Oblique Studio, formazione editoriale permanente
oblique studio, artigianato e passione





facebook   you tube   Oblique Studio su Google+  
I libri di Oblique
Greenwich e Gog, collane per Nutrimenti
I nostri libri con 66thand2nd
Watt magazine

Oblique è per il
software libero





sitemap
 
  I docenti dei corsi di Oblique
   
 

Leonardo Marcello Pignataro
Leonardo Marcello Pignataro – lucano d’origine, campano d’imposizione, romano d’adozione –, traduce da oltre venticinque anni. Dopo esser vissuto in Inghilterra e Russia, aver insegnato italiano L2, aver tradotto per agenzie, riviste e quotidiani, televisioni e società di doppiaggio, si è dedicato alla traduzione letteraria. Si è iscritto al Master in traduzione di testi inglesi post-coloniali dell’università di Pisa e ha tradotto, tra gli altri, F. Scott Fitzgerald («Una nuova pagina», in Racconti, a cura di Franca Cavagnoli, Feltrinelli, 2011) e V.S. Naipaul (La perdita dell’Eldorado, Adelphi, 2012), Lev Tolstoj, Di topi e di leoni, di orsi e di galline (Lapis, 2012), Daniil Charms, L’uomo che sapeva fare miracoli (il Saggiatore, 2014), Joyce Carol Oates, Sulla boxe (66thand2nd, 2015), Jim Gaffigan, Il cibo secondo Jim. Una storia d’amore (Edt, 2015) e Filosofia del culto (San Paolo, 2016), Norman Lewis, Un’idea del mondo. I grandi reportage (Edt, 2016) e Una tomba a Siviglia (Edt, 2017), Samuel Beckett, Lettere 1929-1940 (Adelphi), Anna Beer, Suoni e dolci arie (Edt). Sta traducendo Lettere 1941-1956 di Samuel Beckett (Adelphi) e Ikonostas di Pavel Florenskij (Adelphi).
Traduce dall’inglese e dal russo.


