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  dopo il corso, feedback ed esperienze
   
 

Corso principe per redattori editoriali


Circa un anno e mezzo dopo la fine del corso che hanno seguito abbiamo chiesto ai nostri ex allievi:

1) Qual è stata la tua carriera editoriale dopo il per redattori editoriali (puoi entrare nei dettagli)?
2) Con il senno del poi qual è la tua impressione su ciò che ti ha dato e continua a dare il corso?
3) Ti senti di raccomandare il corso ad altri?

Ecco le risposte in ordine alfabetico:

Dopo il per redattori editoriali sono stata stagista presso la Bretschneider Editore, sita a Roma, per tre mesi. Un’esperienza che mi ha formato molto. In quell’occasione ho potuto mettere in pratica tutti gli strumenti fornitimi dal corso. Mi sono occupata dell’impaginazione e della correzione dei testi, della realizzazione delle copertine di alcuni libri, nonché dell’intero catalogo della casa editrice. Ho lavorato anche a stretto contatto con gli autori e con la tipografia. Insomma, ho avuto la possibilità di mettermi alla prova e devo dire che mi sono sentita anche gratificata. L’editore mi ha lasciato carta bianca, affidandomi numerose responsabilità: davvero una grande fortuna per un’apprendista redattrice!
Trascorsi i tre mesi sono rientrata nella mia città natale, Catania, perché ho subito trovato lavoro presso una grande libreria, della quale in poco tempo sono diventata direttrice.
Contemporaneamente ho ricevuto un incarico come correttrice di bozze presso una casa editrice locale. Anche qui in poco tempo ho allargato le mie mansioni: editor, consulente grafico e redattore a tutti gli effetti.

Il corso è stato molto importante per la mia carriera. Personalmente l’ho sempre considerato altamente formativo e qualificativo, al pari di un master. Mi ha permesso di inserirmi da subito nel mondo dell’editoria, seppur in piccolo. L’incontro con alcuni grandi del mestiere mi ha insegnato molto e ha fatto sì che, al termine del corso, sia tornata a casa non solo con un grande bagaglio culturale prettamente teorico, ma anche con un’esperienza diretta. Le esercitazioni e le lezioni sono state molto impegnative, ma hanno costituito delle solide basi per il lavoro che ho iniziato subito dopo la fine del corso e che non ho mai più abbandonato.

Consiglio a chiunque voglia avvicinarsi al mondo dell’editoria di partecipare a questo corso. Gli insegnanti sono davvero eccezionali e disponibili, le lezioni complete ed interessanti e soprattutto vengono esplicati i diversi ruoli che si possono ricoprire all’interno di una casa editrice. Dal correttore di bozze all’editor, dal grafico al redattore, permettendo così di riconoscere – anche e soprattutto attraverso le numerose esercitazioni – le proprie attitudini e di capire se è veramente questo il settore nel quale si vorrebbe lavorare. Assolutamente raccomandato!

Surya Amarù, Corso principe ottobre-dicembre 2006

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Stage di sei mesi da Fanucci editore, traduzioni dall’inglese e lettore esterno per Fanucci, traduzioni dall’inglese per Alfabeta2.

Il corso è duro, si fatica tanto, ma dà una buona preparazione, approfondita e completa. Gli insegnanti sono preparatissimi e sempre a disposizione degli allievi, anche dopo la fine del corso, per aiuti, consigli, suggerimenti.

Naturalmente sì. Oblique mi ha insegnato a guardare i libri con occhi nuovi, mi ha insegnato un metodo, ma soprattutto, mi ha fatto innamorare del lavoro editoriale.

Corso principe aprile-giugno 2009

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Ho interrotto lo stage a Nutrimenti come ufficio stampa dopo due mesi, e mi sono concentrata sull’editing del mio romanzo. Ho firmato da poco il contratto con una casa editrice che mi piace molto, e il mio libro uscirà entro giugno 2012. Nel frattempo ho pubblicato un racconto nella raccolta San Valentino dei fessi (80144 edizioni).

Mi è stato estremamente utile, sia per quanto riguarda l’apprendimento del mestiere di redattore, sia per quanto riguarda la capacità di apprezzare un testo e vederne con più chiarezza pregi, difetti, potenzialità, ridondanze. È un corso che valorizza la professionalità e scoraggia l’approssimazione, trasmettendo la passione per l’editoria anche nei suoi aspetti più artigianali. A volte, poi, le lezioni si avvicinavano alla filosofia del linguaggio, e mi davano spunti per riflettere anche su molto altro.

Sì, ma dipende dalla tempra dell’allievo. È un corso senza dubbio ottimo e tenuto da professionisti seri e appassionati. Mi sento di aggiungere che occorre molto tempo disponibile per svolgere con cura tutto quanto richiesto. Il metodo del corso si avvicina, neanche troppo ironicamente, a quello militare, quindi occorre essere preparati a critiche molto aspre e a ritmi di lavoro pesanti. Se non si è pronti per un metodo del genere, lo sconsiglio, perché spesso, dopo le lezioni, è facile sentirsi demotivati e inadatti. Io ne sono uscita spesso distrutta e, anche se è stata un’esperienza formativa ed emozionante, non avrei la forza per seguire un altro corso del genere.
Più volte ho detto ai miei amici, senza alcun sarcasmo, che per me il corso di Oblique è stato una palestra di vita.

Chiara Apicella
, Corso principe aprile-giugno 2010

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La mia carriera editoriale post-corso è stata quasi nulla, nel senso che, un po’ per gli eventi un po’ per mancanza di tenacia e fiducia nelle mie eventuali capacità, ho abbandonato la via editoriale ed imboccato piuttosto quella libraria, altrettanto bella e non in contraddizione con la prima. Tuttora continuo a lavorare in una libreria a La Maddalena, stagionalmente purtroppo, dovendomi poi arrabattare per la restante metà dell’anno in altro tipo di attività. Il titolare della libreria in cui lavoro è anche un piccolo editore che si occupa perlopiù di testi su Garibaldi, di guide naturalistiche, di monografie storiche riguardanti l’isola di La Maddalena in particolare e la Gallura in generale. Ho eseguito la revisione e la correzione di bozze di qualche manoscritto, a tempo perso e senza compenso però, poiché è difficile poter contare sulla continuità e la collaborazione con una piccola casa editrice indipendente e fai-da-te.

Il corso è stato altamente formativo ed illuminante per comprendere che l’editoria è una delle strade che vorrei percorrere a livello professionale. Durante il corso mi son resa conto di quante cose servano e concorrano alla creazione di un libro, ho imparato a “leggere” riga per riga con attenzione non limitandomi alla sola “fruizione” della trama del libro, ho abituato l’occhio a riconoscere il refuso, la ripetizione, ed ho allenato l’orecchio ad ascoltare la musicalità delle parole. Tuttora tengo a mente dei “precetti” mentre leggo un libro, mi accorgo di refusi a cui prima, probabilmente, non avrei fatto alcun caso, e torno talvolta su una riga o una frase che non mi sembrano funzionare immaginando come io, in caso, le avrei “rivisitate”.
È cambiato un po’ il mio modo di approcciarmi al libro, alla parola scritta in generale ma anche a quella parlata, ed è cresciuto l’amore per la lingua italiana ed il suo corretto uso, tanto che stavo pensando all’idea di sostenere un giorno l’esame Ditals per poter insegnare italiano agli stranieri.
Nel frattempo, continuo a mandare curricula a piccole case editrici, non sentendomi all’altezza neppure di inviare un semplice curriculum ad una casa editrice un po’ più conosciuta, e pur sapendo che i tempi odierni non sono dei migliori.

Assolutamente raccomando il corso a tutti coloro che volessero intraprendere la carriera, o semplicemente un percorso, editoriale. Il corso, come già detto, è altamente formativo e serio, gli insegnanti sono professionali e disponibili a qualsiasi tipo di chiarimento, non mancano d’incoraggiare e stimolare i corsisti ai quali, da parte loro, sono richiesti un impegno ed un’attenzione costanti.
Il corso è interessante e formativo di per sé, anche laddove non ci fosse un intento successivo di proseguire la carriera editoriale: vengono forniti spunti di riflessione e stimoli continui anche grazie agli interventi esterni di persone provenienti dal mondo editoriale che partecipano e seguono la creazione-trasformazione del manoscritto-libro. Per quanto mi riguarda, il corso mi ha dato un imprinting sul modo di “leggere” e concepire un testo, di ascoltarlo e maneggiarlo, e secondo me questo è già un traguardo di non poco conto.

