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Paolo Repetti da Oblique

Paolo Repetti
è nato a Roma nel 1956. Prima di lavorare nell’editoria si è occupato di psichiatria e psicoanalisi. Ha curato il libro L’anima e il compasso. Scritti su psicoanalisi e metodo scientifico e ha scritto la voce “Psicoanalisi” per l’Enciclopedia Europea della Garzanti. Nel 2001 è uscito da Mondadori il suo primo e unico romanzo, Lamento del giovane ipocondriaco. Nel 1985 inizia la sua esperienza editoriale nella casa editrice Theoria, prima come ufficio stampa e poi come direttore editoriale. L’esperienza si conclude nel 1995 quando, insieme a Severino Cesari, inventa la collana Stile libero di Einaudi che attualmente continua a dirigere.

 

Materiali
videointervista #1
videointervista #2

Giudizi degli allievi

  1. Un pezzo di storia dell’editoria che fa piacere incontrare (Claudia);
  2. Incontro emozionante. Repetti è la personificazione del coraggio e della forza delle idee. Memorabile il racconto dei suoi primi passi nel mondo dell’editoria;
  3. Bravissimo. Tanta saggezza e sapere editoriale. Imperdibile;
  4. Bella testimonianza e bella presenza. Tre ore piacevolissime in sua compagnia;
  5. Indimenticabile e importante;
  6. Più mito che realtà;
  7. Fantastico incontro;
  8. Posso affermare che Paolo Repetti è stato uno dei più grandi incontri della mia vita;
  9. Beh davvero un guru dell’editoria! Si vede che le persone che hanno da dire non si perdono dietro troppe leziosaggini… è l’esempio di editoria che mi piace. Una persona seria che ha trasmesso tutta la sua passione e dedizione per questo lavoro (Stefania);
  10. Forse sarò attratto dagli “squali”, così viene considerato da qualcuno, ma la lezione di Reptti è stata preziosissima per capire come funziona una grande casa editrice e le logiche del mercato. Molto generoso nei suoi racconti, ha svelato chicche e segreti professionali portandoci nel vivo del lavoro redazionale (Francesco);
  11. Una delle migliori lezioni, perché parla la voce di una grande casa editrice e perché vedi dall0interno i meccanismi che muovono tutto;
  12. Simbolo di chi nell’editoria ha sfondato (Rachele);
  13. Beffardo e ironico. Lezione molto interessante anche perché ricca di aneddoti “epici”;
  14. Con lui ho capito quanto contano esperienza e potere nell’editoria;
  15. Ci ha mostrato il lato più pratico e meno idealista dell’editore, facendoci capire bene la parte “concreta” del lavoro (Elisabetta);
  16. Visto che avevamo sentito parlare soprattutto chi veniva da piccole case editrici è stato un piacere poter conoscere anche chi lavora presso i grandi gruppi editoriali. Mi è sembrato molto interessante scoprire le dinamiche all’interno di una casa editrice e tra grandi e piccoli gruppi editoriali;
  17. Carismatico e simbolo della potenza editoriale;
  18. Utile per capire meccanismi e numeri dei grandi (Gaia);
  19. Quello che ne sa sempre una in più. I retroscena svelati, molto marketing e ricerca di vendita, la fortuna dietro l’angolo e le trovate geniali dettate dal rischio. È impossibile ripetere le sue esperienze, ma si può imparare da esse e chissà, trovare così nuovi spunti. Voto: 8 (Emmanuela);
  20. Un pezzo di storia! Invitatelo sempre, più che potete! Ci ha fornito un bellissimo scorcio della storia dell’editoria, con tanto di aneddoti e anticipazioni!;
  21. Un grande dell’editoria italiana. Mi ha interessato anche qui molto il suo percorso nel mondo editoriale e soprattutto pensare che quello che è adesso, la sua idea di editoria che esprime in Einaudi stile libero, è proprio il frutto di quel percorso, di successi, insuccessi, illusioni e disillusioni (Alessandro);
