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Leonardo Marcello Pignataro
Leonardo Marcello Pignataro – lucano d’origine, campano d’imposizione, romano d’adozione –, traduce da oltre venticinque anni. Dopo esser vissuto in Inghilterra e Russia, aver insegnato italiano L2, aver tradotto per agenzie, riviste e quotidiani, televisioni e società di doppiaggio, si è dedicato alla traduzione letteraria. Si è iscritto al Master in traduzione di testi inglesi post-coloniali dell’università di Pisa e ha tradotto, tra gli altri, F. Scott Fitzgerald («Una nuova pagina», in Racconti, a cura di Franca Cavagnoli, Feltrinelli, 2011) e V.S. Naipaul (La perdita dell’Eldorado, Adelphi, 2012), Lev Tolstoj, Di topi e di leoni, di orsi e di galline (Lapis, 2012), Daniil Charms, L’uomo che sapeva fare miracoli (il Saggiatore, 2014), Joyce Carol Oates, Sulla boxe (66thand2nd, 2015), Jim Gaffigan, Il cibo secondo Jim. Una storia d’amore (Edt, 2015) e Filosofia del culto (San Paolo, 2016), Norman Lewis, Un’idea del mondo. I grandi reportage (Edt, 2016) e Una tomba a Siviglia (Edt, 2017), Samuel Beckett, Lettere 1929-1940 (Adelphi), Anna Beer, Suoni e dolci arie (Edt). Sta traducendo Lettere 1941-1956 di Samuel Beckett (Adelphi) e Ikonostas di Pavel Florenskij (Adelphi).
Traduce dall’inglese e dal russo.


Giudizi degli allievi


  1. Persona davvero piacevole e simpatica. Ha fatto una correzione molto puntuale delle nostre traduzioni con un approccio comparativo che si è rivelato molto utile per sviscerare il testo che ha proposto per il corso. Ha fornito molte indicazioni utili sugli strumenti di consultazione ai quali attingere in base alle diverse esigenze traduttive che si presentano di volta in volta (Ilaria Mazzaferro);
  2. Conosco Leonardo dai tempi dell’università, siamo amici, ma non avevo mai partecipato a una sua lezione. Ed è stata la migliore: divertente, organizzata, precisa. Come nel caso di Cristiana Mennella, l’analisi così attenta delle nostre traduzioni per me è stata illuminante, mi ha aiutato tantissimo a capire tante sottigliezze della traduzione e ha risposto a quelle domande che a volte si ha il timore di fare (Milly);
  3. Ironico ed energico, Pignataro non ci ha proposto una prova facile, anzi. Ho apprezzato tuttavia la volontà di “sfidarci” per testare le nostre capacità e cogliervi un’opportunità formativa. Utilissimi i suoi consigli sui registri, la resa dei tempi verbali e i tanti “strumenti del mestiere” di cui ci ha resi partecipi (Luca Castelletti);
  4. L’aspetto biografico mi ha colpita. Come nei migliori memoir, a dimostrazione che il talento può scegliere pure strade lunghe e meno dirette, ma non è impossibile che giunga a meta. Ha organizzato perfettamente lo spazio della sua lezione, illustrando come affronta il testo dall’inizio, cosa va a individuare per prima cosa, che strumenti utilizza (internet, dizionari eccetera), come ricerca le dominanti di un brano, grande dovizia con cui ricontrolla perfino le parole italiane. Anche il collage che ha fatto con le traduzioni di tutti i corsisti mettendo in parallelo di una stessa frase le traduzioni date, errate o corrette, è stato un lavoro molto utile (Raffaella Cesarini);
  5. Professionale, entusiasta, pronto a dare e a non giudicare. Il suo metodo di correzione comparativo è diverso e sicuramente particolare. Il confronto in classe tra i vari spezzoni di diversi colori ci ha portati a interagire, a non vergognarci per un errore fatto, cosa da non sottovalutare;
  6. Leonardo M. Pignataro ha la capacità di catturare immediatamente l’attenzione di chi lo ascolta, infatti le tre ore di lezione con lui sono volate! Insomma, non è solo un bravissimo traduttore, ma anche un insegnante dal talento innato. È stato molto gentile da parte sua iniziare a lavorare sulle nostre traduzioni ancor prima di conoscerci. La tabella che ha compilato con le nostre traduzioni di Moscow Excursion mi è sembrata utilissima per valutare le mie scelte traduttive e confrontarle con quelle dei miei colleghi di corso, di comprendere in quali punti avevo commesso errori di interpretazione o registro e come potevo revisionare la traduzione. Inoltre, ho scoperto che il suo metodo traduttivo, per molti versi simile a quello di Cristiana Mennella, mi è congeniale (Valentina De Santis);
