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alberto castelvecchi 2012
Alberto Castelvecchi, nato a Roma nel 1962, linguista e filologo di formazione, si è occupato di giornalismo e divulgazione culturale con Radio2 e Radio3 fin dal 1987. Ha scritto per Il Messaggero e per la cronaca di Roma di la Repubblica, Panorama. Nel 1993 ha fondato la casa editrice Castelvecchi, specializzata in nuove tendenze, culture giovanili, fenomeni emergenti. Nel 2008 ha lasciato la Castelvecchi e ha fondato una agenzia letteraria, una società di consulenza e una nuova casa editrice.
Dal 2010 ha lasciato il mondo editoriale per dedicarsi alla ricerca e all’insegnamento del public speaking presso la Luiss Guido Carli. È consulente di immagine e comunicazione personale per manager, politici, aziende. Fa parte del comitato esecutivo dell’Associazione veDrò.

 

Il marchio editoriale Castelvecchi è stato fondato nel 1993 sull’onda di Internet, dei Cibernauti e della nuova cultura giovanile che ruggisce sul web e nei centri sociali. Ha lanciato a suo tempo, nel 1995, due dei più noti “cannibali”, che hanno pubblicato con Castelvecchi il loro esordio: Aldo Nove con Woobinda e Isabella Santacroce con Fluo. Per non parlare del fenomeno Luther Blissett, che esordisce da Castelvecchi nel 1995 con Mind Invaders, e impazza per tutti gli anni Novanta prima di trasformarsi nel collettivo Wu Ming. O del fantomatico Reverendo William Cooper, che con oltre ventimila copie vendute sdogana il Sesso estremo per un’intera generazione. Libro d’esordio castelvecchiano anche per il critico e scrittore romano allora ventottenne Emanuele Trevi (in seguito pubblicato da Einaudi, Mondadori, Laterza): è già un classico il suo Istruzioni per l’uso del Lupo, una lettera aperta a Marco Lodoli sulle aberrazioni della critica. Mentre la stagione dei centri sociali volge ormai al tramonto, sul finire degli anni Novanta Castelvecchi si dedica alla nuova generazione di pittori e artisti digitali italiani. Con il lavoro dei critici Gianluca Marziani (allora ventisettenne, autore del saggio N.Q.C. Nuovo Quadro Contemporaneo) e Luca Beatrice e Cristiana Perrella (allora trentenni, autori di Nuova arte italiana) e decine di altri critici e curatori, Castelvecchi pubblica i lavori di esordio della nuova generazione visiva e visionaria: suoi il primo libro di Matteo Basilé, di Alessandro Gianvenuti, di Giuseppe Tubi e decine di altri cataloghi di personali e collettive. E non mancano incursioni nel campo della nuova rave culture, con libri dedicati alla trance elettronica, ai nuovi dj chimici e all’acid jazz grazie al lavoro di curatori come il dj romano Andrea Lai e il jazzista Francesco Gazzara.
Ultimi successi editoriali di Castelvecchi sono stati La ballata delle prugne secche della blogger Pulsatilla (oltre 120.000 copie vendute), e il rilancio con vari libri della figura di Gillo Dorfles, decano degli studi di estetica italiani.

Giudizi degli allievi

  1. Due ore e mezza di spettacolo. Un intervento ben organizzato sotto ogni punto di vista;
  2. Una persona magnetica, poliedrica, estremamente colta. Un suonatore di flauto, un incantatore per noi topolini che pendevamo dalla sua bocca. Bello sentirlo raccontarsi: sarebbe stato ancora più bello se avesse parlato ancora di più della sua Casa;
  3. Ottimo inizio per il corso. Ha una dialettica che cattura l’attenzione. Pieno di risorse e segreti;
  4. La sua lezione mi è piaciuta molto; una panoramica efficace sull’editoria e sul ruolo dell’editore, in una lezione che somigliava molto a una conversazione tra conoscenti, il che mi ha permesso di sentirmi a mio agio e apprendere di più (Carla);
  5. Un guru, mi sarebbe piaciuto rivederlo alla fine del corso;
  6. È stato davvero utile avere a lezione non un semplice addetto ai lavori, ma l’Editore in persona. La lezione mi è piaciuta molto, forse perché è stata una delle prime mi è sembrato tutto nuovo. Interessante la spiegazione delle origini dell’editoria e dei termini tecnici ancora utilizzati;
  7. Più che un insegnante un istrione.



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