Stefania Arlotti, Corso principe ottobre-dicembre 2007

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Ho avuto la possibilità di fare uno stage come ufficio stampa a L’ancora del Mediterraneo-Cargo occupandomi soprattutto della comunicazione web. Successivamente, l’editore ha deciso di affidarmi l’ufficio stampa web e l’organizzazione degli eventi. In più, continuo a occuparmi di esordienti grazie a SettePerUno, un sito contenitore di storie che ho ideato circa un anno fa.

Prima di seguire il corso non avevo idea di quali fossero tutti i passaggi della lavorazione editoriale. Il mio era semplicemente un approccio da lettrice appassionata. Le lezioni e gli interventi delle varie figure presenti all’interno di una casa editrice mi hanno insegnato cosa c’è dietro i libri, logiche di mercato incluse. Ho imparato la correzione di bozze, l’impaginazione ma anche a leggere in modo più analitico i giornali, a essere più scrupolosa e a non smettere mai di studiare, informarmi, approfondire.

Il corso è importantissimo per tutti quelli che vogliono lavorare nell’editoria, soprattutto per acquisire la prospettiva più ampia possibile. A me ha fatto capire che è questo il faticosissimo mestiere che voglio fare e che per farlo bene bisogna mettere insieme capacità, determinazione, creatività e soprattutto passione. Il corso è un’esperienza molto impegnativa che richiede dedizione; il mio consiglio è di scegliere il momento giusto per seguirlo, perché è necessario non distrarsi, tenere il ritmo con le esercitazioni, apprendere il più possibile. Bisogna essere curiosi e disposti a studiare tantissimo.

Valentina Aversano, Corso principe aprile-giugno 2009

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Dopo il corso Oblique ho fatto uno stage di tre mesi presso la casa editrice Fanucci, dove mi sono occupata di redazione (bozze, editing di traduzioni e di testi in italiano, quasi tutti di narrativa). L’esperienza è stata positiva, soprattutto per quanto riguarda l’apprendimento dei ritmi lavorativi reali all’interno di una casa editrice che pubblica molti testi, come la Fanucci. Dopo i tre mesi però non mi è stato offerto nessun contratto, così ho passato sei mesi a zonzo, e poi ho iniziato una collaborazione (che dura ancora oggi) con un service editoriale. Oggi ho un contratto a progetto, e lavoro al service come redattrice.

Con l’esperienza che ho oggi posso affermare senza ombra di dubbio che il corso fornisce due cose fondamentali per fare il redattore: gli strumenti pratici (quando esci dal corso sai fare davvero le bozze, e non è cosa da poco) e la consapevolezza che lavorare nell’editoria è roba tosta.

Sì. Anche se il settore, per quello che può offrire adesso, è intasato.

Chiara Balzani, Corso principe aprile-giugno 2008

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Al termine del corso mi è stata data l’opportunità di fare uno stage presso l’editore Sandro Teti in qualità di ufficio stampa. Lo stage sarebbe dovuto durare circa tre mesi, che si sono conclusi al ritorno dal Salone del libro di Torino. Ma dopo una pausa di circa un mese, la collaborazione con la Teti è ripresa per alcuni progetti che erano stati imbastiti prima del termine dello stage relativamente alla redazione di una nota rivista di cultura, «Il Calendario del Popolo», edita appunto dalla Sandro Teti Editore. Perciò, oltre al puro lavoro di ufficio stampa, ho avuto la fortunata possibilità di lavorare sulla redazione di testi, interviste, sulla progettazione grafica condivisa in redazione di flyer, impaginati, copertine, selezione immagini, oltre alle relazioni intrattenute con colleghi competenti, autori coinvolti, giornalisti di ogni settore e addetti ai lavori (in particolare con la tipografia).
Trattandosi di uno stage non retribuito, mi ero data un termine di praticantato di circa un anno, per me necessario per approfondire le competenze acquisite durante il corso e per potermi creare una cospicua lista di contatti di cui un buon ufficio stampa si nutre per la comunicazione. In quel frattempo, sono stata indicata e contattata per un colloquio di lavoro con l’editore Playground – gruppo Fandango editore – per la posizione di ufficio stampa. Attualmente, sono ufficio stampa Playground.

Il corso mi ha dato praticamente tutte le competenze necessarie per affrontare questa professione in modo concreto, accurato e responsabile, e mi ha supportata in tutti i passaggi, più o meno tortuosi, sia durante il corso – faticoso e impegnativo benché di grande soddisfazione – sia nei più delicati passaggi successivi durante lo stage, i colloqui e le opportunità che di volta in volta si sono profilate, e ancora mi sostiene (e sopporta!) nella definizione di una identità professionale sempre più credibile e del suo valore intrinseco. Nel mio caso, ero abbastanza certa della direzione professionale che avrei preso dopo il corso, in parte per precedenti esperienze lavorative che avevano messo in luce la mia predisposizione alla comunicazione, confermata poi anche da parte degli insegnanti durante e dopo il corso.
Mi sono comunque impegnata molto in tutte le materie svolte proprio per acquisire competenze reali e una consapevolezza delle altre professionalità del settore che è importante conoscere per il rispetto dei ruoli, delle priorità e delle responsabilità all’interno degli ambienti di lavoro. Ho poi scoperto che nell’àmbito dell’editoria indipendente è anche indispensabile saper fare un poco di tutto, poiché le scarse risorse economiche a disposizione inducono le redazioni a una seria e competente mobilità dei ruoli che in momenti di emergenza si rende necessaria proprio per mancanza di risorse umane finanziabili.

Sì. Senza ombra di dubbio. Per i suddetti motivi e per la bellissima esperienza umana vissuta.

Guendalina Banci, Corso principe ottobre-dicembre 2012

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In concomitanza alla fase finale del corso, la Oblique ha segnalato il mio nominativo alla casa editrice Sandro Teti Editore di Roma. Dopo un colloquio conoscitivo, l’editore Sandro Teti ha deciso di mettermi alla prova per due mesi affidandomi l’incarico di ufficio stampa. Superati i due mesi di prova, sono entrato a far parte stabilmente dell’organico della casa editrice.
Ho lavorato alla Sandro Teti dal settembre 2008 al febbraio 2009. Operando in una piccola realtà professionale, ho avuto modo di occuparmi non solo dell’ufficio stampa (redazione di comunicati stampa, comunicazione con i media, organizzazione di eventi promozionali e molto altro), ma anche di mansioni prettamente redazionali (correzione di bozze, cura del rapporto con gli autori, segreteria di redazione e molto altro), non tirandomi indietro nel momento in cui c’è stato bisogno di riorganizzare ad esempio la libreria della casa editrice. Insomma, un’esperienza a tutto tondo, molto importante per la mia formazione professionale. In otto mesi ho imparato a fare molte cose: rispondere al telefono, catturare l’attenzione di un giornalista anche solo per trenta secondi (all’inizio non è affatto facile), vendere un libro, orientarmi all’interno di un indirizzario di mille pagine, rischiare (per un’anteprima sul Riformista ho rischiato di essere cacciato, ma ho ottenuto la prima pagina nella sezione culturale). In otto mesi sono anche cresciuto dal punto di vista personale: ho rafforzato il mio carattere, ho imparato a tenere a freno i miei nervi. Nel gennaio del 2009 ho fatto un colloquio con un’altra casa editrice, la Noema Press, un gruppo editoriale che realizza prevalentemente riviste su commissione. L’editore cercava un pubblicista che potesse prendersi carico di una serie di prodotti in vista dell’aumento del lavoro in redazione. Io avevo da poco ottenuto il patentino da Calabria Ora, il giornale per cui ho lavorato dal 2006 al 2008 a Reggio Calabria. Dopo due mesi di prova da collaboratore esterno, sono stato assunto con un contratto a tempo determinato che mi è stato rinnovato per un altro anno dal gennaio 2010. In questa casa editrice il mio lavoro è di tipo giornalistico: scrivo articoli, realizzo interviste, correggo gli articoli dei colleghi, curo i contenuti e l’impaginazione delle riviste di cui mi occupo personalmente. La paga mi permette di sopravvivere a Roma da fuori sede. Conto in questo posto di lavoro di fare i diciotto mesi di praticantato e accedere all’esame per diventare un giornalista professionista.

L’impressione era e continua a essere ottima. Oblique è a tutti gli effetti una scuola in cui si impara un mestiere. Ho seguito i tre mesi di corso impegnandomi sempre al massimo, per me è stato un investimento. Ciò che ho ricevuto in cambio, ancor prima che le conoscenze, è l’impostazione per affrontare il lavoro, e dunque la dedizione totale, la precisione, l’affrontare la stanchezza sempre, ogni giorno. Se si fanno propri questi elementi, ritagliarsi il proprio spazio in un settore difficile come quello dell’editoria è comunque possibile.

