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Ottavio Fatica

Ottavio Fatica
è nato a Perugia e vive e lavora a Roma. Dopo aver esordito con Adelphi, ha lavorato a lungo per Theoria ed Einaudi e da diversi anni è consulente a tutto campo per Adelphi. Traduce dal francese e, prevalentemente, dall’inglese. Ha vinto il Premio letterario internazionale Mondello per la traduzione di Limericks di Edward Lear e nel 2007 il Premio Monselice per la traduzione di La città della tremenda notte di Rudyard Kipling. Dal 1991 è docente dei corsi di inglese della Setl, Scuola europea di traduzione letteraria di Torino. Nel 2009 è uscita una sua raccolta di poesia, Le omissioni, per Einaudi.


Opere tradotte

René Girard, La violenza e il sacro, Adelphi, 1980 (cotradotto con Eva Czerkl)
Joseph Conrad, La locanda delle streghe, Editori Riuniti, 1981
Judith Wechsler, L’estetica nella scienza, Editori Riuniti, 1982
William Carlos Williams, Flossie, Editori Riuniti, 1984
Wilkie Collins, L’albergo stregato, Editori Riuniti, 1985
Sheridan LeFanu, L’inseguitore, Theoria, 1986
Rudyard Kipling, Racconti anglo-indiani del mistero e dell’orrore, Theoria, 1986
Roman Jakobson, La scienza del linguaggio: tendenze principali, Theoria, 1986
Montague Rhodes James, Avvertimento ai curiosi e altri racconti di fantasmi, Theoria, 1986
William H. Hudson, El ombù, Theoria, 1987
William Faulkner, Gambetto di cavallo, Theoria, 1989
Walter de la Mare, Il rinchiuso e altri racconti, Theoria, 1989
George Gordon Byron, Diari, Theoria, 1990
William Goyen, Se avessi cento bocche, Theoria, 1990
Sheridan LeFanu, I racconti del soprannaturale, Theoria, 1990
Joseph Conrad, Amy Foster, Studio Tesi, 1991
James Joyce, Il gatto e il diavolo, SJW
Edwin Muir, La marionetta, Theoria, 1991
William Goyen, Il fantasma e la carne, Theoria, 1991
Rudyard Kipling, L’Egitto dei maghi, Theoria, 1992
Waugh Evelyn, Ritorno a Brideshead, Bompiani, 1992
Waugh Evelyn, La prova di Gilbert Pinfold, Bompiani, 1992
Léon Bloy, Dagli ebrei la salvezza, Adelphi, 1994
Robert Louis Stevenson, Lo strano caso del dottor Jekill e mister Hyde, Theoria, 1994
Charles Dickens, Fantasmi, Costa&Nolan, 1996 (cotradotto con Michela Amendolea, Benedetta Bini, Emanuela Turchetti)
Francis Scott Fitzgerald, I racconti di Pat Hobby, Theoria, 1996
Arthur Conan Doyle, Racconti del mistero, Editori Associati, 1996 (cotradotto con Graziella Civiletti, Silvia Fanfani ed Elisabetta Valdré)
Montague Rhodes James, Tutti i racconti, Theoria, 1997
Flannery O’Connor, Nel territorio del diavolo, Theoria, 1997
Rudyard Kipling, Confini e conflitti. I racconti fantastici, Theoria, 1997
David Punter, Storia della letteratura del terrore, Editori Riuniti, 1997 (cotradotto con Giovanna Granato)
Rudyard Kipling, I libri della giungla e altri racconti di animali, Einaudi, 1998
David Foster Wallace, Brevi interviste con uomini schifosi, Einaudi, 2000 (cotradotto con Giovanna Granato)
William Faulkner, Sei racconti polizieschi. Gambetto di cavallo e altre storie, Einaudi, 2000 (cotradotto con Emanuela Turchetti)
Louis-Ferdinand Céline, Il dottor Semmelweis, Adelphi, 2000
Hans Bellmer, Anatomia dell’immagine, Adelphi, 2001
Samhita Arni, Il Mahabharata raccontato da una bambina, (vol. 1), Adelphi, 2002
Samhita Arni, Il Mahabharata raccontato da una bambina, (vol. 2), Adelphi, 2003
Elmore Leonard, Quando le donne aprono le danze, Einaudi, 2006
Elizabeth Bishop, Miracolo a colazione, Adelphi, 2006 (cotradotto con Damiano Abeni e Riccardo Duranti)
Jack London, Le mille e una morte, Adelphi, 2006