  7. L’entusiasmo fatto persona. Quando tradurre diventa una bellissima scampagnata tra amici e anche se puoi cadere e farti male, perché il percorso è pieno di sassi, non importa, ti rialzerai comunque col sorriso sulle labbra. Ci ha anche suggerito alcuni strumenti molto utili per ricerche di vario tipo;
  8. Con Marcello Pignataro abbiamo avuto la possibilità di discutere in classe dell’esercitazione sul brano di Moscow Excursion che avevamo consegnato la settimana prima. Confrontare le traduzioni di tutti, parlare degli errori, dei punti di miglioramento è stato molto utile e mi ha permesso di migliorare il mio approccio al testo nella seconda esercitazione (Beatrice Masi);
  9. Ho trovato utilissime le indicazioni sull’utilizzo di dizionari specifici (in particolare per lo slang). La sua lezione è stata costruttiva sotto tutti gli aspetti. Mi ha insegnato a studiare il testo e a cogliere quelle sfumature che, a prima vista, possono sfuggire. Pignataro è uno di quei docenti che è una fortuna incontrare per competenza e professionalità nonché per garbo e ironia (Stefania Minacapelli);
  10. Da bravo insegnante, ci ha chiesto una traduzione prima della lezione, poi ha preparato un file con le nostre versioni, presentato durante la lezione. Un modo anche simpatico per mostrarci gli errori e anche le buone idee, e parlare dell’approccio al testo. Ci ha dato anche diversi consigli sull’utilizzo dei vocabolari. Molto comunicativo (Sonia Nobile);
  11. Ci ha svelato alcuni trucchi su come tradurre, a partire dai dizionari da utilizzare e quelli da evitare.
    Il clima che si era creato durante la lezione era di confronto fra colleghi e non fra studenti e professore;
  12. La lezione più coinvolgente del corso. È un insegnante dinamico, spassoso ed estremamente capace: l’impatto iniziale con Travers invece è stato traumatico, ma ne è valsa la pena. Di sicuro ho capito che quando si parla di slavi sono di un’ignoranza pazzesca. Affrontando i problemi in modo molto schematico e mettendo insieme le nostre soluzioni non solo ci ha permesso di confrontarci tra di noi, ma anche di capire esattamente cosa funzionava (o non funzionava) nella traduzione e perché, individuando gli errori più comuni e di raggiungendo nell’insieme un risultato soddisfacente. Lo ringrazio anche per gli strumenti che ha condiviso con noi durante la lezione;
  13. Si vede che nella vita insegna, è stato di gran lunga il più divertente e oltre ad analizzare il testo che avevamo tradotto in modo molto comprensibile (le correzioni erano sempre molto chiare e motivate) la sua lezione è stata una delle più utili per quelli alle prime armi, dato che ha chiarito dei punti che sembravano banali, ma non lo erano per niente per chi non ha ancora molta esperienza nella traduzione;
  14. Leonardo Marcello Pignataro ha portato con sé una sferzata di energia che mi è servita per confrontarmi con la traduzione di Moscow Excursion di Pamela L. Travers, in cui una scrittura dall’architettura complessa e numerosi riferimenti all’ideologia leniniana hanno costituito una sfida interessante;
  15. Molto apprezzabile la grande preparazione che aveva fatto per la sua lezione, che ha creato un interessante confronto sulla traduzione e in particolare sul rapporto tra scelta delle parole e contesto. Molto disponibile a rispondere a domande sulla professione (Edoardo Eibenstein);
  16. Una delle lezioni più interessanti del corso: divertente, piena di spunti, coinvolgente. Ha corretto e commentato tutti i nostri lavori, ha discusso insieme a noi quali scelte funzionavano e quali no, e ci ha dato un sacco di consigli utili su corsi da seguire, eventi a cui partecipare, scuole di traduzione (Elisabetta Mongardi);
  17. Facendoci lavorare sul testo prima e offrendoci la nostra versione già corretta in classe è riuscito a rendere la lezione altamente istruttiva e interessante. Il suo modo di insegnare è davvero cristallino e riesce davvero a sviscerare nel migliore dei modi i numerosissimi dubbi che inevitabilmente si creano nella mente degli aspiranti traduttori letterari;
  18. La lezione di Pignataro è stata una delle mie preferite! È stata una lezione molto pratica, incentrata soprattutto sul registro del testo. Pignataro ci ha fatto lavorare direttamente sulle nostre traduzioni, mostrandoci quali punti proprio non andavano e quali invece potevano essere migliorati. Le sue indicazioni sono state preziose e mi hanno aiutato a capire come rendere al meglio i diversi registri in italiano (Silvia La Penna);