Assolutamente, e per tre motivi: il prezzo è accessibile rispetto ai master in pompa magna di cui si sente parlare in televisione; a prezzo minore rispetto ad altri master, si acquisiscono le conoscenze giuste per affrontare con personalità questo settore; si impara ad avere un metodo nel lavorare (precisione, rispetto delle scadenze e molto altro).

Rocco Bellantone, Corso principe aprile-giugno 2008

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Dopo il corso ho effettuato, grazie a Oblique, uno stage formativo di tre mesi presso le Edizioni Mediterranee dove ho lavorato come redattore, editor e correttore di bozze. Al termine dello stage mi sono proposto come traduttore dall’inglese e, dopo aver superato una prova, ho iniziato una proficua e gratificante collaborazione a tutt’oggi ininterrotta. Sempre dopo lo stage ho collaborato con Oblique, insieme a un gruppo di miei ex compagni di corso, all’editing e alla correzione di bozze dell’Enciclopedia contemporanea dei comuni d’Italia. In seguito, dopo aver superato un colloquio, varie prove e un periodo formativo a Milano, ho iniziato a lavorare per la Ish, la più importante società di localizzazione di videogiochi in Italia, impiego che a oggi rappresenta il mio lavoro principale. Nel frattempo mi occupo anche di traduzione, editing e correzione di bozze per aziende (tra cui il gruppo editoriale l’Espresso) e privati.

Nonostante il mio lavoro si svolga principalmente nel campo delle traduzioni e non in quello redazionale puro, il corso mi è stato utilissimo per una serie di importanti motivi, primo fra tutti quello di darmi un’idea chiara e tangibile di cosa significhi lavorare in editoria. Gli strumenti, i tempi, i carichi di lavoro, i problemi che si possono presentare; una panoramica estesa ma non per questo superficiale su questo mondo mi ha permesso, prima ancora di imparare a svolgere compiti specifici, di assaggiare il sapore di questo lavoro e di capire quali gusti fossero a me più vicini. A livello pratico la serietà e la meticolosità dei metodi di analisi, revisione e correzione del testo appresi e sperimentati durante il corso mi hanno consentito di avere un valore aggiunto al momento di effettuare le prove e i colloqui anche come traduttore, valore che mi è stato apertamente riconosciuto e che ancora mi accompagna.

Assolutamente sì. Il corso è illuminante sia per capire cos’è (e cosa non è) il mondo dell’editoria in Italia sia per acquisire, grazie alle numerose esercitazioni pratiche, gli strumenti necessari a lavorare in una casa editrice. Nel corso si lavora tanto e si impara tanto. La presenza di docenti esterni specializzati, infine, permette di avere un’idea chiara sulle mansioni delle varie figure professionali e di scoprire qual è il “mestiere” più congeniale a ciascun partecipante.

Stefano Bertone, Corso principe ottobre-dicembre 2006

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Grazie al corso ho avuto la possibilità di fare uno stage trimestrale presso Dino Audino editore, dove la cosa più importante che ho imparato è l’abisso tra l’aspirazione alla perfezione che il corso ti insegna e la realtà di certi ambienti editoriali. Da Dino Audino ho fatto diverse correzioni di bozze e un paio di revisioni di traduzioni; ho messo su un database per il nascente ufficio stampa e gestito la pagina Facebook dell’editore. Ho imparato ad usare alcuni semplici codici html per riordinare il sito; ho fatto e spedito pacchetti, sbobinato conferenze, scritto newsletter e comunicati. Riassumendo, ho messo in pratica alcune capacità pratiche di cui il corso mi aveva dotata, ma purtroppo non mi sento di dire di aver imparato granché di nuovo o di pratico, se non la pazienza di non prendersela per le cose fatte male per ordini superiori. Dopo questa esperienza, e l’invio di vari cv, ho impaginato con buoni risultati un paio di tesi di laurea. Poi la mia “carriera” ha avuto un brusco stop, dovuto anche a questioni personali. Solo a giugno di quest’anno sono tornata nell’editoria grazie al blog contenitore SettePerUno di Valentina Aversano, conosciuta al corso. Qui mi sto occupando dell’ufficio stampa, una mansione che avevo sempre disdegnato e che ho scoperto invece piuttosto adatta alla mia voglia di fare e all’impegno costante ed entusiasta che so mettere nelle cose che mi piacciono. Redigo indirizzari, comunicati stampa, collaboro alla creazione e alla pubblicità degli eventi, mi occupo delle news del sito e prendo parte alla stesura delle rubriche. Grazie alla sicurezza che il corso mi ha dato nelle competenze prettamente redazionali, credo che sia questa la strada su cui voglio insistere nel mondo dell’editoria.

Il corso Oblique è stata davvero la cosa migliore che ho fatto in vita mia. Da sempre desideravo un futuro nell’editoria e lo sforzo e i risultati messi e ottenuti nel corso mi hanno fatto credere, e tuttora ci credo, che sia una possibilità reale. Sono stati mesi intensissimi, febbricitanti ed esaltanti in seguito ai quali ho appreso, come dicevo, buone capacità redazionali che sono la base della mia sicurezza. Inoltre ho imparato la precisione, il perfezionismo e la puntualità, nonché l’effetto inebriante del faticare per quello che ti piace. Forse vi sembrerà tutto un po’ romanzato, ma io l’ho vissuta esattamente così. Ancora oggi che sto cercando la mia strada nelle case editrici lo studio Oblique è un punto di riferimento.

Io lo faccio già. Lo raccomando a tutti coloro che sono interessati ad apprendere l’artigianato editoriale, a faticare e a imparare capacità che costituiranno il bagaglio imprescindibile per mettere piede nell’editoria vera.

Mara Bevilacqua, Corso principe aprile-giugno 2009

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Dopo aver frequentato il corso Oblique sono entrata alla Sandro Teti Editore per uno stage in redazione. L’editore mi ha subito coinvolto, insieme ad altri colleghi, nella redazione, correzione di bozze e nell’impaginazione di un titolo che aveva intenzione di pubblicare in occasione della fiera del libro di Roma. Nel novembre del 2010 viene pubblicato il libro Enciclopedia dello spionaggio nella Seconda guerra mondiale, un lavoro editoriale che mi ha dato la possibilità di vedere realmente in che consiste la redazione di un libro e tutte le sue fasi, dalla consegna del manoscritto dell’autore, alla correzione e all’editing, ai contatti con la tipografia per la stampa del libro. In un secondo tempo ho lavorato con l’ufficio stampa alla promozione del libro, fornendo tutte le informazioni per la diffusione dei comunicati stampa e per tutti gli eventi promozionali ad esso legati. Nel corso del 2011 ho fatto stage nella redazione di Mgc Edizioni e di Empirìa Edizioni. Con Mgc Edizioni ho svolto il mio lavoro da casa, ricevendo quotidianamente per email i titoli da correggere e da impaginare che l’editore intendeva pubblicare. In questo caso ho messo in pratica le indicazioni e gli accorgimenti da tenere in conto per una corretta conduzione del rapporto con l’editore del lavoro editoriale. Con Empirìa Edizioni ho svolto il lavoro in sede curando non solo la correzione delle bozze di alcuni libri, ma anche la stesura di comunicati stampa, l’aggiornamento della newsletter e del sito web della casa editrice e l’organizzazione di presentazioni di libri in sede.

Nel corso della mia fin qui breve esperienza editoriale, Oblique mi ha spinto a lavorare nel segno della serietà, della correttezza e della precisione, ponendo attenzione a tutti gli aspetti che riguardano il mondo editoriale. In particolare, mi ha spinto a tenermi sempre aggiornata su tutto ciò che accade nell’editoria e nel mondo culturale in generale, a costruire una cultura editoriale che mi permetta di esprimere giudizi e pareri editoriali. Non ultimo, mi ha spinto a leggere e a scrivere molto di più che nel passato.

Se potessi, rifarei di nuovo il corso Oblique! Sento fermamente di raccomandare il corso a coloro che intendono entrare nel mondo dell’editoria. Rispetto ad altri corsi editoriali presenti a Roma, a mio avviso Oblique, oltre a spingere gli allievi a formarsi una cultura editoriale e ad alimentarla continuamente, fornisce in modo concreto gli strumenti e le conoscenze per lavorare in una casa editrice e permette di vedere come funzionano i meccanismi al suo interno.