  22. Quasi non credevo di poter avere un’occasione simile. Conoscere Paolo Repetti ed ascoltarlo per ben due ore quasi inebetita in un reverenziale silenzio. Un privilegio che non rimane l’unico nell’arco del corso (Moira);
  23. Ecco un’altra persona verso cui provare invidia. Il fiuto fatto uomo. Potrebbe essere un grande maestro per un giovane alle prime armi. Nel caso, mi candido (Giammarco);
  24. Un pezzo d’editoria che ci ha fatto capire come osare e rischiare a volte possa risultare la strategia vincente. La provocazione possiede sempre un valore intrinseco, far riflettere, un fatto che per chi legge e quindi vuole implicitamente accrescere le proprie conoscenze non va sottovalutato. Forse quelli di Repetti erano altri tempi (anche se è ancora e con merito sul mercato) ma voglio credere che non siano finiti e che un giorno possano tornare (Francesco);
  25. Mi ha dimostrato come aggirando gli ostacoli si possa raggiungere il proprio personale obiettivo (Viola);
  26. Un mito. Fondamentale per comprendere i meccanismi della grande editoria. Peccato che stavolta abbia incentrato la lezione soprattutto su Stile libero, tralasciando l’esperienza in Theoria;
  27. Bellissima la storia di Einaudi Stile libero. Divertente e brillante il modo che ha Paolo Repetti di raccontare la sua esperienza. Dopo tanti piccoli editori, è molto interessante sentire la voce di una grande casa editrice, degli “squali scippa-autori” di cui abbiamo sentito parlare diffusamente negli altri interventi. In effetti sono due mondi molto diversi (la piccola e la grande editoria), per dimensioni e per approccio al mercato. Senza un “grande” editore il quadro non sarebbe stato completo;
  28. Una straordinaria testimonianza, una lezione durata decisamente troppo poco, ricca di splendidi aneddoti e di dati interessanti. Come unire magistralmente passione e marketing;
  29. Una persona che sa quello che dice. Si può solo apprendere;
  30. Una lezione illuminante. La forza dell’entusiasmo più quella della conoscenza. Unite ad una grande disponibilità e ironia;
  31. Mi ha affascinato la sua abilità nel capire in anticipo le tendenze editoriali. Persona carismatica e generosa nel raccontare i meccanismi della grande editoria;
  32. Comunicativo, coinvolgente, interessante;
  33. Un mostro sacro dell’editoria. L’uomo che ha avuto un progetto editoriale approvato da Giulio Einaudi. Ci ha mostrato le logiche spietate del mercato editoriale. È stato un incontro fantastico, utilissimo, indimenticabile;
  34. Lo stile libero è citare Calvino, vendere Ammaniti, bere Coca Cola e tanto altro. Incontro illuminante, colto e riflettuto, sui meccanismi organizzativi (dall’idea geniale al commercio) e sulle scelte forti, testarde e vincenti in editoria;
  35. Uno dei miei preferiti. Si è messo cortesemente al nostro livello, rendendoci testimoni del suo percorso lavorativo con tanto di racconti dal “dietro le quinte”. Un professionista davvero eccellente;
  36. Grande cultura e carisma (Irene Guida);
  37. A prescindere dall’aspetto narrativo, per cui fa sempre piacere sentirsi raccontare le gesta degli scapigliati eroi di Stile libero contro il vecchio Editore, è stata una lezione necessaria. Farei fatica a spiegarmi, ma in qualche modo ha completato il quadro: almeno questo era quello che pensavo mentre lo ascoltavo. E infatti non ho preso appunti su quello che diceva direttamente ma un sacco di notazioni su che direzione sta prendendo la civiltà occidentale. E su cosa i libri possono fare per aiutare a capire la direzione e fare sì che i loro lettori possano influenzarla. Roba grossa, per quanto lui stesse, principalmente, parlando di Benigni e di quella volta che gli hanno fregato un libro all’asta e di Ammaniti che cambia un titolo venti minuti prima di andare in stampa.