Ottavio Fatica da Oblique

Traduzioni e curatele

Michael Ondaatje, Le opere complete di Billy the Kid, Theoria, 1995
Henry James, I taccuini, Theoria, 1997
Rudyard Kipling, I libri della giungla e altri racconti di animali, Einaudi, 1998
Rudyard Kipling, Il risciò fantasma e altri racconti dell’arcano, Adelphi, 1999
Alexander Stuart, Zona di guerra, Einaudi, 1999
Rudyard Kipling, Kim, Adelphi, 2000
Rudyard Kipling, “Loro”, Adelphi, 2000
Edward Lear, Limericks. Con testo inglese a fronte, Einaudi, 2002
Evelyn Waugh, Compassione, Adelphi, 2002
Flannery O’Connor, Nel territorio del diavolo. Sul mistero di scrivere, minimim fax, 2003
Rudyard Kipling, Kim, Adelphi, 2003
Rudyard Kipling, Puck il folletto, Adelphi, 2003
Rudyard Kipling, Il ritorno di Puck, Adelphi, 2004
Rudyard Kipling, I libri della giungla e altri racconti di animali, Einaudi, 2006
Elmore Leonard, Quando le donne aprono le danze, Einaudi, 2006
Rudyard Kipling, La città della tremenda notte, Adelphi, 2007
Jack London, La peste scarlatta, Adelphi, 2009
Francis Scott Fitzgerald, Il crollo, Adelphi, 2010
Robert Graves, L’urlo, Adelphi, 2010
Nina Cassian, C’è modo e modo di sparire, Adelphi, 2013

Curatele

Gunnar Olsson, Uccelli nell’uovo/Uova nell’uccello, Theoria, 1987
Hans Bellmer, Anatomia dell’immagine, Adelphi, 2001
London, Il vagabondo delle stelle, Adelphi, 2005 (curatela e saggio)
Rudyard Kipling, I libri della Giungla e altri racconti di animali, Einaudi, 2006
John Cowper Powys, La religione di uno scettico, Adelphi, 2010 (saggio di accompagnamento)

 

Materiali
Conversazione con Ottavio Fatica

Giudizio degli allievi

  1. Ci ha fornito una dimostrazione pratica delle perdite che riguardano un testo poetico tradotto rimanendo più fedeli alla lettera che all’intenzione e ci ha divertiti con varie versioni di limerick, anche se non abbiamo lavorato in modo molto attivo durante l’intera lezione. Ricevere consigli da un traduttore tanto bravo e affermato è stato comunque stimolante. Peccato non aver ricevuto esercitazioni per casa da sottoporre al suo giudizio (Tessa Bernardi);

  2. Lezione interessante e divertente ma un po’ troppo frontale. È un peccato che non si sia creato un livello di confidenza tale da permettere una maggiore interazione con il docente. Credo che avrebbe reso quelle ore illuminanti;

  3. È stato interessantissimo incontrarlo per il ruolo che riveste in Adelphi e per la sua esperienza come traduttore di poesie. La sua lezione è stata estremamente utile e diversa dalle altre. Lo studio dei limerick di E. Lear è stato un esercizio di estremo arricchimento, tutt’ora faccio pratica cercando di imitare i suoi componimenti;

  4. Forse la lezione meno utile. In quanto ad aneddoti è stato pure divertente, ma in quanto a tradurre poesia credo di averci capito poco. Inoltre, i suoi erano discorsi un po’ sconnessi dalla nostra possibile realtà lavorativa. Sono sicura che possa essere un buon insegnante, ma la mia impressione è stata questa;