Annalisa Bizzarri, Corso principe aprile-giugno 2010

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Dopo aver frequentato il corso ho avuto la possibilità di svolgere uno stage presso una vivace casa editrice indipendente di Milano. L’occasione è stata procurata da Oblique, ed è stata una esperienza importante, ricca di spunti interessanti e momenti negativi. In quei tre mesi ho imparato che in editoria gli errori, le brutte esperienze e le umiliazioni valgono esattamente quanto le soddisfazioni, se non di più. Al Salone lnternazionale del libro di Torino, poco dopo, vendevo giornali per la libreria Luxemburg di Torino. Avevo conosciuto Elvira, Giuliano e Leonardo in occasione del Salone dell’anno precedente, facendo lo stesso lavoro. Giuliano mi ha consigliato di consegnare un cv nello stand di una casa editrice milanese molto importante e paludata. Con la scusa del giornale, ho fatto in fretta a intavolare una conversazione sulle necessità della casa editrice: anche questo un suggerimento di Giuliano. Prima capire cosa vogliono, poi proporsi. Sono stato richiamato un paio di settimane dopo, ricevendo un invito a presentarmi in casa editrice. Dopo un paio di colloqui sono entrato a far parte dello staff della casa editrice, come responsabile della compilazione degli ebook, dell’aggiornamento del sito e di altre piccole incombenze legate ai media elettronici. Dopo poco, poiché avevo competenze in àmbito grafico, sono stato spostato nell’ufficio grafico della casa editrice. La passione crescente per questa nuova mansione mi ha fatto intraprendere altre collaborazioni, anche al di fuori dei normali canali editoriali. Nel frattempo, grazie a Leonardo, sono riuscito a collaborare con una importantissima casa editrice torinese, attiva soprattutto nell’editoria di servizio, in qualità di redattore e editor.

L’imprinting di Oblique è fondamentale: più che un corso per redattore, a posteriori, lo considero un avviamento alla professionalità in àmbito culturale: insegna la curiosità, la passione per il progetto culturale (nella forma e nel contenuto del libro, ma applicabile con successo ad altri campi), la consapevolezza che solo da un lavoro duro possono nascere risultati importanti, e, non ultimo, un metodo solido per il lavoro editoriale. Il corso ha dato tantissimo, è molto duro. In eguale misura è stimolante e totalizzante. Sono tre mesi che restano nel cuore (e nel cuscino, dormire otto ore per notte non è stato possibile, e fa parte del training editoriale). Il corso continua a dare perché Leonardo, Giuliano e Elvira sono sempre disponibili a elargire consigli, a dirimere dubbi e perplessità, ad aiutare e a informare di eventuali possibilità di lavoro e formazione. Anche dopo tre anni. L’ultima volta un paio di settimane fa.

Tutta la vita. Buona fatica.

Giorgio Calandri, Corso principe ottobre-dicembre 2011

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Non posso dire di essere stato fortunato dopo il corso, ma ho certamente fatto alcune esperienze positive a cui non mi sentirei di rinunciare per una carriera già lanciata. L’unica chance di fare il redattore l’ho avuta proprio da Oblique per uno stage esterno in cui mi occupavo di valutare manoscritti e impaginare rassegne stampa. Quasi subito sono stato contattato da un ex compagno di corso che intendeva creare una rivista online. Il suo progetto era originale e specifico e funzionò quasi immediatamente, tanto che in pochi mesi dovemmo confrontarci con i nostri limiti. La forza di quel progetto mi ha fatto guadagnare un po’ di attenzione da parte di potenziale clientela e così nuovi lavori; per gli altri che vi presero parte è stata l’occasione per lanciare un’agenzia editoriale. Grazie all’interesse di un altro ex compagno di corso ho potuto realizzare altri due siti web: il suo personale e quello di una casa editrice che in seguito mi ha affidato il design di due loro collane editoriali, la produzione di un logo e altri incarichi grafici. Nello stesso periodo tentavo di lanciare una mia azienda, o meglio un’etichetta grafica, come la chiamo io. La decisione di interrompere l’attività di grafico è maturata nell’arco dei mesi successivi al primo anno di dopo corso, mesi in cui le uniche offerte di lavoro erano per siti web o book trailer. Ho amaramente accettato che la grafica mi allontana sia dall’obiettivo che dallo scopo, vanificando anni di studi e sacrificio, e non essendomi mai stata utile neanche come punto d’accesso a una casa editrice non valeva certamente la pena di continuare a proporsi in quella veste. Oggi lo faccio quasi esclusivamente per me stesso, per progetti personali e per continuare l’esperienza in sé. È ancora una fonte di sostentamento, ma da prendere a piccole dosi e preferibilmente non dal settore editoriale, altrimenti vi si rimane incagliati. Da settembre sarò in stage presso un piccolo e giovane quotidiano di Roma, come redattore e pubblicista. Non era nei miei progetti passare “all’altra editoria” ma l’idea di lavorare in un magazine mi piace ancora e mi auguro che l’esperienza sia fruttuosa. Non so se avrò mai occasione di “fare i libri” ma è chiaro che occasioni di altro genere non sono mancate. Difficili, talvolta piuttosto sofferte e molto meno lineari di quelle che hanno avuto alcuni miei ex compagni di corso, sono state tutte esperienze importanti, anche quelle concluse nell’amarezza, perché tutte mi hanno insegnato qualcosa, sia sull’ambiente editoriale e le persone che lo vivono che su me stesso e le mie possibilità.

Scherzando, al tempo lo battezzai “il corso di sopravvivenza editoriale”. Oggi, seguendo l’esempio illustre di Pulitzer – quando spiegava la sua scuola di giornalismo –, si potrebbe continuare a sorridere e fare un’analogia militaresca concludendo che quello di Oblique sta all’editoria come l’addestramento dei marine americani sta all’esercito. Corsi di cui mi hanno raccontato i colleghi potrebbero essere paragonati all’accademia di West Point o a qualche scuola per ufficiali gentiluomini dal carattere flaccido che attendono la fine della battaglia con l’attendente che serve tè e pasticcini. Altri potrebbero essere minimi o vaghi: due colpi sparati al bersaglio grosso, due granate dentro un crepaccio, zaino in spalla e via al fronte. Il corso di Oblique più che un’esperienza formativa è un’esperienza concreta che garantisce poi di non essere massacrati nel mondo reale, dove non si studia ma si lavora. Mi ha lasciato quindi questo tipo di tempratura da marine-redattore con cui oggi affronto qualsiasi colloquio di lavoro senza timore e qualsiasi sfida professionale con la certezza di venirne a capo. Mi ha allenato a stare sveglio e fare l’alba lavorando, a spendere ogni risorsa fisica e mentale per l’obiettivo più prossimo, a non disperare perché chiuso quello verrà rimpiazzato da uno identicamente urgente e impegnativo, che meriterà la stessa esattezza e cura infinitesimale e che dovrà riuscire perfetto come il precedente e come il successivo. Ad anni di distanza, ancora mi risuonano nella testa le parole dell’insegnante nella primissima lezione: “Il redattore è il mestiere dell’esattezza”, un motto che chi è del mestiere dovrebbe farsi tatuare, e “siete pronti a leggere un manoscritto in una notte? Siete pronti a leggere un brutto manoscritto in una notte?”. Con un po’ di coraggio fu impossibile non sposare quel tipo di sfida. È stata, inoltre, un’esperienza gratificante oltre il contributo formativo. Ricordo bene come a fine corso fossi felicemente strafatto di adrenalina mentre si viveva sulla cresta dell’onda le consegne incalzanti degli onerosi progetti finali. Nei momenti di calma piatta rimpiango quel periodo emozionante e confesso che avrei voluto viverlo anche se il corso non avesse schiuso una carriera per me. A volte mi convinco addirittura che mi divertirei molto a rifarlo daccapo. Ovviamente, oltre a temprare, il corso costruisce o consolida una base tecnica e culturale per iniziare a lavorare, ma non si può pretendere che completi il percorso formativo di un redattore professionista. Non mancando, tra gli insegnanti, modelli da seguire vi si fornisce invece un’idea chiara di quello che dev’essere il punto d’arrivo della figura professionale del redattore. Questo e una visione obiettiva dell’ambiente editoriale aiutano sicuramente a crescere nella direzione giusta e a non incespicare – anche economicamente – durante il cammino. Può forse sembrare poco all’inesperto o al dilettante, ma è il bagaglio vitale per avventurarsi fuori dalla porta di casa e dubito che altri corsi possano vantare una formazione tanto vera.

Mi è capitato piuttosto spesso di consigliare questo corso ad altri. Non manco mai di farlo se mi capitano persone realmente interessate all’editoria e che mi abbiano colpito con una certa prontezza intellettuale. Non cerco invece di valutare se dispongono di sufficiente determinazione per farcela. Il carattere è un requisito fondamentale, ma poiché può essere conquistato sul campo – come saggezza e cultura – dev’essere valutato nel tempo. È una sfida privata di chi intraprende questa strada. Credo che, più o meno, passione, prontezza e carattere siano i requisiti per affrontare questa carriera e questo corso. Chiunque ne sia in possesso dovrebbe pensare di provarci.

