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  I docenti dei corsi di Oblique
   
 

Andrea Bergamini (1966), autore di saggistica musicale per ragazzi, ha pubblicato, tra gli altri, Beethoven e l’epoca del classicismo, La storia del rock e Civiltà musicali di cui sono ancora in commercio le traduzioni francese, americana, danese, giapponese e spagnola. Nel 2001 per Enola-Castelvecchi ha pubblicato Amori grandi per grandi uomini e nel 2003 sono apparsi due suoi racconti nell’antologia Men on Men (2) a cura di Daniele Scalise e edita da Mondadori.
Nel 2004 ha fondato la casa editrice Playground.

 

Giudizio degli allievi

  1. Ha raccontato con competenza e sincerità la propria esperienza di editore, evidenziando la differenza che intercorre tra una linea editoriale puramente utopica e una raffinata eppure vendibile;
  2. Pronto a far scendere in campo i propri errori per stillare un discorso che sia fruttuoso per chi comincia. Dote non comune. Ha apportato la riflessione – giusto controcanto alla politica idealista di Oblique – su un’editoria che deve talvolta abbassarsi a un terreno fatto di scelte di mercato e compromessi. È stato molto diretto nel trasmettere il messaggio secondo cui anche una copertina ben fatta, un bel carattere e una carta di qualità sono cultura (Teodoro Patera);
  3. Una persona distinta che con semplicità ed estrema sincerità ci ha raccontato la sua esperienza mettendo onestamente in luce anche gli errori professionali;
  4. Quella di Bergamini è stata per me la lezione più bella tra quelle dei docenti esterni. Ha saputo parlarci del suo progetto di casa editrice mettendosi a nudo. È un professionista sensibile e colto con il quale mi piacerebbe tanto lavorare. Sono sicura che imparerei molte cose da lui (Irene Guida);
  5. È stato coraggioso e sincero. Un buon modo per spazzare via gli idealismi di un gruppo di trentenni con la testa confusa. Ha patito forse la prima parte della lezione, anche lui un po’ soffocato dal ruolo che aveva deciso di vestire di fronte a degli sconosciuti. Ma dopo mezz’ora se n’è dimenticato, per fortuna. È stata la prima volta che ho intravisto compiutamente la complessità del mondo in cui voglio infilarmi – in senso umano, intendo. È stata una splendida storia;
  6. È raro che un editore abbia voglia di “spogliarsi” completamente agli occhi smaniosi di una classe di aspiranti redattori. Invece Bergamini ci ha dedicato per tre ore un racconto-fiume, non solo raccontandoci come ha ideato e realizzato la Playground, ma svelandoci senza remore le difficoltà incontrate, gli errori fatti e corretti, e quelli non ancora risolti, i punti di forza e i punti di debolezza del proprio progetto editoriale: una grande lezione, non solo di editoria ma anche di passione e umiltà (Carmen Maffione);
  7. La sua lezione è stata per me una delle più significative, ora sono diventata una grande ammiratrice della sua case editrice di cui continuo a comprare e leggere avidamente i libri, se ci fosse un corso tenuto da Andrea correrei a seguirlo (Sara Meddi);
  8. è una persona molto positiva e un bravissimo professionista. Mi hanno colpito la passione con cui lavora e il rapporto che ha istaurato con noi: dopo pochi minuti si ricordava già i nostri nomi e prestava grande attenzione ad ogni intervento, questo per me è stato gratificante e mi ha incoraggiato molto (Giulia G.);
  9. Mi ha colpito molto il suo modo di aprirsi a noi, senza timore alcuno, ma con una incredibile voglia di trasmettere le sue esperienze;
  10. Bellissima lezione, articolata e completa. Bergamini si è messo a nudo, spiegando con estrema sincerità le sue scelte e stimolando la partecipazione di tutti. Ci ha permesso di entrare nella testa di un editore in tutto il processo che va dal lancio di una nuova casa editrice indipendente, passando per la crisi, fino ad arrivare al cambiamento di strategia che porta a una stabilizzazione;
  11. È stato molto interessante sentirsi raccontare tutto il percorso di una piccola casa editrice, errori di strategia compresi. Ho molto apprezzato anche che il docente abbia regalato un libro a ciascuno. Il più generoso!;
  12. È stata una lezione entusiasmante. Ci ha spiegato la fatica di far nascere una casa editrice, e ci ha rivelato con sincerità e modestia i suoi errori iniziali (Chiara Apicella);
  13. Lezione molto interessante. Mi è piaciuto il fatto che si sia messo a nudo davanti a noi, parlandoci a cuore aperto della propria esperienza editoriale, bella ma anche sofferta (Barbara Bevilacqua);