  5. La sua lezione poteva essere una di quelle che mi interessavano di più, e invece non è stato così. Pensavo avrebbe parlato dei problemi del tradurre poesia. Per vari motivi non sono arrivato a lezione pronto come avrei voluto, ho provato comunque a stimolare un po’ il discorso con domande e osservazioni, ma non è servito a molto. Peccato;

  6. Non amo molto la poesia, ma devo dire di essere rimasta affascinata dalla capacità di Ottavio Fatica di creare versioni e versioni di limerick, indice questo di un grande amore per la parola e per il verso;

  7. Ha proposto riflessioni interessanti su Moby Dick per poi trasporle al mestiere del traduttore in generale con simpatia e schiettezza;

  8. È stato un grande onore per me incontrare una persona di tale spessore intellettuale. Si è dimostrato curioso e interessato anche ai nostri percorsi personali (Maria Giovanna Varasano);

  9. Un fuoriclasse della traduzione letteraria, interessante la sua lezione su Moby Dick e la sua versione in fase di traduzione (Anna Bonaccorsi);

  10. Eccellente;

    Una lezione molto chiara, con spunti e suggerimenti tecnici utili. Interessanti le osservazioni sul testo di Melville e sulle problematiche connesse alla stratificazione delle traduzioni;

  11. Sicuramente acquisterò la sua versione di Moby Dick! Carismatico. Andava bene come ultima lezione;

  12. Grandissimo, ironico, provocatore. Uno sguardo nuovo e dissacrante su un grande classico della letteratura americana che in molti (autorevoli) traduttori hanno affrontato prima di lui (Erica Farsetti);

  13. Tutti i docenti sono assolutamente competenti, ricchi di esperienze, provenienti da formazioni diverse;

  14. La lezione di Fatica è stata molto interessante per la quantità di contenuti extra veicolati da una persona di altissimo livello culturale. La possibilità di leggere in anteprima alcuni brani della sua nuova traduzione di Moby Dick e confrontarli con numerose altre traduzioni ha cercato di stimolare il nostro senso critico. Al di là del campo della traduzione, le parole di Fatica portano a riflettere sulla cura della cultura in generale e stimolano a studiare, leggere e migliorare il proprio livello di istruzione;

  15. Si capiva che ci trovavamo di fronte a un grande. Mi è piaciuta molto la scelta di confrontare un grande numero di traduzioni di uno stesso testo (Mauro Vanetti);

  16. Un docente molto carismatico e comunicativo. Ho apprezzato molto la scelta di impostare la lezione discutendo in classe le principali traduzioni di Moby Dick mettendo a confronto le scelte fatte dai diversi (Alessandro Spinozzi);

  17. Merita un discorso a parte. Ho capito più cose di Moby Dick con lui che non assistendo a mille lezioni universitarie. La sua lezione è come un flusso di coscienza e assistervi è come sbirciare dalla porta di un grande traduttore letterario al lavoro (Romana Rubeo);

  18. Un maestro irraggiungibile, d’altri tempi;

  19. Il migliore, secondo me, benché mi sia sembrato inarrivabile. Lui non ha bisogno di insegnare, basta guardarlo per imparare informazioni preziose sul mestiere e sul lavoro (Valerio Piperata);

  20. Ottimo interlocutore, fantasioso, disposto allo scambio, capace di tenere viva l’attenzione della classe. Intelligente, curioso e colto. Ha saputo dosare – spesso con ironia –  informazioni, suggerimenti e stimoli  utili per l’analisi dei testi, per la comprensione degli autori, per l’individuazione del periodo storico, del contesto socio-culturale e dell’atmosfera delle opere via via analizzate. Evidente passione e curiosità intellettuale per un mestiere generoso di stimoli e motivazioni (Serena);

  21. Pensando a lui mi viene in mente la parola “istrione”, forse perché nel brano che abbiamo analizzato insieme si parlava di attori e di cinema, ma soprattutto perché durante l’intera giornata che ci ha dedicato, ha dominato la scena e catalizzato l’attenzione di tutti con i suoi aneddoti ma anche con la sua notevole cultura che spazia dai classici al pop, e la consapevolezza di ciò che significa veramente essere un traduttore (Adriana);

