato all’altezza del credito che vantava e che ha dilapidato in solo dieci minuti. Se un professionista esige precisione, attenzione ai particolari e rispetto, Barillari è mancato proprio dove avrebbe potuto insegnarci qualcosa. Sorvolando sull’esibizione di autori e opere che un qualsiasi editor e redattore d’esperienza dovrebbe avere, dopo essersi giustamente arrabbiato per le lacune e i pessimi errori, spesso banali di gente che stava frequentando il corso da due settimane, non si è curato di spendere tempo per correggere gli esercizi svolti, i quali però si sono rivelati inutili in quanto privi del suo giudizio. Un mero esercizio di stile, il suo intervento, che privato delle preziose nozioni, mi è risultato irritante e presuntuoso, fatto su cui si è disposti a sorvolare solo in presenza di una compensazione professionale che è venuta meno. A tratti infantile, e oserei dire narciso, si è ripreso solo a sprazzi quando si è ricordato di aver esagerato con la “pars destruens” della sua lezione sorvolando totalmente su quella “construens”. Come professionista gli darei 7, ma come insegnante 4. Sapere non significa saper insegnare (Francesco);
- Certamente molto preparato, poco “malleabile” e “contenibile”, un po’ troppo sicuro di sé e del fatto che la sua parola sia il Verbo… La gente convinta di avere in mano molte certezze mi fa paura. Un professionista di alto livello, senza dubbio, senza la vocazione della docenza (Laura);
- Una lezione dura e illuminante. Si perdono tutte le certezze per ripartire più consapevoli e temprati (Carla);
- Tutto quello che ha detto è giusto (infatti ho una lista di libri da leggere lunga dieci chilometri), però
da un professionista mi aspetto anche uno scambio di competenze, non solo un atteggiamento di sfida. Si impara guardando in faccia i propri limiti ma anche incontrando persone che ti arricchiscono. Per un docente è uno scherzo da ragazzi mettere in difficoltà i suoi alunni, più difficile preparare una lezione che li coinvolga. Il mio giudizio rimane positivo, la lezione è stata anche divertente (Virginia);
- Distruttivo, come un mare in tempesta. E ugualmente costruttivo: a volte serve cancellare il vecchio per poter ricominciare, su questo non c’è dubbio. Però l’effetto devastante resta comunque, come il ciclone Katrina su New Orleans. E noi, poveri allievi, abbandonati sulle zattere del disorientamento, un po’ arrabbiati e un po’ sfiduciati di fronte alla forza della natura che ha la meglio… Sicuramente è uno di quelli che non dimenticherò mai, uno che lascia il segno e resta sempre presente nei ragionamenti che faccio. Un voto? 6 per il metodo, 9 per i contenuti (Emmanuela);
- Tosto: uno che ti sbatte in faccia la realtà senza tanti complimenti. Il primo impatto è traumatico, ma quando cominci a percepire la sua preparazione e te ne trasmette un pochino, be’, allora passato il trauma inizia la stima (Giammarco);
- L’ho odiato e amato. Simone Barillari è un sunto di quello che ho provato per il corso. Mi ha regalato veleno che ho ingoiato a fatica e una ricchezza che si è impiantata in me e che non mi lascerà mai (Viola);
- La sua prima lezione è stata sconvolgente. È capace di farti crollare emotivamente e psicologicamente. L’importante è non lasciarsi abbattere dai suoi colpi e prendere ciò che c’è di buono. Che è molto, perché Barillari, nonostante i suoi modi bruschi (talvolta esagerati), è davvero preparato e riesce a trasmettere la sua conoscenza della lingua e la sua smisurata passione. Complice anche il fatto di lavorare su testi concreti (i nostri), che viviseziona e analizza in ogni virgola. Utilissimo e illuminante;
- Barillari è uno shock. Il mio consiglio ai futuri allievi è di abbandonarsi alla sua lezione, di mettersi letteralmente nelle sue mani e lasciar fare a lui. Dopo le sue lezioni, si reimpara a leggere e scrivere;
- Competente, stimolante, diretto, poco umile, critico sempre. Comunque una botta di energia;
- Lezioni importantissime, insegnamenti fondamentali. E anche uno show-man di tutto rispetto;
- Contenuti interessanti a un duro prezzo da pagare: un uomo irritante. Spocchioso e presuntuoso, per un attimo si è messo contro tutta la platea con le sue provocazioni, poi forse impaurito si è calmato un po’. Il giudizio quindi è un po’ in bilico. Io sono riuscito a digerirlo e ad apprezzare la lezione, tuttavia è uno di quei personaggi che fa passare la voglia di entrare in questo strano mondo dell’editoria;
- Le sue lezioni sono state illuminanti e le sue critiche costruttive. Ho imparato a mettermi in discussione ogni volta che devo scrivere e a dare uno sguardo più attento alle costruzioni sintattiche di alcuni scrittori;
- Niente da dire sulla preparazione, ma troppo irascibile e scurrile a mio giudizio. In fondo ha avuto a che fare con persone adulte, alcune espressioni e atteggiamenti potevano essere evitati. Saccente;
- Illuminante. Coltissimo. La scrittura per Barillari non ha segreti. Utilissima l’analisi dei nostri elaborati in classe. Una volta incontrato, è impossibile non scrivere pensando ai suoi preziosi consigli. È stato uno degli incontri più importanti della mia vita;
- È dotato di un’acuta sensibilità semantica e musicale per le parole. Lezioni brillanti, cocciutamente franche, che hanno avuto come obiettivo lo sviluppo dell’eccitabilità della mente;