  14. Una lezione ricca di contenuti, ho apprezzato molto che Andrea ci abbia parlato anche dei propri errori, e ci abbia spiegato la genesi della sua casa editrice e la sua evoluzione. Ho apprezzato molto che ci abbia fatto toccare con mano i primi libri usciti con Playground (Stefania Curatola);
  15. Lezione interessante. A livello contenutistico, ma l’insegnante non è a mio avviso particolarmente incisivo (Antonio Maglia);
  16. Di Playground avevo sentito solo parlare, e la lezione è stata un’occasione per conoscere questa casa editrice. L’aspetto che mi ha colpito di Bergamini è, nonostante le difficoltà che ha dovuto superare la sua casa editrice, ha creduto fino in fondo alla sua missione editoriale e ha proseguito la sua avventura (Annalisa Bizzarri);
  17. La sua lezione è stata un seminario monografico sulla nascita e la vita di una piccola casa editrice. Sono molto soddisfatta della lezione di Andrea: mi ha aiutato a capire di più come funziona il mondo editoriale e quali sono le sue leggi. Molto utile (Francesca Giannone);
  18. È stato il primo intervento esterno. Ho apprezzato la sincerità con cui ci ha raccontato la sua esperienza nell’editoria, trasmettendo anche tutte le difficoltà e i problemi che ha incontrato (Michele Martino);
  19. Chiaro, sincero, stimolante (Raffaele Parisella);
  20. Andrea ci ha raccontato la sua personale esperienza di editore alle prime armi in modo chiaro e sincero, non omettendo gli errori commessi, anzi soffermandosi su di essi più che sui successi. Mi è sembrata una persona interessante e preparata, ma anche umile e alla mano. Ho divorato il libro che mi ha regalato, e da allora acquisto un “playground” al mese. Le sue scelte editoriali sono estreme, coraggiose e lodevoli (Marta Scandorza);
  21. La lezione che ha tenuto Bergamini è stata molto interessante, è riuscito a raccontarci la genesi della sua casa editrice mettendo a nudo idee, progetti ed errori con estrema naturalezza. È difficile trovare un editore che sveli fino in fondo i segreti del mestiere, si è messo a nudo regalandoci una lezione chiara e piacevole (Silvia Romano);
  22. Delizioso. Una bella persona e un bell’editore, che ha avuto l’intelligenza di far cambiare strada a un progetto affascinante ma poco redditizio, e oggi ha l’intelligenza di raccontare i propri errori (Flavia Vadrucci);
  23. Lezione istruttiva e di raro relax. Essendo stato il primo incontro con il business editoriale, mi ha dato il suo punto di vista, idealista e smaliziato, ed è stato in grado di spiegarlo molto bene; è servito come termine di paragone nel seguito del corso. Lezione troppo incentrata sulla storia di ogni uscita, così per mancanza di tempo si è detto molto poco su Playground oggi (Leonardo);
  24. Un editore sui generis, molto schietto e autocritico. Concreto nel descrivere i meccanismi del mondo editoriale e le difficoltà pratiche incontrate dai piccoli editori all’interno di un sistema di mercato monopolistico come quello italiano. Interessante è stato apprendere le strategie di elaborazione di un piano editoriale (Taddeo Roccasalda);
  25. Da lui ho imparato ad analizzare e studiare il progetto che c’è dietro una casa editrice. La sua lezione su Playground è stata interessante, peccato non aver avuto il tempo di affrontare tutti i punti che si era prefissato (Francesca Toticchi);
  26. Il mio giudizio è di parte perché mi sono innamorata di Playground e dei suoi libri. La lezione di Bergamini è stata molto interessante perché ha fatto veramente capire che cos’è una casa editrice, come nasce, quali sono le difficoltà in cui può incorrere, quanta è la passione che bisogna metterci affinché un progetto funzioni. Ma soprattutto è stato forse il primo a mostrarci come attraverso l’osservazione del catalogo di una casa editrice se ne possa capire non soltanto il valore ma anche l’essenza, il progetto, gli intenti (Chiara Rea);
  27. Eccentrico, geniale, filosofico, riflette l’ideale di editore illuminato, innamorato della sua casa editrice, convinto dei suoi progetti (Francesca Bragaglia);
  28. Ottimi i suggerimenti, durante l’incontro, per la costruzione di una collana, se non di una casa editrice; chiara e interessante l’illustrazione del percorso di nascita e di lavoro di Playground. È emersa, nell’incontro, tanta passione (e tanto sano realismo) per quel che si fa (Katia Cappellini);
  29. La sua lezione è stata importante per capire il valore di un progetto editoriale preciso, circostanziato (Massimiliano Borelli);