  22. Un genio (Eleonora I.);

  23. Personalità eclettica, sicuramente il più istrionico tra i relatori “esterni”. Il lavoro svolto sulla traduzione di Fitzgerald è stato indubbiamente interessante e approfondito e ha evidenziato molti aspetti del testo originale che non erano certo ovvi e che probabilmente erano sfuggiti alla maggior parte di noi. Apprezzabile la sua disponibilità ad ascoltare e a valutare con attenzione le nostre “teorie” su come affrontare i diversi problemi posti da questo testo. La seconda lezione (in veste di supplente) è stata meno “partecipata” perché mancava la preparazione a casa (trattandosi di un cambio dell’ultimo minuto) ma è stata ugualmente utile perché ci ha presentato le difficoltà e la metodologia di lavoro di un “collega” che, pur lavorando dall’italiano all’inglese, si trovava ad affrontare gli stessi dubbi che potrebbero/dovrebbero arrovellare noi davanti ad un testo inglese (Francesca L.);

  24. Ottavio Fatica è stato utile perché ha dimostrato non solo il suo grande talento di traduttore ma anche di insegnante; per quanto spesso i suoi discorsi siano parsi un po’ dispersivi, gli esercizi e le letture che ci ha fatto fare sono state in assoluto le più utili (Barbara);