Federico Caprari, Corso principe ottobre-dicembre 2008

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Dopo il corso principe per redattori editoriali la mia carriera editoriale è continuata con uno stage di sei mesi presso la casa editrice emons:audiolibri. Terminato lo stage ho deciso di approfondire l’impaginazione e la grafica editoriale con la grafica Rachele Lo Piano, con la quale attualmente collaboro per l’impaginazione di ebook. Successivamente ho conosciuto l’editrice Emilia Aru della casa editrice italofrancese Portaparole, con la quale attualmente collaboro per la lettura e la correzione di bozze dei loro manoscritti. Inoltre ho da poco cominciato a scrivere per il blog di viadeiserpenti.it

Subito dopo il corso ho compreso come sia essenziale conoscere gli aspetti più tecnici del lavoro editoriale e come questi siano imprescindibili l’uno dall’altro. Ho acquisito conoscenze e strumenti indispensabili che mi hanno aperto la mente e consentito di continuare la mia formazione di studio e di lavoro.

Mi sento senza dubbio di consigliare la scuola di Oblique (come d’altronde ho già fatto) a chiunque sia interessato a capire, conoscere e imparare con passione e sacrificio i diversi “mestieri “ all’interno di una casa editrice.

Alessandra Craus, Corso principe aprile-giugno 2012

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Una volta terminato il corso (aprile-giugno 2013) sono stato assegnato alla casa editrice Fanucci per uno stage di tre mesi (settembre-dicembre 2013). Terminato lo stage, ho iniziato con la medesima casa editrice una collaborazione come correttore di bozze esterno – intervallata da un nuovo stage all’interno della redazione nel mese di luglio 2014 – che prosegue tuttora.

Attraverso un’intensa serie di esercitazioni il corso trasmette i fondamenti dell’attività editoriale: le conoscenze teoriche e le abilità pratiche, il senso della serietà nel lavoro, lo spirito di sacrificio, la tensione verso il continuo superamento dei propri limiti in vista di un risultato finale – il libro – che necessita di ogni possibile cura in quanto contributo al patrimonio culturale e in nome del rispetto per il lettore. Dopo il grande sforzo del corso si ha l’impressione di aver acquisito una concezione nobile dell’editoria come esito di un denso periodo di apprendistato, e la connessa consapevolezza che ogni successiva esperienza editoriale andrà affrontata con lo stesso atteggiamento di umiltà, serietà e apertura all’apprendimento che il corso insegna.

Ritengo che il corso sia da consigliare a tutti coloro che, previo un esame serio e sincero di sé stessi e della propria disponibilità al sacrificio, desiderino confrontarsi con un’esperienza formativa intensa e sofferta in grado di trasmettere a chi la compie un amore profondo, radicato e consapevole per il processo di gestazione del libro in tutte le sue componenti materiali e morali, e il senso delle responsabilità che esso comporta.

Stefano De Luca, Corso principe aprile-giugno 2013

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Dopo il corso principe per redattori editoriali ho effettuato uno stage di tre mesi presso Sandro Teti Editore, poi ho iniziato a operare come free lance. Ho dato vita a Luminol, un blog letterario dedicato esclusivamente agli scrittori italiani esordienti e circa un anno dopo, assieme ad altri tre miei colleghi (due, ex corsisti Oblique), ho creato l’agenzia editoriale Pantagruel. Pantagruel da novembre 2010 esordirà anche con una collana di narrativa italiana per le Edizioni Socrates di Roma; il primo testo sarà il romanzo breve Aspetta primavera, Bianciardi di Flavio Santi. Io in particolare mi occupo dello scouting degli scrittori italiani esordienti (in tal senso attualmente sto rappresentando, fra gli altri, due testi segnalati al premio Calvino 2010).

Il corso principe per redattori editoriali, soprattutto se affrontato con forti motivazioni come nel mio caso, insegna tre cose fondamentali per lavorare nell’editoria: l’importanza della dedizione al proprio lavoro, la professionalità e il rigore, la disponibilità a mettersi in discussione e al continuo studio. Tre dinamiche che si imparano sul campo, giorno dopo giorno, lavoro dopo lavoro.

Il corso principe per redattori editoriali Oblique è a parer mio quanto di più serio si possa consigliare a chi desidera poter lavorare nell’editoria. Ovviamente il corso non basta, ma è un’ottima base su cui poter costruire poi il proprio profilo professionale.

Alessandro De Santis, Corso principe ottobre-dicembre 2008

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Dopo il corso mi è stato proposto uno stage nell’ufficio stampa dell’editore Nutrimenti, un’esperienza che mi ha permesso di misurarmi con questo ruolo e di svolgere giorno per giorno tutte le attività di ufficio stampa e comunicazione (redazione dei comunicati e delle schede dei libri, invio dei libri in lettura, telefonate con i giornalisti, rassegna stampa, aggiornamento profili social network). Successivamente ho svolto un stage alla Fandango, dove ho potuto collaborare oltre che con l’ufficio stampa anche con la redazione (lettura manoscritti, correzione di bozze e impaginazione). Lo stage si è trasformato in una collaborazione e oggi sto seguendo la lavorazione di diversi libri.

Oltre a darmi le conoscenze tecniche e pratiche del mestiere, il corso mi ha fornito gli strumenti per continuare ad accrescere e approfondire la mia preparazione e per tenermi aggiornata.

Assolutamente sì. Per chi desidera fare questo lavoro, il corso è sicuramente il modo migliore per acquisire le competenze necessarie e per farsi un’idea chiara del mondo editoriale (comprese le difficoltà a cui si va incontro e l’impegno e la dedizione che vengono richiesti).

Serena Di Ceglie, Corso principe aprile-giugno 2009

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Stage presso Oblique, collaborazione occasionale come redattrice esterna per Fanucci e Carocci, collaborazione con la Domenica del Sole 24 Ore, impiego stabile – a tutt’oggi in corso – nella redazione di Castelvecchi.

Che il corso fosse un’esperienza fondamentale nella mia formazione è stato chiaro anche durante il suo svolgimento. Il corso trasmette perfettamente le peculiarità del mestiere di redattore, a mio avviso impegno maniacale ed efficienza, e lo fa simulandone ritmi e compiti. In questo modo, dà allo studente la possibilità di capire quanto le proprie idee sul lavoro editoriale siano realistiche e di valutare la propria attitudine al mestiere.
Oltre all’approfondimento di tutte le fasi del lavoro editoriale e all’attenzione estrema per la scrittura (dopo non si scriverà più come prima), il corso prepara davvero alle due mansioni fondamentali del redattore, l’impaginazione e la correzione di bozze, e insegna la precisione nella gestione del lavoro. Usciti dal corso, si ha la sensazione di aver imparato un mestiere.
Infine, il corso è gestito in modo serio e appassionato da persone iperpreparate, che non guardano mai l’orologio, né durante i mesi del corso né dopo (anche a distanza di anni).

Assolutamente sì. Lo consiglio spesso a chi è in cerca di un corso editoriale veramente serio e ha il tempo e la possibilità di impegnarsi a fondo per qualche mese e, si spera, per molto di più.

Lavinia Emberti Gialloreti, Corso principe aprile-giugno 2012

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Una volta concluso il corso Oblique (giugno 2012) ho iniziato uno stage presso Castelvecchi editore da settembre 2012 a gennaio 2013. In questo periodo ho impaginato e corretto bozze per Castelvecchi e per altri marchi del gruppo Lit (nella fattispecie Elliot, Ultra e Orme). A gennaio mi hanno “confermato”, così il mio stage è proseguito fino a giugno con un rimborso spese, e poi a luglio sono stata assunta con un contratto di apprendistato di tre anni. Dall’ingresso in casa editrice in qualità di correttrice di bozze o poco più, sono stata lanciata nel mondo redazionale e ho cominciato a seguire i libri anche per quanto riguarda l’editing alle bozze, il confronto con gli autori o i curatori, la revisione della traduzione, il controllo dei testi di copertina e infine il visto si stampi. Ovviamente, tutto questo coniugato con la gestione (coordinata dal caporedattore) dei tempi della tipografia e di quelli dell’ufficio stampa per la promozione. Inoltre, periodicamente mi occupo della correzione delle schede libro per i copertinari e i cataloghi per le fiere, e del materiale promozionale.

Il corso Oblique mi ha fornito delle solide basi e mi ha permesso di addentrarmi nell’editoria con consapevolezza e strumenti adeguati. La cura per il lavoro redazionale (e non solo) appresa durante il percorso compiuto insieme a Elvira, Giuliano e Leonardo (e a tutti gli esperti intervenuti alle lezioni) continua a essere un punto di riferimento, nonostante il ritmo lavorativo spesso non lasci spazio all’artigianato editoriale. Pur rimanendo in àmbito umanistico, gli studi universitari non mi hanno permesso di entrare in contatto con la materia libro; grazie al corso Oblique ho avuto l’occasione di scoprire un mondo amato da sempre, ma a volte mitizzato, offrendomi l’opportunità, attraverso lo stage, di saggiare il lavoro in una casa editrice.