Giudizi degli allievi


  1. Ho trovato molto efficace la tabella comparativa che Leonardo Pignataro ha fatto con le nostre traduzioni (e ho trovato questo lavoro molto generoso da parte sua!). Inoltre ci ha dato tanti suggerimenti utilissimi sull’uso dei vocabolari e sull’approccio al testo. Ho molto apprezzato la sua disponibilità e la sua concretezza (Chiara Messina);
  2. Anche lui è stato molto simpatico e ha proposto due testi difficili, con problemi diversi. A volte è confortante vedere che anche chi fa questo mestiere da anni e con successo ha dubbi che potresti avere anche tu. È stato bravissimo;
  3. Sicuramente una delle lezioni più piacevoli del corso, ma anche ricca di spunti. La Translator’s note che dovevamo tradurre come esercitazione è stata una vera sfida, ma nella correzione precisa e dettagliata di Pignataro abbiamo sciolto molti nodi. Il tempo è volato veloce e pur affrontando un testo difficile non c’è stata soggezione nel confrontarsi con Pignataro, grazie al suo atteggiamento aperto e professionale, e soprattutto al suo sorriso (Chiara Cordoni);
  4. Pignataro ci ha introdotto con grande coinvolgimento al mondo del “traduttore artigiano”, come egli stesso si definisce. Ma Pignataro è molto più che un semplice artigiano, e la correzione di Soyinka lo ha ben dimostrato, mettendo in evidenza tutte le nostre scelte affettate e fraintendimenti di un testo così complesso e “altro”, che richiedeva molta riflessione, ma soprattutto capacità di leggere tra le righe. Nella sua immensa umiltà ci ha indicato gli errori comuni, dall’eccessiva semplificazione alla resa che fuoriesce dal tracciato semantico e che impoverisce e snatura il testo. Le tre ore sono letteralmente volate tra il racconto delle sue esperienze di vita e l’accattivante e spassoso libro di Gaffigan di cui abbiamo visto al volo alcune sue soluzioni traduttive (Marella Fasano);
  5. Un professionista molto umile, è stato davvero un piacere assistere alla sua lezione. È stato eccitante approcciarsi al testo Food – A Love Story da lui tradotto, che dà degli stimoli diversi rispetto ai testi affrontati e proposti dagli altri insegnanti. Una delle lezioni migliori a cui ho partecipato (Giulia Venturini);
  6. Divertente e leggero, nondimeno meticoloso, nel proporre testi “minacciosi” per l’involuzione sintattica e il lessico ostinato e testi, minacciosi sempre, ma per la difficoltà di riprodurne la levità trascinandone il comico in Italia (Jim Gaffigan, Food – A Love Story) (Luisa Badolato);
  7. La simpatia e la modestia di Leonardo Pignataro, unite alla concretezza e all’intelligenza dei suoi consigli, hanno dato luogo a una lezione non solo interessante ma anche gratificante. Di fianco alle difficoltà reali del mestiere del traduttore, Pignataro ci ha mostrato anche quelle situazioni positive e inaspettate che possono generarsi da un testo. Un insegnante sincero e disponibile. Una lezione piena di spunti (Daniela Esposito);
  8. Umile, gentile, autocritico e disponibilissimo; non a caso gli abbiamo fatto molte domande e la lezione è stata molto coinvolgente. Mi è piaciuto molto il fatto che avesse preparato un file riassuntivo delle nostre rese di Soyinka e che ne abbiamo discusso in classe;
  9. Un vero signore, grande tatto nel passare in rassegna le rese dei corsisti. Davvero interessante il contributo che ha dato come traduttore di audiovisivi, mestiere che peraltro mi affascina molto, nell’affrontare un testo come quello di Gaffigan e quindi indovinare il registro giusto. Ancora una volta un professionista sincero e umile (Claudia Parma);
  10. Il confronto scaturito dall’esercizio svolto e dall’analisi di alcuni passaggi della traduzione di un testo tradotto dal docente ci ha fatto ancora una volta protagonisti della lezione. Ci ha inoltre dato modo di vedere come comportarsi nel processo di traduzione: a quali strumenti ricorrere, badare alla resa di espressioni idiomatiche e dei termini culturospecifici soprattutto, in modo da renderli comprensibili al pubblico target e mantenere lo stesso effetto (comico nel caso del testo tradotto e analizzato insieme al docente) che producono in lingua originale (Marta Cafiso);
  11. Una persona umanamente davvero splendida, e un professionista assolutamente capace. A lezione con lui è stata molto interessante;
  12. Bravissimo, simpaticissimo, preparatissimo, con semplicità ed entusiasmo ha trasmesso il suo sapere e ci ha mostrato come sviscerare il testo con grande competenza. L’ho trovato un insegnante perfetto anche per il suo modo di spiegare sempre molto chiaro ed esaustivo.
  13. Si è presentato come un “profano” approdato alla traduzione per caso, ma la sua lezione è stata tutt’altro che banale. Il testo che aveva scelto come esercizio preliminare alla lezione era molto complesso e nel dibattito che ne è scaturito in classe Pignataro ha mostrato come sia difficile trattare certi argomenti e come, anche nei lavori che a prima vista più semplici, siano sempre in agguato trappole e difficoltà di resa;