  19. Appassionato, preparato, disponibile : nel suo modo diretto di rapportarsi subito con gli allievi ti coinvolge completamente, ti mette a tuo totale agio e la lezione diventa una discussione vera e propria. Un grande! (Lucia Lunghi);
  20. Leonardo M. Pignataro è una specie di “inno alla gioia” del traduttore, una persona vivace e piena di entusiasmo che ti ricorda che questo lavoro è sì difficile, poco pagato ecc., ma è soprattutto divertente e fonte infinita di stimoli;
  21. Divertente, preparato, disponibile. Ci ha aiutati a prestare attenzione ai registri linguistici e a mantenere lo stesso tono per tutto il testo. Dopo la lezioni non ha avuto problemi a intrattenersi ancora con noi per darci utili consigli non solo sul mondo della traduzione editoriale ma anche audiovisiva. Ha corretto le nostre traduzioni con un ottimo metodo grazie al quale abbiamo potuto parlare speditamente in classe delle varie scelte (Carlotta Spiga);
  22. Nella sua lezione abbiamo avuto modo di acquisire molti elementi teorici e pratici. Ha dato una prova di grande professionalità, sia come insegnante che come traduttore. Il testo da lui proposto ci ha consentito di osservare il lavoro da fare sulla lingua parlata, non letteraria, che è decisamente una sfida, per la difficoltà di renderla in un italiano che non sia dialettale. Ci ha dato indicazioni di lavoro e di strumenti da usare. Veramente utile (Laura Strappa);
  23. La sua lezione è stata interessante anche per quello che ci ha raccontato di come è arrivata alla traduzione e di come lavora. Ha mostrato molta apertura nei confronti della classe, con una grande capacità di immedesimazione nei problemi dei principianti. È stata molto incoraggiante e, anche se ci ha chiaramente fatto capire che il lavoro di traduzione è difficile e non è per tutti quelli che sanno l’inglese, ha anche comunicato con uguale chiarezza che può dare molte soddisfazioni personali, specialmente quando si arriva a dare la forma che si è cercata molto a lungo e con sforzo (Laura Strappa);
  24. La sua è stata la lezione che ho preferito. Si è parlato di tantissime cose: dal registro alla struttura della frase all’esattezza dei termini. Mi piacerebbe seguire un corso tenuto da lui, non è escluso che un giorno lo faccia (Simone Traversa);
  25. Ho trovato molto efficace la tabella comparativa che Leonardo Pignataro ha fatto con le nostre traduzioni (e ho trovato questo lavoro molto generoso da parte sua!). Inoltre ci ha dato tanti suggerimenti utilissimi sull’uso dei vocabolari e sull’approccio al testo. Ho molto apprezzato la sua disponibilità e la sua concretezza (Chiara Messina);
  26. Anche lui è stato molto simpatico e ha proposto due testi difficili, con problemi diversi. A volte è confortante vedere che anche chi fa questo mestiere da anni e con successo ha dubbi che potresti avere anche tu. È stato bravissimo;
  27. Sicuramente una delle lezioni più piacevoli del corso, ma anche ricca di spunti. La Translator’s note che dovevamo tradurre come esercitazione è stata una vera sfida, ma nella correzione precisa e dettagliata di Pignataro abbiamo sciolto molti nodi. Il tempo è volato veloce e pur affrontando un testo difficile non c’è stata soggezione nel confrontarsi con Pignataro, grazie al suo atteggiamento aperto e professionale, e soprattutto al suo sorriso (Chiara Cordoni);
  28. Pignataro ci ha introdotto con grande coinvolgimento al mondo del “traduttore artigiano”, come egli stesso si definisce. Ma Pignataro è molto più che un semplice artigiano, e la correzione di Soyinka lo ha ben dimostrato, mettendo in evidenza tutte le nostre scelte affettate e fraintendimenti di un testo così complesso e “altro”, che richiedeva molta riflessione, ma soprattutto capacità di leggere tra le righe. Nella sua immensa umiltà ci ha indicato gli errori comuni, dall’eccessiva semplificazione alla resa che fuoriesce dal tracciato semantico e che impoverisce e snatura il testo. Le tre ore sono letteralmente volate tra il racconto delle sue esperienze di vita e l’accattivante e spassoso libro di Gaffigan di cui abbiamo visto al volo alcune sue soluzioni traduttive (Marella Fasano);
