Oblique Studio, formazione editoriale permanente
oblique studio, artigianato e passione





facebook   you tube   Oblique Studio su Google+  
I libri di Oblique
Greenwich e Gog, collane per Nutrimenti
I nostri libri con 66thand2nd
Watt magazine

Oblique è per il
software libero





sitemap
 
  I docenti dei corsi di Oblique
   
 

Filippo Tuena



Romanziere, critico d’arte, autore teatrale e musicista, Filippo Tuena nasce a Roma nel 1953. Artista versatile e poliedrico, nonché antiquario per tradizione di famiglia, Tuena si laurea in Storia dell’Arte alla Sapienza e approda alla narrativa solo nel 1991 quando il suo primo romanzo, Lo sguardo della paura (Leonardo Editore), vince il Premio Bagutta “Opera prima”. “Quando mi diedero l’inaspettata notizia”, ricorda Tuena “ero in questo ristorante, la trattoria Bagutta appunto, in compagnia di Mario Soldati, Giorgio Bocca, di tutti questi vecchi vergani milanesi e pensai: ‘Beh, è divertente scrivere libri…’”. Inizia così una carriera fulminea che lo vede pubblicare cinque romanzi in otto anni e raccogliere consensi e successi nelle più importanti competizioni letterarie.

Per Longanesi, tra il 1994 e il 1997, Tuena pubblica i romanzi Il volo dell’occasione (ripubblicato da Fazi nel 2004) e Cacciatori di notte: “Romanzi quasi gialli” li definisce lo stesso autore, “una storia di fantasmi il primo, una di lupi mannari il secondo. E poi ho cambiato”. Per tornare a Roma e inaugurare un rapporto di lunga durata con l’editore Fazi: nel 1999 esce Tutti i sognatori, “un romanzo su Roma in tempo di guerra, la storia della mia famiglia di origine svizzera – e quindi neutrale – durante la stagione dell’occupazione nazista della capitale”. Romanzo con il quale Tuena si aggiudica il Premio Super Grinzane Cavour e che viene accolto con favore dal pubblico dei lettori.
Il rapporto con Fazi si arricchisce negli anni successivi di altri due titoli, entrambi incentrati sulla figura di Michelangelo Buonarroti, a ribadire il primo, inossidabile amore di Tuena per le arti figurative, e in particolare per il pittore e scultore rinascimentale. La grande ombra, pubblicato nel 2001, è un romanzo sulla vecchiaia di Buonarroti che diventerà anche uno spettacolo teatrale, “Michelangelo”, andato in scena durante il Grinzane Festival nell’agosto 2002. Anno in cui esce nelle librerie anche La passione dell’error mio, che raccoglie le lettere di Michelangelo dal 1532 al 1564.

Ma è un libretto per un’opera jazz tratta dalla Tempesta di Shakespeare a rimarcare più di ogni altra cosa l’eclettismo dell’arte di Tuena, la sua naturale inclinazione alla variazione di genere. Per non parlare dei Quattro notturni con cui, dopo undici anni di narrativa, lo scrittore – nel frattempo diventato milanese d’adozione – approda alla poesia, grazie alla coraggiosa attività dell’editore romano Giuseppe Aletti. “Un libro che in qualche modo racconta quattro momenti notturni legati un po’ anche al mio lavoro di scrittore e paralleli alla mia produzione letteraria: uno di questi è accostato, infatti, alla figura di Michelangelo, mentre un altro – “Treni a Bressanone” – riguarda il treno che il 16 ottobre del 1943 portò gli ebrei di Roma ad Auschwitz, ed è quindi parallelo per certi versi a Tutti i sognatori”.
“L’idea che un narratore scriva di poesia mi intriga molto. Non tanto perché l’ho fatto io, ma perché mi aspetto che poi anche altri narratori scoprano le carte e pubblichino quello che invece mantengono solo per loro. In realtà io ho sempre scritto poesie ma l’ho sempre considerata un’attività collaterale. Allo stesso tempo però mi serviva per capire esattamente dove volevo andare a parare. E dopo undici anni ho creduto che fosse arrivato il momento di pubblicare anche un mio lavoro di poesia”.

Ma c’è ancora il premio Bagutta sulla strada di Tenua. È il 2006, sono passati quindici anni dal primo successo, e Tenua vince ancora, ma questa volta nella categoria principe dedicata alla “Narrativa”, con il suo ultimo romanzo, Le variazioni di Reinach.
Il romanzo, edito da Rizzoli, è il più importante successo commerciale dello scrittore. Una storia che viaggia su più piani temporali e nella quale ritornano alcuni degli elementi narrativi più cari all’autore: Parigi, la musica, la guerra, l’occupazione nazista e le deportazioni, gli eventi della Storia che travolgono il destino dei Reinach, stimata famiglia dell’alta società parigina, “precipitata dall’Olimpo dei privilegiati all’inferno dei reietti”. Ritorna anche il tema della ricerca storica, attraverso la quale uno scrittore – nei primi anni del Ventunesimo secolo – si mette sulle tracce della famiglia e intraprende un viaggio della memoria che si fa indagine storica. E il romanzo cresce, allarga i suoi confini, sfiora il territorio del saggio, della saga famigliare, del diario. Sempre nel segno della contaminazione e della ricerca, marchi di fabbrica dell’arte di Tuena.