  14. Il testo su cui abbiamo lavorato era diverso dagli altri, non si trattava di un classico, tuttavia l’attenzione con la quale Pignataro ha curato il suo lavoro di traduzione e ci ha esposto i dubbi e i procedimenti che l’hanno guidato mi ha fatto capire quanto sia importante l’approccio nel lavoro di traduzione. Soprattutto per i principianti, che di certo non inizieranno con uno dei capolavori della letteratura, la lezione di Pignataro è stata, a mio parere, indispensabile. Con simpatia ed estro Pignataro mi ha fatto entrare nella mente di un raffinato traduttore a lavoro. Inoltre la sua modestia, in forte contrasto con la sua bravura, è riuscita a catturare tutta la classe. Per questo la discussione è stata ricchissima e stimolante;
  15. La lezione di Pignataro si è rivelata assolutamente necessaria ed indispensabile ad avere una visione completa di quello che è l’approccio al testo di partenza, specialmente se questo richiede particolare cura per i contenuti culturospecifici. Molto utile e interessante la scelta di mettere a confronto le nostre scelte traduttive, alimentando così un confronto costruttivo;
  16. Persona squisita che ha reso la lezione divertente e facile da seguire e comprendere;
  17. Personalmente l’ho trovato uno dei traduttori più interessanti del corso, per il suo approccio rigoroso ma anche smaliziato alla materia, per i molteplici e preziosi suggerimenti pratici, e per la condivisione approfondita dei metodi e dei materiali da lui utilizzati (Andrea Virili);
  18. Leonardo Pignataro ci ha trasportati con grande estro nel suo mondo di “traduttore artigiano”. Ci ha raccontato di essersi ritrovato a fare molti tipi di traduzioni ma anche molti tipi di lavori diversi, sottolineando la difficoltà inziale di consolidare una continuità lavorativa. Il suo è stato un messaggio molto positivo: con la tenacia e il lavoro duro è possibile arrivare a tradurre grandi autori per grandi editori. Ciò che mi è rimasto più impresso del suo intervento sono stati l’amore e la dedizione con cui ha tradotto il lavoro di un autore ai suoi antipodi come visione del mondo e della vita (Marina Scarsella);
  19. Lezione molto interessante perché ci ha mostrato i vari passaggi di un testo da tradurre dalla preparazione, alla traduzione vera e propria, al dialogo con la casa editrice, alla revisione per finire con l’accettazione dei suggerimenti del revisore. Mi ha anche confortato la sua versatilità, la sua carriera variegata ma sempre gravitante attorno alla traduzione. Umile nei confronti dei testi. È anche molto simpatico (Gabriella Tonoli);
  20. Per me è stata una delle lezioni più belle e coinvolgenti, per la varietà e la ricchezza dei temi trattati. Pignataro ci ha parlato della sua formazione, della sua esperienza di traduttore (anche nell’àmbito della traduzione tecnica), di come si prepara prima di affrontare un testo e di quali strumenti usa (gli sono infinitamente grata per avermi fatto scoprire il Dizionario nomenclatore Premoli, una vera meraviglia).
    Ci ha fatto tradurre a vista. Ma soprattutto ci ha raccontato, mostrandoci i suoi appunti, le diverse fasi della revisione del testo di Naipaul: è stato davvero interessante scoprire tutti questi passaggi, confrontare le varianti, vedere quanto possa essere utile il confronto con un revisore attento e preparato. Una lezione piacevolissima e anche molto divertente;
  21. Fantasioso, esuberante, disponibile, molto alla mano (Valentina Zaffagnini);
  22. La lezione con Pignataro è stata forse una delle più belle, forse perché si è svolta nell’ultimo giorno di corso, o forse perché la personalità dell’insegnante mi ha preso fin da subito. La sua immensa umiltà, simpatia e autocritica mi hanno colpito molto. Ci ha parlato del lungo cammino che lo ha portato alla traduzione e di come ancora oggi, per guadagnare un po’, nell’ambiente bisogna buttarsi su tutto. È stato molto sincero e ci ha mostrato tutto il processo di consultazione con il suo editor sul testo a cui aveva lavorato. Memorabile (Rosalba D’Errico);
  23. A parte la simpatia del personaggio, ho trovato utilissimo che ci abbia mostrato le fasi della lavorazione dei suoi testi, dalla ricerca preliminare in biblioteca, alle annotazioni sul testo, alla revisione della bozza insieme all’editor (Alessio Cioli);
  24. Un colpo di fulmine! Persona davvero disponibile con il suo atteggiamento gentile e rispettoso, molto alla mano con noi studenti alle prime armi, la lezione è letteralmente volata tra i racconti delle sue esperienze di vita (traduzione e no) e l’analisi di alcuni testi di Naipaul sui quali abbiamo lavorato. Ho apprezzato molto l’analisi sui vocabolari che di solito utilizza e anche le spiegazioni sul metodo di revisione di un suo lavoro (Cristina Antolini);
  25. Unico. Un “artigiano” della traduzione come ama definirsi. Io aggiungo professionista appassionato e vulcanico. Una lezione davvero entusiasmante, ricca di spunti e suggerimenti soprattutto pratici. Peccato sia durata poco (L. Lombardi);
  26. Una persona molto piacevole; è stato interessante conoscere la sua storia come traduttore, molto utili gli esempi che ha portato sulla revisione del testo di Naipaul da parte della casa editrice Adelphi (Giulia Frattini);
  27. Appassionato, meticoloso. Per me ha perfettamente azzeccato il taglio. La sua è tra le lezioni che mi sono sembrate più utili, organiche e interessanti. Ha trattato tutte le fasi che attraversa un testo tradotto e, quindi, la sua metamorfosi editoriale.

 


chiudi