facebook   you tube   flickr  
collane oblique
gog
greenwich
fuori collana

Oblique è per il
software libero





sitemap
 
  I docenti dei corsi di Oblique
   
 

Martina Donati da Oblique

Martina Donati
, fiorentina, laureata in Giurisprudenza alla Sapienza di Roma, lavora da anni nel mondo dell’editoria e dei media. Ha ricoperto il ruolo di ufficio stampa per case editrici romane come DeriveApprodi, Fanucci, Arcana, Fazi. Ora fa l’editor da Giunti.


Giudizi degli allievi

  1. Simpatica, frizzante, onesta. La sua breve lezione è volata. Mi è piaciuta la sua schiettezza;
  2. Forse è la persona che più di tutte ci ha dato chiaramente la temperatura di una casa editrice;
  3. Una forza della natura;
  4. Molto professionale, maestra nel suo campo;
  5. Una macchina da guerra, come l’ho definita durante tutto il corso! Personalmente non mi piace il dover vendere a tutti i costi e con tutti i mezzi un prodotto anche quando sai che questo non è di “buona” (o forse alta) qualità, ma mi rendo conto che sono le leggi del mercato (Stefania);
  6. Ipnotica. Dopo la lezione di Martina hai chiarissima la funzione e l’importanza dell’ufficio stampa in editoria;
  7. Bellissima lezione, tra le più memorabili;
  8. Mostra esattamente il clima di un ufficio stampa. Ottimo esempio di un ruolo;
  9. Frizzante. Ha trasmesso entusiasmo ma anche il duro impegno e sacrificio che comporta un lavoro del genere. Una lezione utilissima sull’ufficio stampa, tipa molto markettara (da marketing), mi piace;
  10. Efficace, diretta, senza fronzoli. Intelligentissima;
  11. Competente, vulcanica, molto comunicativa. La persona giusta per parlare di ufficio stampa;
  12. Indubbiamente molto brava, mi sono fatta l’idea che è un vero “animale da ufficio stampa”, una che riuscirebbe a vendermi anche un libro che ho già comprato (Francesco);
  13. È stata l’ufficio stampa che mi ha comunicato di più la passione per il suo lavoro. Mi è piaciuta, ed è stata lei a farmi riprendere in considerazione l’idea di fare esperienza anche in questo campo;
  14. Una bomba a orologeria, la sua lezione è stata molto istruttiva. È capace di riassumere in due ore quello che altri impiegherebbero tre giorni a dire. Rispecchia l’immagine che ho del perfetto ufficio stampa. Non voglio fare l’ufficio stampa (Rachele);
  15. Frizzante, divertente. Lezione viva, piena di aneddoti (Eleonora);
  16. Una bomba;
  17. Una professionista, senz’altro da ammirare, piena di energia e molto competente. Ha illustrato molto bene la sua professione, mi è piaciuta molto (Elisabetta);
  18. Grandissimo ufficio stampa. Sicuramente istruttiva la sua lezione. È una donna molto sicura e capace anche se la sua aggressività, necessaria nel lavoro, mi ha fatto pensare che non sarò mai un buon ufficio stampa;
  19. Un mucchio di informazioni tutte insieme, fa venire curiosità per questo mestiere (Gaia);
  20. Un vulcano, una professionista, un modello da emulare. È riuscita a darci un quadro completo del lavoro dell’ufficio stampa, arrivando perfino – ma, si sa, “è il suo lavoro” – a convincere tutti (Laura);
  21. Il vulcano in attività. Mille lapilli lanciati a destra e a manca, spesso bisognava ripararsi per non essere colpiti in pieno. Peccato per la divagazione troppo lunga sulla nostra ignoranza riguardo a direttori e capi della cultura di giornali&riviste. Un po’ troppo maestrina dalla cattedra, e noi poveri alunni delle elementari ignoranti… Ho avuto come l’impressione di essermi persa spiegazioni importanti che non sono venute per mancanza di tempo. Voto: 6½ (Emmanuela);
  22. Molto energica (Virginia);
  23. Una lezione molto pratica e chiara sulla difficoltà e l’impegno del lavoro dell’ufficio stampa (Carla);
  24. Sbalorditiva. Dà perfettamente l’idea di quanto fibrillante e decisivo sia il ruolo dell’ufficio stampa (specialmente il suo), oltre a renderne un ritratto minuzioso. Preziosi i racconti sui casi passati, ma ancora più pertinente la descrizione “in diretta” del lavoro per Breaking Dawn, uscito proprio in quei giorni. Colpa di una sua deformazione professionale, ma è riuscita a convincermi (Paolo);
  25. Troppo, ma proprio troppo esaltata. Sicuramente un nome, ma la sua lezione non è stata molto illuminante. Il racconto di alcuni casi non rende appieno l’idea di quello che può essere curare l’ufficio stampa di una casa editrice e neppure chiedere per ore nomi di giornalisti e direttori di testate. Una volta messa in luce la nostra ignoranza sarebbe forse stato il caso di insegnarci di più sul suo lavoro;
  26. Avrei voluto avere più esempi del suo lavoro. Il copertinario prima di tutto. Ci ha presentato delle idee interessanti per la promozione. Scaltre (Federico);
  27. Se la parte relativa all’ufficio stampa, ai lanci dei prodotti, alle campagne di marketing e ai rapporti con i media e la redazione è stata divertente e molto istruttiva, quella sugli esercizi sadonarcisistici ha infastidito e irritato tutta la classe. Seppur evidente che nessuno sapesse rispondere alle sue incalzanti domande sul “chi è chi” dell’editoria, la Donati ha insistito mettendo in imbarazzo prima la classe e poi sé stessa nel non recedere dall’intento di voler sciorinare per forza i suoi “preziosi” contatti. Molto egocentrica, se si fosse limitata alla lezione, avrebbe riscosso più favori. Voto 7 alla lezione, 5 all’insegnante (Francesco);
  28. Una forza della natura in perenne movimento che si traduce in un’efficace resa professionale. Oltre a un utile quadro del suo lavoro condito da momenti di piacevole ilarità, ci ha regalato il suo momento-barillari. Giustificatissimo (Moira);
  29. Una macchina da guerra. Sa come tenere sempre viva l’attenzione con la sua lezione. Trasmette passione per il suo lavoro in modo contagioso e soprattutto col suo fare, esci dalla lezione convinto che l’addetto stampa non possa che farsi alla sua maniera (Alessandro);
  30. Come si fa a parlarne male? Un fiume in piena. Grandiosa. Adorabile (Giammarco);
  31. Barillari con la gonna. Non la si apprezza in una sola lezione, avrei voluto scontrarmi con lei e sono certa che dopo l’avrei amata. Una donna con le palle, forse non si può dire ma rende l’idea! (Viola).

 

 

 



chiudi