  25. Senza dubbio un gigante in questo campo. Una persona coltissima e carismatica che è riuscita a ipnotizzarci per sei ore consecutive;
  26. Senza dubbio un uomo di notevole cultura e comunicatività. Credo che abbia molto da insegnare ad un traduttore alle prime armi e non solo (Gabriella);
  27. Interessante il suo punto di vista, molto schietto, divertente, ma anche molto professionale e preparato (Silvia);
  28. Sono fiera di aver conosciuto una persona così importante nel campo della traduzione. Ho ammirato il suo carisma e la sua capacità di trovare soluzioni traduttive con una certa facilità (Paola);
  29. Molto professionale, colto e preparato; avevano ragione a dirci di sfruttarlo il più possibile! (Federica Nacci);
  30. Sono stata molto contenta di aver conosciuto un “grande” della traduzione. La sua lezione è stata interessante e utile perché ha approfondito molto l’analisi della traduzione del testo consegnatoci;
  31. Una persona di grande cultura e forse uno dei migliori nel campo della traduzione. Ho molto apprezzato la sua lezione e il modo con cui ha spiegato i metodi di traduzione;
  32. Il fascino austero del genio autorevole. Un onore conoscerlo e averlo a lezione. Mi spaventa la vita privata e il culto ossessivo della linguistica di un traduttore di questo calibro (Cristina Genovese);
  33. Molto professionale, la sua lezione è stata per certi versi illuminante (Valeria Campa);
  34. Il suo lavoro è sicuramente eccellente, ma a mio avviso, il suo intervento si è concentrato poco sull’analisi del suo lavoro, o meglio si è limitato a leggere la sua traduzione, a dare la sua opinione su autori o altri traduttori, ma a livello pratico per quanto mi riguarda non è stato un incontro fondamentale. È stato comunque molto interessante conoscere un personaggio dell’editoria come lui;
  35. Brillante e geniale. Mi ha colpito la sua capacità di trovare più soluzioni diverse per rendere in italiano frasi a volte molto complesse. Inoltre ho apprezzato molto il suo essere una persona umile ma al tempo stesso schietta (Marco Raspa);
  36. Persona coltissima e preparatissima eppure di grande umiltà, vero artista della parola e allo stesso tempo insegnante paziente e pronto a fornire consigli e incoraggiamenti puntuali e sinceri. Le ore che abbiamo passato a ritradurre piccoli brani dal Grande Gatsby e a confrontarne le varie traduzioni italiane esistenti sono volate. Un’esperienza indimenticabile;
  37. Professionale, simpatico, gentile. Mi ha insegnato soprattutto quanti particolari si possono estrapolare da un testo e in quanti modi si può girare una stessa frase (Raphaël Branchesi);
  38. Ammetto di aver faticato a seguire alcune parti nei momenti più avanzati del discorso e le divagazioni, ma l’esercitazione pratica è stata davvero un esercizio illuminante (per scoprire soluzioni nuove e diverse nel confronto con gli altri) e divertente, così come l’analisi delle diverse traduzioni del Gatsby con i commenti a condire e i tentativi di ritraduzione estemporanea, che hanno evidenziato quanto sia importante avere una mente elastica e trovare tante diverse opzioni tra cui scegliere senza fossilizzarsi (Virginia Petrarca);
  39. Docente di grande precisione ma anche molto affabile e comunicativo. Ottimo nella spiegazione dei lati più tecnici e delle tante insidie tipiche dell’attività di traduzione;
  40. Fantastico! Ho trovato la sua lezione interessante e divertente anche; è stato una persona squisita e piacevolissima da ascoltare, e da cui apprendere molto (Ilaria Scalise);
  41. Un grande maestro che ci ha dato consigli su quello che è l’approccio più adatto di fronte a testi già tradotti o da tradurre (Francesca Squicciarino);
  42. Intelligenza fulminante. Enorme, commovente sensibilità estetica (Jacopo);
  43. Interessante il confronto tra le traduzioni (Francesca Laserra);
  44. È stata una bella sfida provare a tradurre Gatsby all’impronta, ed è stato interessante confrontare gli stessi passaggi con le altre versioni già pubblicate. La lezione con Fatica mi ha permesso anche di capire meglio le dinamiche di “politica editoriale” (il caso delle recenti traduzioni di Gatsby) e gli interessi reali delle case editrici;
  45. Il suo nome ha la statura che ha, e per associazione di idee ti aspetteresti un uomo anziano, un po’ “marmorizzato” nel carisma monumentale della fama. Invece entra un pazzo. Più giovane di come te lo aspetteresti (e ho l’impressione, che anagrafe a parte, staccasse di bei punti parecchi di noi, in termini di gioventù), tutt’altro che statuario e statico. Il carisma c’è, eccome, ma di quel tipo fluido, ispirato, maniacale nel senso platonico del termine (cioè infestato di idee). Si muove in continuazione, inquieto come il vortice delle sue associazioni mentali, delle sue trovate per nulla banali, del suo approccio appassionato e appassionante al lavoro. Faccio fatica a figurarmelo fermo dietro la scrivania come un artigiano, piuttosto mi è sembrato un traduttore vagabondo, uno col libro sottobraccio e la testa per aria invece che china, ma lo stesso, incredibilmente, attento e presente sul testo. Mi è piaciuto il modo in cui ha pensato la nostra lezione, facendoci tradurre dal vivo e dandoci un feedback immediato. In generale mi ha colpito il modo in cui manifesta una sua visione d’insieme della letteratura e delle strategie editoriali oltre che della buona traduzione, e la voglia di non risparmiarsi, sferzando il più possibile gli argomenti con le sue opinioni personali. Quando ha definito Il Grande Gatsby un “fotoromanzo” e io, dal profondo della mia adorazione per il libro non ho potuto in nessun modo dagli torto, ho capito che mi trovavo alle prese con un grande. Insomma, in Ottavio Fatica c’è sicuramente del mostro e c’è pure del sacro, ma per fortuna nessuna soporifera tentazione di sembrarci mostro sacro;
  46. Fantastico. La lezione con lui è stata interattiva, dinamica, non mi sono distratta neanche per un secondo, ero come ipnotizzata dalle sue parole. Esperto, professionale, un gigante del mestiere, ma anche una persona divertente, ironica. Non mi sono sentita affatto a disagio con lui, anche quando ho commesso degli errori, Ottavio Fatica mi ha corretto con tutta l’umanità e la comprensione possibile (Francesca Martire);
  47. Un traduttore di grande esperienza: molto efficace, e a tratti ironica, la sua lezione sul confronto fra le varie traduzioni di Il grande Gatsby;
  48. Nonostante la sua innegabile esperienza il suo mi è sembrato il contributo più inconsistente. L’ho trovato un po’ autoreferenziale, meno interessato di altri suoi colleghi a dare un apporto che potesse essere utile dalla nostra prospettiva, ovvero quella di persone che si affacciano su questo lavoro (Alessandra De Michele);






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