    Sono le lezioni che preferisco, che potresti anche aver la sensazione di cazzeggiare ma in realtà stai maturando con buon ritmo;
  38. Una mente straordinaria, forse aggiungerei alla sua lezione un pizzico di dinamicità;
  39. Ovvero l’emozione di incontrare un mito dell’editoria. La sua lezione è stata utile soprattutto perché mi ha fatto capire quanto sia necessario tenere sempre gli occhi spalancati sul mondo e che vale sempre la pena di credere fino in fondo nelle proprie idee (Giulia G.);
  40. È stato interessante ripercorrere la nascita di una collana come Stile libero. Repetti è stato coinvolgente, quasi ammaliante. Dal punto di vista pratico non mi lasciato molte nozioni, ma è stato un bel momento;
  41. Lezione ad ampio spettro sul modo editoriale, che permette di collegare nozioni acquisite in altre occasioni in modo meno organico;
  42. Spiritoso, aperto alle domande, modesto (Chiara Apicella);
  43. Grande professionalità ed esperienza. Dibattito interessante sulla nascita e i retroscena di una delle collane più importanti (Barbara Bevilacqua);
  44. Di Paolo Repetti non saprei cosa dire, basta pronunciare il suo nome. È una persona di grande esperienza e spessore, che si è rapportata a noi in modo semplice e colloquiale. Ci ha parlato con schiettezza di grandi numeri, di anticipi stratosferici, di scrittori, dell’universo Einaudi e di Einaudi e Mondadori. Ho seguito ogni singola parola di Repetti con curiosità e ammirazione, una lezione davvero piacevole (Stefania Curatola);
  45. Competente, simpatico, esaustivo (Antonio Maglia);
  46. Lezione con cui si sono approfonditi il significato e le funzioni dell’editor in una dimensione allargata come è Einaudi. Interessante capire i rapporti tra la casa editrice e l’azienda che l’ha inglobata e i rapporti che l’editor instaura con i propri autori (Annalisa Bizzarri);
  47. Si percepiva un po’ di distanza, probabilmente per via del ruolo e dell’importanza del personaggio. La lezione però mi è piaciuta molto. Un tuffo nella grande editoria (Michele Martino);
  48. Forse la sua lezione è arrivata troppo tardi, nel senso che spesso ha ripetuto cose a noi note e con cui avevamo oramai una certa dimestichezza (Raffaele Parisella);
  49. Repetti ci ha catapultato nel mondo della grande editoria, quella di Einaudi e Mondadori, e ha svelato i meccanismi che la muovono. La sua è stata una lezione preziosa, un esempio di professionalità indiscussa. Repetti è un professionista di altissimo calibro, ma riesce a porsi in maniera informale e piacevole. Con grande umiltà non ha parlato solo dell’enorme successo di Einaudi Stile Libero, collana che ha contribuito a fondare, ma anche degli inizi difficili: della fondazione di Teoria, piccola casa editrice romana, del suo sogno di ragazzo, quello di fare un’editoria di nicchia, intellettuale e colta; e dell’infrangersi di quel sogno, del doversi scontrare con un mercato che rifiutava il libro troppo affettato. L’incontro con lui è stata un’esperienza di ricchezza irripetibile (Marta Scandorza);
  50. Un incontro indimenticabile, la lezione è stata formidabile, mancava quell’ultimo pezzo di puzzle riguardante il funzionamento di una grande casa editrice come l’Einaudi (Silvia Romano);
  51. Un giocatore d’azzardo nel casinò dell’editoria che conta. Einaudi è anche questo e forse è un bene (Flavia Vadrucci);
  52. È stato molto interessante l’approfondimento sulle dinamiche di collana, e sui rapporti di potere celati e palesi all’interno di una grande casa editrice. Da una persona con la sua esperienza tuttavia avrei sperato in qualcosa di più: una lezione che rendesse meglio l’idea delle necessità di lavoro, di aspetti particolari, anedotti o casi interessanti; in altre parole entrare un po’ di più nella gestione di collana – da Einaudi come altrove. Molto interessante, anche in altri e particolarmente in lui, vedere che il connubio fra la letteratura e l’economia è un insieme di compromessi e concessioni alla continua ricerca del punto di equilibrio (Leonardo);
  53. Ironico, amante del proprio mestiere e sempre pronto a mettersi in discussione. Molto interessante è stata la sua disamina storico-editoriale della Einaudi. Interessante è stato anche scoprire gli aspetti più prettamente imprenditoriali di una grande casa editrice (Taddeo Roccasalda);
  54. Incontro importante. Studiare, sapere, calcolare, osare (Francesca Toticchi);