Mi sento di consigliare e ho consigliato di frequentare il corso Oblique, perché ritengo che sia uno dei corsi migliori per acquisire gli strumenti necessari al lavoro editoriale. È vero che l’esperienza si impara sul campo, ma credo che senza un valido equipaggiamento si va poco lontano. In tre mesi, il corso è in grado di fornirti i mezzi con cui iniziare, per poi continuare a crescere.

Giulia Eusebi, Corso principe aprile-giugno 2012

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Al termine del corso ho fatto uno stage di sei mesi presso una casa editrice di Roma, edizioni e/o, con la quale in seguito ho iniziato a collaborare da esterno. Dopo circa sei mesi, grazie sempre alla stessa casa editrice, ho preso contatto con un service editoriale e il mio lavoro è accresciuto considerevolmente. Adesso lavoro come redattore a tempo pieno.

Il corso mi ha preparato a svolgere il lavoro redazionale al meglio delle mie potenzialità, ma soprattutto mi ha reso abile nel districarmi in situazioni impreviste. Ha posto le basi insomma affinché apprendessi in poco tempo un mestiere.

Lo raccomando caldamente.
Se non avessi trovato un ambiente così favorevole durante lo stage, probabilmente non sarei nelle soddisfacenti condizioni in cui posso dire di trovarmi ora. Serve molta fortuna.

Giuliano Ferrara, Corso principe ottobre-dicembre 2012

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Subito dopo ho il corso, mediante Oblique Studio, ho iniziato uno stage di tre mesi presso la redazione dell’editrice nottetempo. Finita questa esperienza, mi sono rimboccata le maniche inviando curricula ovunque e lavorando, per quasi due anni, nella redazione di Gargoyle Books come correttrice di bozze, valutatrice di manoscritti (anche in lingua inglese) e standista per le fiere del libro. Grazie a un’occasione concessami nuovamente dal team Oblique, ho collaborato alla stesura e alla correzione di bozze dell’Enciclopedia contemporanea dei comuni d’Italia, edita da Pubbliedi. Per quest’ultima società ho continuato a lavorare per un paio di mesi per poi collaborare, tramite appalto esterno della ditta Ipernico, presso l’agenzia di comunicazione Korus. Per Korus mi sono occupata della correzione di bozze, uniformazione e normalizzazione delle pubblicazioni di Eni SpA. Al termine dei 3 mesi ne ho svolti altri 6 di stage come copywriter, continuando da un lato a lavorare come unica redattrice capo per Eni, dall’altro mandando avanti creatività extra. Ho per esempio redatto tutti i testi (web e cartacei) per le imprese femminili del piano incentivi Cento Imprese e partecipato alla realizzazione di alcune campagne pubblicitarie per Enel, Poste Italiane e Fmi. Sempre in ambito copywriting, ho collaborato con Agenzia D per quello che concerne la creatività di Tre carote sul comò, una campagna di sensibilizzazione contro l’obesità infantile promossa dalla Regione Lazio. Mi sono occupata anche di web copywriting, studiando in totale autonomia i principi base Seo (Search Engine Optimization), e ho guadagnato delle collaborazioni con dei portali gestiti dalle società Bestnet, Infobyte e altri. Parallelamente ho continuato il lavoro di redazione occupandomi della correzione delle bozze delle riviste Hera e I Misteri di Hera (Acacia Edizioni) e lavorando per i freepress romani Domenica Roma e Insider Magazine e Insider Personal Shopper. Tra le esperienze più gratificanti la responsabilità affidatami dall’editrice PlayPress, per cui mi occupo di redazione e correzione di bozze da ormai due anni, ma anche e soprattutto dal brand Mondo Convenienza, per cui rivesto il ruolo di copywriter. Attualmente lavoro come frelance e posseggo partita Iva.

Il corso mi ha sicuramente aiutata ad acquisire le nozioni base del lavoro di redattore. Ho imparato a capire, capire davvero, il significato delle parole “precisione”, “time table”, “ordine”, “meticolosità” ma anche “curiosità”. Tutte cose, queste, che oggi mi accompagnano, talvolta col ciglio severo, talvolta col sorriso ironico e sornione. Bastone e carota, penna rossa e matita, rigore e clamore. Poco, ma buono.
Credo, in poche parole, che chiunque voglia iniziare ad avvicinarsi al mondo dell’editoria potrà trovare il corso principe un buon punto di partenza. Per me ha rappresentato l’inizio di un percorso di crescita, formativo e professionale, che mi ha cambiata. Perché è da lì che è iniziato, infondoinfondo, tutto.

Sì e, in tutta franchezza, l’ho già fatto più di una volta. Questo perché so che le persone che lavorano nell’agenzia sono professionalmente molto preparate e sono capaci di offrire agli allievi un’infarinatura generale, che spessissimo entra nello specifico con prove, esercitazioni, incontri, dibattiti e quant’altro. Come ho già detto, credo che il corso sia un valido punto di inizio. Di inizio, assolutamente non di arrivo (ma questo lo do per scontato).
Un corso non è una chiave. Un corso non apre le porte. Un corso è la mano che aiuta a prendere le chiavi. Chiavi che abbiamo in tasca o che, a volte, ci accorgiamo di aver dimenticato a casa. E a quel punto a poco serve “il” o “qualunque” corso. Il corso principe in redazione editoriale di Oblique è senza dubbio una mano grande e forte, una mano che chi ne ha già due, di grandi e forti, vorrebbe avere. Dopo questa esperienza formativa, soprattutto, è un bene studiare. Capire quale dei mille sentieri che si sono diramati di fronte a noi sarà il nostro. E non studiare solo per saper rispondere a domande a cui si vorrebbe saper rispondere. Studiare per il proprio lavoro, anche quando ancora non c’è. Studiare persino qual è il miglior tipo di penna per correggere le bozze. Studiare metodi di scrittura alternativi, mezzi di comunicazione unconventional, libri in lingua straniera. Ecco, forse è questa la cosa che più di ogni altra il corso mi ha lasciato. La voglia di conoscere. La sete di sapere.

Valentina Falcinelli, Corso principe ottobre-dicembre 2006

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Dopo il corso ho fatto rientro definitivo a Firenze, mia città natale, rinunciando così alle possibilità (entrambe offerte da Studio Oblique) di uno stage in casa editrice a Roma, e successivamente di uno a Milano. Grazie al contributo di Oblique, come a quello di colleghi e amici corsisti, nei mesi successivi sono riuscito a sostenere colloqui con le principali case editrici fiorentine, raccogliendo nuovi contatti e preziose informazioni sul panorama editoriale del capoluogo toscano, scoprendo tuttavia molto difficile la possibilità di effettuare uno stage, anche non retribuito. Ho tentato anche con le pochissime agenzie letterarie presenti sul territorio, nonché con le redazioni di alcuni quotidiani, riviste e agenzie pubblicitarie. Nella giostra incessante di e-mail, telefonate e presentazioni (attiva ancora oggi, a distanza di ormai due anni), in molti hanno apprezzato curriculum ed entusiasmo, pochissimi hanno ventilato l’ipotesi di future prospettive, e nessuno ha concretamente proposto. Tra innumerevoli candidature, profili qualificatissimi e pochi, quasi inesistenti, posti disponibili, la ricerca si è rivelata finora fallimentare. Salvo proposte trascurabili, saltuarie collaborazioni esterne per battitura di testi, correzione di tesine universitarie e qualche impaginato, si è poi aperta la possibilità (non colta) di intraprendere la formazione per agente di vendita presso Giunti. Nel frattempo ho collaborato con la redazione di Luminol, recensendo opere prime di narrativa italiana e compilando alcune schede di lettura. Da marzo 2010 sono stato assunto da Fnac Italia per l’apertura di un nuovo negozio, tra le province di Prato e Firenze, come addetto alle operazioni ausiliare di vendita del dipartimento editoriale (reparto libro).
 
Come la maturità prima, poi la laurea, il corso coincide con un preciso punto di valico, d’intensità memorabile, ben al di là della didattica e dei meri contenuti. L’impronta del corso è memoria attiva, strumento di lettura sempre in uso. Editoria è artigianato, arte e mestiere, e l’affetto per il corso è lo stesso dell’apprendista per il primo laboratorio, angusto e incomprensibile, tra difficoltà, polveri e infiniti errori, ma con nuove e fierissime cicatrici da esibire sulle mani nude. È atteggiamento critico, è metodo. È pure impegno politico, vi si aderisce come a una buona idea: finché è tale non la si abbandona.