  30. Mi è piaciuto molto. La sua esperienza professionale (ma anche di vita) è già una lezione. Mi è piaciuto sentir dire da un editore ciò che ho sempre pensato di una casa editrice: che è un impresa che vende libri, e che deve fare libri che si vendano sul mercato, cercando di farli bene e di qualità. In Bergamini ho visto l’editore che deve fare i conti con la concretezza della gestione imprenditoriale, oltreché con la metafisica della letteratura. Molto istruttivo;
    È interessante il discorso che fa sul suo percorso editoriale e sulla sua collana, sui motivi che tengono insieme i libri, ma a confronto con le altre lezioni mi è piaciuta meno (Francesca Arrigoni);
  31. Interessante la sua lezione; per il percorso descritto dalla sua casa editrice, per il lavoro che ne traspare, e per la sua idea di letteratura (Matteo Alfonsi);
  32. Esaustivo e diretto. Spiega in modo chiaro i meccanismi della piccola editoria (Rossella Muratore);
  33. La lezione è stata molto esaustiva riguardo al catalogo della casa editrice Playground, ma abbiamo passato troppo tempo a leggere e raccontare le trame degli ultimi libri (anche ogni singola biografia) e questo ha posto in secondo piano le informazioni tecniche e pratiche che mi sarei aspettata sullo scouting, sulle collane, su come si lavora in casa editrice;
  34. Una lezione interessante soprattutto perché Bergamini ci ha letto squarci di libri, illustrato le collane, raccontato la genesi della casa editrice, ci ha fatto arrivare tramite il ragionamento al motivo per cui pubblica determinati libri e autori che trattano di storie con protagonisti omosessuali. Una grande persona (Mila Tenaglia);
  35. Non conoscevo Playground e sono stata felice di conoscerla in questo modo. È stato inoltre molto gentile a regalarci alcuni dei libri della sua casa editrice;
  36. La sua esperienza di editore, raccontata con umiltà e semplicità, si è rivelata fondamentale per comprendere la nascita di un progetto e il percorso da seguire per la sua realizzazione. La sua lezione è stata avvincente e stimolante, ha saputo interagire e coinvolgere gli allievi, ha trasferito realmente l’esperienza e creato la giusta empatia (Emanuela D’Alessio);
  37. Mi è piaciuto molto l’approccio che ha dato alla lezione: partire dai libri pubblicati dalla sua casa editrice per spiegarcene la storia e l’idea che “sta sotto” la nascita di Playground (Giada Di Giammarco);
  38. Interessante lezione sul mestiere dell’editore, sul progetto e sulle scelte che stanno dietro una casa editrice. Un editore mosso dalla passione, che crede in quello che fa;
  39. La sua lezione è stata molto interessante perché ci ha raccontato come da un’idea e da una forte passione possa nascere una casa editrice (Eleonora Rossi);
  40. L’ospite più noioso di tutto il corso. L’intervento sulla nascita della sua casa editrice non è stato altro che una lettura delle quarte di copertina dei libri da lui pubblicati. Sarebbe stato preferibile entrare più in profondità nelle dinamiche del processo editoriale e nelle relative problematiche. Fondamentalmente ha dimostrato poca disponibilità a un vero scambio (Alessandra Pierro);
  41. Interessante l’argomento e i dati trasmessi. Scostante e freddo l’atteggiamento del docente;
  42. L’editore di Playground ci ha spiegato strategie, fallimenti, vittorie e motivazioni profonde del fare editoria, senza retorica e senza cinismo. Per me è stato sicuramente tra gli ospiti più importanti (Claudia Meschiari);
  43. Bellissima lezione. Una persona che mette completamente a nudo il proprio lavoro, svelandone tutti i retroscena con la sincerità e l’accorato riguardo di una confessione intima;
  44. È un professionista e un artigiano del libro, nel senso “obliquo” del termine, ci ha mostrato, con estremo realismo, il duro lavoro intellettuale che c’è dietro la creazione di una casa editrice e ci ha spiegato come e perché questa debba essere rappresentativa delle idee di un editore. Quella di Bergamini è stata una delle lezioni più belle. Con estrema sincerità e passione ha condiviso con noi i pro e i contro del suo progetto editoriale, gli “inconvenienti” del mestiere, come i soliti e spesso solidi muri che il mercato editoriale – non immune dalle mode del momento – erige, favorendo un tipo di letteratura massificata. Certo, il compromesso è d’obbligo, ma l’importante è non snaturare il proprio prodotto e non rinunciare mai alla qualità. Questo è il ricordo che mi ha lasciato Bergamini;
  45. Ci ha parlato apertamente su come gestisce la sua casa editrice e le difficoltà che ha trovato. È stato umile e sincero. È stata una delle lezioni più interessanti;
  46. Fantastico. Il primo editore che abbiamo incontrato e l’impatto è stato positivo (Alessia Caputo).

 





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