  29. Un professionista molto umile, è stato davvero un piacere assistere alla sua lezione. È stato eccitante approcciarsi al testo Food – A Love Story da lui tradotto, che dà degli stimoli diversi rispetto ai testi affrontati e proposti dagli altri insegnanti. Una delle lezioni migliori a cui ho partecipato (Giulia Venturini);
  30. Divertente e leggero, nondimeno meticoloso, nel proporre testi “minacciosi” per l’involuzione sintattica e il lessico ostinato e testi, minacciosi sempre, ma per la difficoltà di riprodurne la levità trascinandone il comico in Italia (Jim Gaffigan, Food – A Love Story) (Luisa Badolato);
  31. La simpatia e la modestia di Leonardo Pignataro, unite alla concretezza e all’intelligenza dei suoi consigli, hanno dato luogo a una lezione non solo interessante ma anche gratificante. Di fianco alle difficoltà reali del mestiere del traduttore, Pignataro ci ha mostrato anche quelle situazioni positive e inaspettate che possono generarsi da un testo. Un insegnante sincero e disponibile. Una lezione piena di spunti (Daniela Esposito);
  32. Umile, gentile, autocritico e disponibilissimo; non a caso gli abbiamo fatto molte domande e la lezione è stata molto coinvolgente. Mi è piaciuto molto il fatto che avesse preparato un file riassuntivo delle nostre rese di Soyinka e che ne abbiamo discusso in classe;
  33. Un vero signore, grande tatto nel passare in rassegna le rese dei corsisti. Davvero interessante il contributo che ha dato come traduttore di audiovisivi, mestiere che peraltro mi affascina molto, nell’affrontare un testo come quello di Gaffigan e quindi indovinare il registro giusto. Ancora una volta un professionista sincero e umile (Claudia Parma);
  34. Il confronto scaturito dall’esercizio svolto e dall’analisi di alcuni passaggi della traduzione di un testo tradotto dal docente ci ha fatto ancora una volta protagonisti della lezione. Ci ha inoltre dato modo di vedere come comportarsi nel processo di traduzione: a quali strumenti ricorrere, badare alla resa di espressioni idiomatiche e dei termini culturospecifici soprattutto, in modo da renderli comprensibili al pubblico target e mantenere lo stesso effetto (comico nel caso del testo tradotto e analizzato insieme al docente) che producono in lingua originale (Marta Cafiso);
  35. Una persona umanamente davvero splendida, e un professionista assolutamente capace. A lezione con lui è stata molto interessante;
  36. Bravissimo, simpaticissimo, preparatissimo, con semplicità ed entusiasmo ha trasmesso il suo sapere e ci ha mostrato come sviscerare il testo con grande competenza. L’ho trovato un insegnante perfetto anche per il suo modo di spiegare sempre molto chiaro ed esaustivo.
  37. Si è presentato come un “profano” approdato alla traduzione per caso, ma la sua lezione è stata tutt’altro che banale. Il testo che aveva scelto come esercizio preliminare alla lezione era molto complesso e nel dibattito che ne è scaturito in classe Pignataro ha mostrato come sia difficile trattare certi argomenti e come, anche nei lavori che a prima vista più semplici, siano sempre in agguato trappole e difficoltà di resa;
  38. Il testo su cui abbiamo lavorato era diverso dagli altri, non si trattava di un classico, tuttavia l’attenzione con la quale Pignataro ha curato il suo lavoro di traduzione e ci ha esposto i dubbi e i procedimenti che l’hanno guidato mi ha fatto capire quanto sia importante l’approccio nel lavoro di traduzione. Soprattutto per i principianti, che di certo non inizieranno con uno dei capolavori della letteratura, la lezione di Pignataro è stata, a mio parere, indispensabile. Con simpatia ed estro Pignataro mi ha fatto entrare nella mente di un raffinato traduttore a lavoro. Inoltre la sua modestia, in forte contrasto con la sua bravura, è riuscita a catturare tutta la classe. Per questo la discussione è stata ricchissima e stimolante;
  39. La lezione di Pignataro si è rivelata assolutamente necessaria ed indispensabile ad avere una visione completa di quello che è l’approccio al testo di partenza, specialmente se questo richiede particolare cura per i contenuti culturospecifici. Molto utile e interessante la scelta di mettere a confronto le nostre scelte traduttive, alimentando così un confronto costruttivo;
  40. Persona squisita che ha reso la lezione divertente e facile da seguire e comprendere;