Già lo faccio. A patto di intravedere la reale volontà di misurarsi con il lavoro editoriale, accettarne le derive, amarne le contraddizioni e il peso. Fra i meriti più forti del corso, quello di non generare iati fra la didattica dell’editoria e la realtà editoriale, conservando così il rigore teorico, l’autorevolezza scientifica, senza omettere o alterare la concretezza della professione applicata. Abilità rara, d’avanguardia, per l’attuale panorama nazionale. Percorso impegnativo e ricchissimo, utile non solo al futuro redattore, ma a qualsiasi lavoratore editoriale, come a qualsiasi creatore, curatore, produttore, distributore o consumatore di contenuti culturali.

Paolo Grassi, Corso principe ottobre-dicembre 2008

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Ho avuto un’esperienza di stage della durata di tre mesi nella redazione della casa editrice Alberto Gaffi, in cui ho avuto modo di perfezionare alcune capacità acquisite durante il corso e farle mie. Poi, purtroppo, ho dovuto interrompere momentaneamente la mia corsa al sogno editoriale a causa di impegni accademici.

Il corso è stata un’esperienza straordinaria per me. Ha superato le mie aspettative, dimostrandosi all’altezza di quel che promuove e fornendomi una conoscenza tutt’altro che superficiale sul funzionamento dell’editoria in Italia e sui mestieri che è possibile svolgere al suo interno. Leonardo, Giuliano ed Elvira sono stati il mio primo approccio a questo mondo, si sono sempre dimostrati pazienti, appassionati e disponibilissimi, a distanza di oltre un anno so ancora che in qualunque momento io possa avere dubbi, incertezze o necessità di chiedere consigli, posso contare su di loro.

Sì, senza riserve. Io ci sono capitata per caso, ma da allora lo consiglio a chiunque, persino a chi non necessariamente voglia fare editoria ma abbia una passione per il libro. Costituisce un percorso avvincente e faticoso, una sfida con sé stessi. Mi sento di fare soltanto una raccomandazione: è importante scegliere il momento giusto per affrontarlo. Io l’ho fatto non avendo ancora concluso i miei studi, e per questo motivo non ho potuto sfruttare appieno il post-corso come avrei voluto, ossia concentrandomi pienamente sul lavoro in redazione e cercando nuove possibilità.

Gloria Laursen Forese, Corso principe aprile-giugno 2009

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Ho passato sei mesi da stagista, senza retribuzione, presso la Sandro Teti Editore, e successivamente altri tre con un rimborso spese. Da settembre 2012 lavoro come impaginatore e grafico alla Carocci editore. Ho, attualmente, un contratto di apprendistato.

Il corso è tosto, fortunatamente. È stato fondamentale per la mia esperienza lavorativa. Sempre stimolante e totalizzante, sia a livello temporale che mentale, per tutta la sua durata. I contatti postcorso, se pur discontinui, continuano ad esserci, e credo che questa continuità sia coerente e necessaria dato l’impegno che un corso del genere richiede.

Lo consiglierei sicuramente come esperienza formativa e come possibile viatico per l’inizio di una carriera nel mondo dell’editoria, ma non fatevi troppe illusioni per il dopo. A onor del vero non tenteranno di illudervi, anzi.

Ulderico Iorillo, Corso principe aprile-giugno 2011

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Praticamente subito dopo la fine del corso principe, più o meno nei giorni delle discussioni dei saggi finali, verso fine gennaio 2010, mi è stato comunicata la possibilità di uno stage presso Isbn edizioni. Per inciso, Isbn era la casa editrice il cui catalogo rispecchiava con più precisione i miei interessi e le mie attitudini: cosa che non sembra importante, ma alla fine lo è (avevo scelto il campo editoriale per questo; per il fatto che l’istinto e le passioni contassero ancora, nonostante tutto, qualcosa). Ho iniziato lo stage la prima settimana di febbraio. Sono arrivato in redazione in un momento in cui la casa editrice stava inaugurando una nuova collana di inediti e stava facendo partire una collana di ristampe più o meno ragionate: lavoro ce n’è stato fin da subito. Ho iniziato con le bozze; ho continuato con revisioni di traduzione e ancora bozze, poi impaginazioni e scrittura. Ho avuto la fortuna non scontata di curare dall’inizio alla fine libri che erano esattamente i libri che avrei voluto leggere in quel momento. Nel momento in cui Isbn ha iniziato a convertire i propri volumi in formato ePub per il mercato eBook ho gestito il processo di rielaborazione dei primi testi. Dopo la fine dello stage, a maggio, ho continuato a collaborare con Isbn come redattore freelance, un po’ in redazione e un po’ a casa, ma soprattutto in redazione per gestire meglio il tutto: correzione di bozze, revisioni, impaginazioni, testi redazionali di vario tipo, varie ed eventuali. Nel frattempo, attraverso i contatti di Isbn, ho collaborato come correttore di bozze con altre case editrici: ho anche fatto le bozze a un numero della rivista per soli uomini Maxim, cosa che rimane un’esperienza di cui sono orgoglioso. Ora, settembre 2010, rimango collaboratore freelance: spero giungano a breve aggiornamenti.

Dirlo è banale, ma dopo mesi dalla fine Oblique rimane un’esperienza importante e decisiva. Fossi finito in casa editrice senza un corso del genere alle spalle (che era più o meno quel che volevo fare fino a pochi mesi prima) avrei passato la durata dello stage soltanto a capire da che parte ero girato. Invece son riuscito a lavorare subito, ed è probabile che questo mi abbia risparmiato un sacco di fotocopie (non tutte, ed è giusto così). Oblique è già a suo modo uno stage, oltre ad essere un corso. Oltre a tutti gli altri vantaggi, questo implica un discreto guadagno di tempo. Sono uscito da Oblique con la convinzione un po’ arrogante di essere un professionista maturo, la realtà della casa editrice mi ha fatto capire che ero semplicemente un apprendista competitivo (spero), ma mi ha anche fatto capire che prima del corso non solo non ero un buon apprendista, ma non ero neanche quel tipo di apprendista che poi diventa un vero professionista. Un effetto un po’ bizzarro di Oblique è che dopo, quando arrivano i momenti di caos e pressione alle chiusure dei libri e di ogni altra cosa, ti diverti di più di quando non lavori con tranquillità e tempi lunghi. Sotto alcuni punti di vista è un po’ inquietante, ma viene utile piuttosto spesso. Poi è ovvio, il passaggio dalla simulazione alla realtà i suoi segni li porta (ma d’altra parte Oblique ti avverte con cura che il mondo dell’editoria è un posto caotico e per certi versi frustrante). Oblique crea la situazione professionale ideale (intendendo per ideale una situazione in cui se il lavoro non è finito si fan le tre di notte per finirlo), senza le variabili impazzite e l’imprevisto sistematico che spopolano, stando alla mia limitata esperienza, in una casa editrice. L’impostazione del lavoro in Oblique è sistematica, austera, priva di ambiguità, con una direzione precisa e ben chiara fin dall’inizio. Si sa sempre che cosa si deve fare, perché, quali sono i paletti invalicabili di cui tener conto nell’approcciarsi a un lavoro e quali elementi invece rimangono a propria discrezione. Fuori non sempre; ci vuole un po’ di tempo per abituarsi.

Sì.

Umberto Ledda, Corso principe ottobre-dicembre 2009

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A maggio 2013 ho cominciato uno stage presso la casa editrice 66thand2nd, con l’accordo che sarei rimasta fino a dicembre. Pochi giorni dopo ero già immersa nella realtà del Salone del libro di Torino: presentazioni, promozioni, vendita di libri, contatto diretto con gli autori presenti.
Se il mio è stato uno stage in redazione (bozze, stesure di testi per il sito internet e impaginazioni non sono certo mancati), è anche vero che in una casa editrice piccola bisogna essere in grado di ricoprire più mansioni. E così ho collaborato all’archiviazione della rassegna stampa, alla vendita diretta dei libri nelle fiere, mi sono occupata dei social network e ho anche avuto la possibilità di partecipare a tutte le riunioni della casa editrice, che sembra cosa da poco ma che invece mi ha insegnato moltissimo. Ho continuato fino a gennaio 2014, mese nel quale ho collaborato con l’ufficio stampa fino all’arrivo di una nuova stagista.

Parto da un esempio concreto, che mi viene in mente leggendo la domanda. Ho sempre saputo come si scrive “qual è”, ma da quando è finito il corso, ecco, se per caso mi capita di incontrare questo o un errore ortografico altrettanto grave da qualche parte, mi viene fuori una rabbia strana, e sento di far parte di quell’esercito invisibile che vuole servire con affetto e dedizione la lingua scritta, senza sconti. E questo l’ho capito grazie a Oblique. Il corso mi è servito non solo per la mia formazione lavorativa – ho imparato davvero un mestiere che posso rigiocarmi nel mondo del lavoro – ma è stato anche un test attendibile per capire le mie vere capacità e le mie attitudini.

