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giuseppe catozzella
Giuseppe Catozzella
è nato a Milano dove si è laureato con Sini e Zecchi, con una tesi sul significato della Logica per Nietzsche.
Ha lavorato come consulente editoriale per Mondadori. Attualmente lavora come editor junior presso Feltrinelli.
Nel 2011 è uscito il suo romanzo-inchiesta Alveare (Rizzoli). Il suo ultimo romanzo è Non dirmi che hai paura (Feltrinelli, 2014).

 

Altri materiali
- Le iene intervistano Giuseppe Catozzella.

Giudizi degli allievi

  1. Sull’attenti. Controllato, apparentemente disposto al confronto, sembrava rispondere da copione con una cortesia poco saporita (Paolo Girella);
  2. Presentatosi nel difficile ruolo di scrittore valutato e vivisezionato nei nostri lavori, si è dimostrato molto aperto e disponibile ai commenti e alle critiche, a volte anche agguerrite. Forse è rimasto troppo radicato sul “caso” libro, lasciando in secondo piano il lavoro redazionale e di editing che è stato fatto, aspetto che poteva essere molto interessante e utile approfondire, approfittando del suo doppio ruolo di editor-scrittore, e sul quale, invece, ha speso poche parole (Annalisa Rubino);
  3. Mi sarebbe piaciuto capire qualcosa di più sul suo ruolo di editor; nel complesso si è dimostrato disponibile e curioso di conoscere le nostre opinioni;
  4. La lezione mi è piaciuta molto. Catozzella ci ha raccontato come è nato e si è sviluppato il suo libro Non dirmi che hai paura, romanzo che noi corsisti avevamo precedentemente letto, essendo materia di un’esercitazione assegnataci. Interessante è stato capire il perché di determinate scelte prese dall’autore nella stesura del romanzo, come la volontà di raccontare la vicenda di Samia attraverso gli occhi e la voce della ragazza stessa. Persona disponibile a rispondere a qualsiasi nostra domanda (Giorgia Galdiolo);
  5. Sono rimasta un po’ delusa dalla difficoltà che ha dimostrato nel mettersi in gioco. Probabilmente dovuta anche al doppio mestieri di editor e autore per la stessa casa editrice, che forse lo ha obbligato a mantenere un certo riserbo su dinamiche che avrebbero invece potuto interessarci (Anna Pegolo);
  6. Mi sarebbe piaciuto parlare di più del lavoro di editor rispetto a quello di scrittore. Ha accettato con serenità le nostre critiche ed è riuscito a farsi promozione;
  7. La lezione di Catozzella è stata interessante per i ruoli che ricopre in casa editrice. Un po’ abbottonato e concentrato sul successo del suo romanzo (Ilaria Babbo);
  8. Si è ben difeso;
  9. Metà delle cose cha ha detto in classe si trovavano tramite una buona rassegna stampa del suo libro; una persona per niente stupida, che con l’altra metà ha saputo difendersi di fronte a una classe agguerrita e preparata sul suo libro, di questo gliene va dato atto. Io ho pensato per giorni a cosa chiedergli e ho ragionato con attenzione su tutti gli aspetti del libro, avere l’autore che risponde (o fa finta di rispondere) alle tue domande è un momento importante per confermare o rivedere un giudizio;
  10. Un po’ come il suo ultimo libro. Un ospite;
  11. È l’incontro che mi è rimasto meno impresso anche se l’autore ha dimostrato di essere una persona molto umile e semplice (Fiorella Sabatino);
  12. È stato interessante poter parlare con l’autore di un romanzo al quale avevamo lavorato a lungo. Una persona affabile, intelligente. Ho avuto la sensazione che però non volesse affrontare alcune critiche da noi mosse, e questo mi ha deluso (Clara Banci);
  13. Poco chiaro nel comunicare la sua esperienza di scrittore e di giornalista. Un incontro comunque utile per comprendere alcune dinamiche esistenti dietro la progettazione di un (eventuale e no) caso editoriale;
  14. Un mistero, personaggio superficiale, specchio di una narrativa italiana non particolarmente brillante è troppo ego riferito e autocompiaciuto e presta poca attenzione ai suoi interlocutori, se non sono più che adulanti (Cecilia Gandolfo).







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