Filippo Tuena intervistato da www.nonleggere.it

*

Le variazioni di Reinach
Recensione di Alberto Cavaglion, L’Indice dei libri del mese

Una curiosa simmetria, meglio un’antitesi, lega questo romanzo al più fortunato bestseller dell’anno, Con le peggiori intenzioni. Alessandro Piperno si è tuffato in una storia patinata, a tratti decadente, partendo da studi di francesistica e da un bel libro su Proust e la questione ebraica (FrancoAngeli, 2001). Tuena, risalendo anche lui a Proust, che fu amico e corrispondente di Joseph Reinach, uno dei protagonisti del suo romanzo, ha scritto un libro importante, di cui si è parlato troppo poco. Tuena non rincorre le alte tirature: fa lavoro di filologia, scopre documenti, ristampa lettere di Proust, ma anche perlustra inedite fonti d’archivio con un paziente lavoro di scavo che non deve essere durato solo lo spazio di un mattino. Avrebbe agevolmente superato il rivale, da cui, purtroppo, è stato oscurato, se soltanto non si fosse lasciato prendere la mano dall’estetismo.
Le variazioni Reinach è un libro assai originale. Racconta di due giovani vittime della Shoah in Francia, appartenenti a due famiglie dell’alta società parigina, celebri per le donazioni che hanno reso possibile la creazione di due meravigliose case-museo, ammirate oggi da migliaia di turisti di tutto il mondo: il Museo Nissim de Camondo a Parigi, rue de Monceau, la Villa Kérilos a Beaulieu. L’estetismo è nella natura della vicenda narrata, si dirà. La formazione culturale dei protagonisti, lo scenario entro cui si muovono, fra ville lumière e Costa Azzurra, le case che abitano, le letture e gusti artistici sono indiscutibilmente il riflesso di una cultura di fine secolo che, fra echi del processo Dreyfus e miti estetici tardo-romantici, ha svolto funzione di preambolo (o prova generale?) per una tragedia non annunciata: il collaborazionismo di Vichy, le cupe giornate degli arresti e delle deportazioni. Tuena ricostruisce la biografia dei due innamorati risalendo indietro nella storia, peccato che insista, forse troppo, nei toni decadentistici: la scelta del titolo, in primo luogo, sottolinea la tessitura musicale di una trama armonica – le variazioni, appunto – che rende il finale piuttosto prevedibile e allenta la tensione. Léon Reinach è un musicista: autore di un solo spartito misterioso, la cui esecuzione in lager non passò inosservata. Lo spartito si pensava fosse perduto per sempre e invece, grazie alle prodigiose risorse del web, alla fine rispunta e viene suonato da una delicata mano femminile che si prende una giusta rivincita contro la disumanità (nel colophon una nota d’autore ci informa che un cd oggi è disponibile con la prima registrazione dello spartito perduto). Vita e letteratura s’intrecciano in ogni pagina, e anche fuori, come si vede: Tuena s’introduce dans son histoire con un eccesso di zelo che talora deborda, nuocendo alla meraviglia di una storia che, non avendo bisogno di supplementari orpelli, incanta di per sé.

Tipograficamente il romanzo si giova di interventi iconografici intertestuali resi con molta sobrietà ed eleganza e della sovrapposizione di materiali di provenienza diversa: foto dall’album di famiglia, dattiloscritti di corrispondenze private, e-mail, riproduzioni anastatiche di documenti di polizia, di cui ci vengono fornite lunghe didascalie. La ricerca è originale, confortata da un’utile bibliografia e da note testuali che si segnalano per rigore. Poiché le “variazioni” sono più propriamente delle didascalie, il romanzo si presenta come un lavoro a più strati. È, fra l’altro, un resoconto di un’indagine storiografica su due innamorati che sono oggi postumamente uniti dalla trasformazione di tutte le loro dimore in una casa-museo.

Di museificazione e di politiche della memoria si discorre molto oggi in Europa. Léon e Béatrice sono un caso da manuale per chi s’interroga sulle possibilità di un museo di storia del Novecento, non solo della Shoah. Anche l’enorme campo di Drancy, dove Léon e Béatrice, che si erano lasciati, si ritrovano, è oggi, a suo modo, una casa-museo: l’envers du décor delle lussuose dimore dei Camondo e dei Reinach, scrive Tuena notando questo stridente contrasto, in uno dei passaggi più efficaci del libro.
Si direbbe che uno dei modelli letterari di questo romanzo, più di Proust, sia Georges Perec e il suo souvenir d’enfance , ma la sua presenza è vanificata dall’incombente peso di Proust, autore fra i meno indicati per la vexata quaestio dello “scrivere sulla Shoah”. È un’osservazione che non vuole suonare severa, per un romanzo di notevole significato, anzi, fra i pochi consigliabili in Italia per chi voglia affrontare il tema assai arduo della letteratura su Auschwitz. Senza scorciatoie né facili banalizzazioni Tuena si pone lungo la scia di precedenti illustri come Maurensig, Bruck, Affinati o Zargani.

*

Bibliografia completa di Filippo Tuena
Ultimo parallelo, Rizzoli 2007
Michelangelo. Gli ultimi anni, Giunti editore 2006
Le variazioni di Reinach, Rizzoli 2005
Il diavolo a Milano. Fantasmi a Manhattan, Carte scoperte 2005
Il volo dell’occasione, Fazi 2004
Quattro notturni, Aletti 2003
La passione dell’error mio. Il carteggio di Michelangelo. Lettere scelte 1532-1564, Fazi 2002
La grande ombra, Fazi 2001
Tutti i sognatori, Fazi 1999
Il tesoro dei Medici. Collezionismo a Firenze dal Quattrocento al Seicento, Giunti editore 1997
Cacciatori di notte, Longanesi 1997
Il volo dell’occasione, Longanesi 1994
Lo sguardo della paura, Leonardo Editore 1991







chiudi