  55. Ascoltare la storia della nascita di una collana – e non una qualunque – è stato non solo istruttivo ma illuminante: mi ha aperto gli occhi sui meccanismi della grande editoria e mi ha fatto realizzare che per realizzare un progetto che funzioni ci vuole un giusto mix di genio e fortuna. In più Repetti è anche molto simpatico: l’imitazione di Giulio Einaudi è una piccola perla che non dimenticherò (Chiara Rea);
  56. La sua lezione sulla collana Stile Libero mi ha aperto gli occhi sull’editoria, sull’impegno e la dedizione verso un progetto editoriale. Professionale e disponibile (Francesca Romana Bragaglia);
  57. Ecco un’altra fra le mie lezioni preferite. È stata piacevole, interessante, divertente. Lui mi è piaciuto moltissimo (Francesca Arrigoni);
  58. La storia dell’editoria contemporanea, la dimostrazione di come le idee, le passioni e le convinzioni possano cambiare un mercato. Indimenticabili i racconti su Giulio Einaudi (Matteo Alfonsi);
  59. Niente da dire sulla persona, divertentissimo simpaticissimo, molto interessante la sua esperienza a Stile Libero. Però poco incisiva la parte dedicata alla direzione editoriale;
  60. Lezione molto interessante, che offre uno sguardo dentro al cantiere di una delle collane più importanti degli ultimi anni. Una persona affabile e divertente, che non guasta (Massimiliano Borelli);
  61. È stato molto interessante conoscere com’è nata la collana Stile libero di Einaudi. Sono stati i primi libri che ho comprato e le prime letture autonome al di fuori dei classici della biblioteca di casa. Quindi insomma, anche a livello affettivo ha avuto la sua importanza;
  62. Un pezzo di storia dell’editoria italiana portato in aula; rivivono nelle sue parole i grandi del passato che tratteggia con stima ed ironia. Uno stimolo a ideare e a credere in quel che si fa. Una lezione di vita (Katia Cappellini);
  63. Tanta saggezza, professionalità e simpatia. Con la sua coca-cola sulla scrivania e un tono di voce ironico ci ha raccontato pezzi di storia dell’editoria italiana molto significativi. Affascinante e formativo incontro (Mila Tenaglia);
  64. Ha molto ben spiegato le difficoltà che spesso si incontrano nel mondo editoriale, soprattutto nel proporre dei progetti complessi come le collane (Rossella Muratore);
  65. Interessante e disponibile  (Giada Di Giammarco);
  66. Ottimo intrattenitore, estroverso e ironico. Fonte inesauribile di aneddoti e curiosità del settore. Forse non del tutto tarato sullo spirito di una lezione, ma piuttosto incline a celebrare la forza (e la sua in particolare) delle idee come unica chiave di accesso al mondo dell’editoria (Emanuela D’Alessio);
  67. Per me è stata una delle lezioni più interessanti. La sua esperienza editoriale, la forte personalità, il carisma, l’ironia ci hanno accompagnato per tre ore intensissime. Mi ha fatto capire che una buona idea si può realizzare con coraggio e determinazione, e che un percorso è caratterizzato da successi e insuccessi (Eleonora Rossi);
  68. Una persona alla mano ma con una grande esperienza. È stato non solo emozionante ma anche molto interessante poter parlare con lui;
  69. Un intervento sulla grande editoria. I racconti su Giulio Einaudi e sulla nascita di Stile libero sembrano appartenere a un’altra epoca, in cui tutto poteva succedere. Nonostante oggi lo scenario editoriale sia ben diverso, rimane valido l’invito a ricercare idee vincenti e a proporle con tenacia (Alessandra Pierro);
  70. Grande affabulatore, ma di quel che ha detto non mi è rimasto granché;
  71. La lezione di Repetti è stata un viaggio in un percorso editoriale quasi unico, che mi è servito a capire che osare è buona cosa. E che il coraggio e il pensiero che sta dietro alle cose è più importante dei successi di vendite e persino di Giulio Einaudi (Claudia Meschiari);
  72. Wow. Il creatore di Einaudi Stile libero. Il racconto della sua storia, dalle caverne al palazzo di cristallo dell’editoria, è appassionante al pari di un romanzo;
  73. Una pietra miliare dell’editoria, simpatico, per niente altezzoso o snob. In quasi tre ore di lezione si è lì che si pensa: “Oddio sto ascoltando Paolo Repetti!”. Per questo ho registrato la lezione, così posso ascoltarla senza dare di matto;
  74. Ho trovato molto interessante la storia della collana Stile libero e le sue parole molto motivanti;
  75. Pensi che storie come quella di Repetti non possano esistere nel mondo dell’editoria, poi un giorno qualcuno te la racconta e mentre lo fa, nonostante siano passati un bel po’ di anni, gli brillano gli occhi. L’incontro con Paolo Repetti è stato emozionante (Alessia Caputo).





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