- Purista, arcigno quanto il personaggio da letterato snob gli impone, insegna i pesi delle parole. Tutto si calibra come su una bilancia e il flusso di quella fila di lemmi che si vuol mettere insieme deve essere un filo elastico e sinuoso. Ti inculca questo. E questo ti cambia i pensieri. Potrebbe magari respirare un po’ di più durante la lezione – proprio quello stesso respiro che dice fondamentale quando si scrive (Teodoro Patera);
- Senza dubbio competente e di grande valore professionale. Utile e formativo il suo approccio diretto con gli studenti. Personalmente credo comunque che la bravura di un docente stia nel rendere quasi impercettibile la distanza culturale con i suoi alunni ma, durante le sue lezioni, la distanza si sentiva eccome. Credo che anche la peggior critica possa portare ad un riscontro eccellente se posta nel modo migliore: diciamo che i suoi modi lasciavano alquanto a desiderare. Troppe le sue ore e, a mio parere, non efficacemente organizzate;
- L’impatto con Barillari non è stato affatto facile. È sicuramente bravo e preparato, anche se a volte rischia di peccare di presunzione. Non ho apprezzato il modo in cui ha espresso alcuni giudizi, forse eccessivo. Fondamentale la lezione sull’aggettivazione. Quando scrivo adesso cerco di fare attenzione a come uso gli aggettivi (Irene Guida);
- La mitologia sorta su di lui prima che venisse mi aveva fatto spaventare, in effetti. Poi è stato meno pericoloso di quanto non immaginassi. Ne è valsa la pena: parecchie delle cose che ho ascoltato in quelle lezioni hanno cambiato la mia percezione della scrittura. Non ho trovato gratuito – quasi mai – il suo modo di commentare quanto scritto, per quanto alle volte la maschera di provocatore sia prevalsa sulla reale necessità. La sua cultura è vasta e organica, ma ho intravisto alcune volte la tendenza a spacciare un puro gusto personale come frutto oggettivo della sua superiore cultura. Robette, comunque. Adesso scrivo in maniera diversa e senza di lui non lo farei. Mi piacerebbe passare qualche minuto nel suo cervello, ma non credo vorrei andarci ad abitare.
Ps. E comunque adesso quando mi rileggo mi trovo spesso a pensare: se Barillari scopre che ho scritto così mi ammazza, e correggo senza dare nell’occhio. Ho sempre paura che sappia quello che scrivo e mi insulti telepaticamente;
- Il primo impatto può essere duro. Barillari sviscera la tua scrittura senza sconti e non si fa problemi nel demolire in poche precise parole qualsiasi certezza tu abbia costruito nel tempo. Ma qualcosa non quadra. Ti sembra fin troppo facile un atteggiamento così scontroso e provocatorio, senti che non può essere semplicemente gratuito e poco alla volta, oltre il tratto, leggi il significato. Barillari deve scuoterti e lo fa in questo modo, ed è forse l’unico efficace a risvegliarti dal torpore in cui cade chi non è abituato ad essere messo in discussione. Dopo le sue lezioni è cambiato radicalmente il mio atteggiamento nei confronti della scrittura, la mia per prima, e poi quella degli altri. È incredibile come abbiano in qualche modo rimodellato la mia forma mentis. Senza dubbio sono state alcuni dei momenti più adrenalinici del corso, con un disatteso, piacevole ammorbidimento del docente nell’ultima lezione (Carmen Maffione);
- Purtroppo ho seguito solo due delle quattro lezioni tenute da Simone. Nelle due lezioni che ho seguito ho trovato il lavoro fatto insieme molto utile, anche se l’atteggiamento autoreferenziale di Simone a volte mette un po’ in soggezione, io non mi lascio impressionare ma ho visto colleghi terrorizzati dal suo giudizio. Oltre le mie più rosee aspettative non sono stata maltrattata più di tanto, almeno sulla biografia. Purtroppo non ho mai avuto la correzione della quarta di copertina, sapete come lo posso contattare? (Sara Meddi);
- Anche se mi ha lanciato un evidenziatore conservo un ottimo ricordo di Barillari. Riesce ad abbatterti come pochi ma le sue lezioni sono state utili e mi hanno spronato molto. ora non posso più scrivere senza il dizionario dei sinonimi e contrari (Giulia G.);
- Le sue lezioni sono state terribili e splendide. Vorrei tanto averlo come maestro in altre occasioni, la sua pedagogia repressiva mi ha stordita fino a farmi piangere perché Barillari riesce a mettere a nudo i limiti di ognuno in questo mestiere. Dopo i suoi insegnamenti devi concepire il modo di scrivere come se fosse la prima volta, e ciò richiede grande energia e umiltà. È nel senso più nobile un grande maestro;
- Per molti versi illuminante. Dopo le sue lezioni le parole si pesano con più attenzione. Spietato nel giudizio, ma a mio avviso senza cattiveria. Bisogna essere dotati di un buon senso dell’umorismo e non essere permalosi per prendere i suoi interventi per il verso giusto. In alcuni momenti l’attore prende il sopravvento sul docente, con esiti genuinamente comici. A volte si ripete eccessivamente e le sue lezioni si dilatano, perdono di forza;
- Non è un docente. Troppo aggressivo e pieno di sé. Che senso ha dire a qualcuno “la tua è la peggiore prova della classe”? Sarebbe bastato evidenziare tutti gli errori, lasciando da parte inutili classifiche. Il ragazzo in questione ha poi abbandonato il corso. Come lui stesso ripete in continuazione: “Anche meno”;

Materiali
- Intervista di Armando Adolgiso (pubblicata qui, dicembre 2009)
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