  41. Personalmente l’ho trovato uno dei traduttori più interessanti del corso, per il suo approccio rigoroso ma anche smaliziato alla materia, per i molteplici e preziosi suggerimenti pratici, e per la condivisione approfondita dei metodi e dei materiali da lui utilizzati (Andrea Virili);
  42. Leonardo Pignataro ci ha trasportati con grande estro nel suo mondo di “traduttore artigiano”. Ci ha raccontato di essersi ritrovato a fare molti tipi di traduzioni ma anche molti tipi di lavori diversi, sottolineando la difficoltà inziale di consolidare una continuità lavorativa. Il suo è stato un messaggio molto positivo: con la tenacia e il lavoro duro è possibile arrivare a tradurre grandi autori per grandi editori. Ciò che mi è rimasto più impresso del suo intervento sono stati l’amore e la dedizione con cui ha tradotto il lavoro di un autore ai suoi antipodi come visione del mondo e della vita (Marina Scarsella);
  43. Lezione molto interessante perché ci ha mostrato i vari passaggi di un testo da tradurre dalla preparazione, alla traduzione vera e propria, al dialogo con la casa editrice, alla revisione per finire con l’accettazione dei suggerimenti del revisore. Mi ha anche confortato la sua versatilità, la sua carriera variegata ma sempre gravitante attorno alla traduzione. Umile nei confronti dei testi. È anche molto simpatico (Gabriella Tonoli);
  44. Per me è stata una delle lezioni più belle e coinvolgenti, per la varietà e la ricchezza dei temi trattati. Pignataro ci ha parlato della sua formazione, della sua esperienza di traduttore (anche nell’àmbito della traduzione tecnica), di come si prepara prima di affrontare un testo e di quali strumenti usa (gli sono infinitamente grata per avermi fatto scoprire il Dizionario nomenclatore Premoli, una vera meraviglia).
    Ci ha fatto tradurre a vista. Ma soprattutto ci ha raccontato, mostrandoci i suoi appunti, le diverse fasi della revisione del testo di Naipaul: è stato davvero interessante scoprire tutti questi passaggi, confrontare le varianti, vedere quanto possa essere utile il confronto con un revisore attento e preparato. Una lezione piacevolissima e anche molto divertente;
  45. Fantasioso, esuberante, disponibile, molto alla mano (Valentina Zaffagnini);
  46. La lezione con Pignataro è stata forse una delle più belle, forse perché si è svolta nell’ultimo giorno di corso, o forse perché la personalità dell’insegnante mi ha preso fin da subito. La sua immensa umiltà, simpatia e autocritica mi hanno colpito molto. Ci ha parlato del lungo cammino che lo ha portato alla traduzione e di come ancora oggi, per guadagnare un po’, nell’ambiente bisogna buttarsi su tutto. È stato molto sincero e ci ha mostrato tutto il processo di consultazione con il suo editor sul testo a cui aveva lavorato. Memorabile (Rosalba D’Errico);
  47. A parte la simpatia del personaggio, ho trovato utilissimo che ci abbia mostrato le fasi della lavorazione dei suoi testi, dalla ricerca preliminare in biblioteca, alle annotazioni sul testo, alla revisione della bozza insieme all’editor (Alessio Cioli);
  48. Un colpo di fulmine! Persona davvero disponibile con il suo atteggiamento gentile e rispettoso, molto alla mano con noi studenti alle prime armi, la lezione è letteralmente volata tra i racconti delle sue esperienze di vita (traduzione e no) e l’analisi di alcuni testi di Naipaul sui quali abbiamo lavorato. Ho apprezzato molto l’analisi sui vocabolari che di solito utilizza e anche le spiegazioni sul metodo di revisione di un suo lavoro (Cristina Antolini);
  49. Unico. Un “artigiano” della traduzione come ama definirsi. Io aggiungo professionista appassionato e vulcanico. Una lezione davvero entusiasmante, ricca di spunti e suggerimenti soprattutto pratici. Peccato sia durata poco (L. Lombardi);
  50. Una persona molto piacevole; è stato interessante conoscere la sua storia come traduttore, molto utili gli esempi che ha portato sulla revisione del testo di Naipaul da parte della casa editrice Adelphi (Giulia Frattini);
  51. Appassionato, meticoloso. Per me ha perfettamente azzeccato il taglio. La sua è tra le lezioni che mi sono sembrate più utili, organiche e interessanti. Ha trattato tutte le fasi che attraversa un testo tradotto e, quindi, la sua metamorfosi editoriale.

 


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