Sì, e l’ho già fatto. Da Oblique si impara quello che altrove è troppo spesso considerato superfluo, cioè che per ottenere risultati e per imparare davvero un mestiere bisogna sudare e lavorare e studiare e migliorare e ogni tanto sbattere la testa contro le proprie debolezze. Quando mi capita di consigliare il corso premetto però sempre che la strada nel mondo dell’editoria è tutt’altro che facile, e che l’impegno richiesto dal corso è tale che solo con una grande motivazione si può sperare di arrivare alla fine indenni. Ed è forse proprio questa la sfida più bella.

Francesca Lenti, Corso principe ottobre-dicembre 2012

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Grazie al corso ho avuto l’opportunità di fare uno stage di tre mesi presso la casa editrice Full Color Sound. Finito lo stage, però, l’editoria sembrava stranamente in grado di mandare avanti la baracca anche senza di me. Per fortuna al corso per redattori avevo conosciuto Valentina Aversano, ideatrice di SettePerUno, e da quasi un anno faccio parte della redazione.

Dal punto di vista pratico, il corso mi ha dato tante competenze in più: impari la correzione di bozze, l’impaginazione, come si fa una buona sintesi. Impari soprattutto cose difficili da insegnare, perché non fanno parte della tecnica, ma della sensibilità. Fare l’editing, per esempio, o valutare un testo. Il corso saprà indicarvi delle strade, mostrarvi degli esempi (procedere per esempi è il punto forte di ogni buon insegnamento), ma soprattutto saprà alimentare i vostri dubbi. Ecco, dal punto di vista umano, io ho imparato che non tutto è dato, che molte cose puoi impararle, altrettante saprai affinarle con l’esperienza, qualcosa dovrai sperare di averla già in te, il talento o la determinazione, o la voglia di conoscere gli uomini, la curiosità per tutto quello che non sai ancora. Mi sono persa d’animo molte volte nel corso dei tre mesi, mi sono detta che non ero all’altezza, che non ce l’avrei fatta. Ma ogni volta si faceva sentire il desiderio di riuscire, nonostante la stanchezza. Impari ad essere forte, al corso, a metterti alla prova sfidando tutte le debolezze, impari il senso della conquista.

Sì. Ma solo se i libri sono il vostro pensiero fisso. Se è per ingannare il tempo o perché al corso di scrittura creativa avevano terminato i posti, lasciate perdere. Servono passione e impegno assoluti.

Maria Lo Conti, Corso principe aprile-giugno 2009

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Ho frequentato il corso nella primavera del 2008. Da luglio a ottobre dello stesso anno ho fatto uno stage presso l’editore Dino Audino, da cui sono stata assunta al termine del tirocinio, per sostituire un redattore dimissionario, e per il quale lavoro tuttora. Nella Dino Audino non sono mai stata una redattrice a tempo pieno. Durante lo stage mi sono data un gran da fare, rendendomi sempre disponibile e cercando di essere autonoma e propositiva, e – sia in quanto stagista privata di diritti e dignità e intenzionata a imparare il più possibile, sia a causa delle piccole dimensioni della casa editrice – ho fatto di tutto e di più: dalla promozione ai pacchetti da spedire all’ufficio postale, passando per la correzione di bozze. Attualmente mi occupo di aspetti propriamente redazionali (correzione di bozze, valutazione di traduzioni e di testi, editing, rapporti con autori e traduttori ecc.) e di altri di cui farei volentieri a meno: ufficio commerciale e ufficio diritti. Da un anno e mezzo collaboro come editor e correttrice di bozze con l’agenzia letteraria Corpo3. Ho tradotto due manuali dall’inglese e curato la pubblicazione di un libro.

Il corso mi ha preparata ad affrontare i diversi aspetti del lavoro editoriale, rendendomi così capace di svolgere funzioni di vario genere, senza rinunciare a capire e approfondire quelli in cui riesco meglio; la poliedricità si è rivelata essenziale. La formazione relativa al lavoro sul testo, in tutti i suoi passaggi, è la più preziosa. Il corso mi ha inoltre fatto capire l’importanza di un requisito necessario per svolgere il mestiere di redattore: la precisione, quindi il rispetto delle scadenze e la scrupolosità.

Il corso è il migliore su piazza per il rapporto qualità/prezzo, la ricchezza dei contenuti e l’impronta pratica che lo caratterizza. Lo pensavo prima di iscrivermi, me ne sono convinta frequentandolo e ne ho quotidianamente conferma (sia svolgendo le mie mansioni e rendendomi conto della validità degli strumenti fornitimi dai docenti, sia valutando le capacità e i risultati delle persone che lavorano o aspirano a lavorare in editoria attraverso percorsi diversi da quelli “obliqui” e con le quali entro in contatto). Quindi, lo raccomanderei. Probabilmente, però, non consiglierei a nessuno di tentare la carriera di redattore editoriale o almeno, qualora qualcuno mi chiedesse consigli, lo metterei in guardia sugli aspetti negativi e gli suggerirei di riflettere e fare attente valutazioni prima di investire soldi, tempo e aspettative. È frustrante e scoraggiante essere sempre in bilico, sempre sul punto di essere rigettati dal settore, nonostante le capacità e le competenze acquisiste con la preparazione e l’esperienza. Così come è difficile tollerare la diffusione di collaborazioni mal pagate o nient’affatto retribuite.

Jusi Loreti, Corso principe aprile-giugno 2008

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Ho frequentato la prima edizione del corso, tra ottobre e dicembre 2006. Appena terminate le lezioni ho esordito nel mondo dell’editoria con uno stage di tre mesi presso Oblique, in cui ho avuto la possibilità di arricchire il mio curriculum con un corso specialistico in correzione di bozze, dal momento che durante il corso si era rivelato il mio punto debole. Terminato il periodo di stage nella primavera del 2007, ho collaborato con Oblique come editor per la revisione dell’Enciclopedia contemporanea dei comuni d’Italia della società editrice Pubbliedi. Per lo stesso progetto ho in seguito anche effettuato la correzione di bozze delle cianografiche, conclusa nell’autunno 2007. L’anno seguente ho continuato a collaborare con Oblique per correzioni di bozze, qualche prova di traduzione, scouting, valutazione di manoscritti. Nel 2008 ho effettuato uno stage di un mese come redattrice presso Fanucci Editore, al termine del quale ho iniziato un rapporto di collaborazione come redattrice esterna alla casa editrice che dura a tutt’oggi (in prevalenza correggo bozze, ma mi capita anche di inserire le correzioni in QuarkXPress, scrivere quarte di copertina e revisionare traduzioni).

Ho seguito il corso mentre frequentavo ancora l’università, e ho avuto subito l’impressione che quei tre mesi abbiano inciso sulla mia formazione pratica molto più di tre anni (ehm, cinque, in realtà) passati in una facoltà di lettere. Il corso mi ha offerto un buon metodo di lavoro, la capacità di programmare in modo molto preciso i tempi (che nel mondo dell’editoria a mio parere è indispensabile) e gestire una mole di lavoro piuttosto corposa con il minor dispendio di tempo e fatica. Il corso mi ha dato e continua a darmi anche una buona conoscenza del mondo dell’editoria indipendente, soprattutto quella romana, e ha risvegliato in me una particolare attenzione per gli elaborati scritti, di qualsiasi natura essi siano, che oggi riesco a valutare con un senso critico che prima non avrei saputo sfruttare.

Certamente sì.

Flavia Macchia, Corso principe aprile-giugno 2006

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La mia carriera editoriale è partita con uno stage, purtroppo non retribuito, nella redazione di una piccola casa editrice romana, in cui ho avuto modo di farmi notare per la mia preparazione sul campo. L’opportunità di entrare subito nelle reali problematiche di tutti i giorni di una casa editrice è stata di fondamentale importanza, perché mi ha messo subito faccia a faccia col mondo del lavoro editoriale, permettendomi di fare pratica di tutto ciò che avevo imparato al corso Oblique. In seguito mi è stato chiesto di restare, con delle responsabilità in più e con una retribuzione via via maggiore, come redattore e grafico, per cui ormai da quasi un anno lavoro i libri e le copertine del mio editore, e faccio da tutor agli stagisti di redazione.

Il corso principe per redattori editoriali mi ha dato, in maniera a mio avviso eccellente, le basi per riuscire a muovere i primi passi nel mondo dell’editoria, un mondo in cui la bravura nel proprio lavoro deriva prevalentemente dall’esperienza sul campo, quindi un mondo in cui è molto difficile proprio l’inizio. Inoltre ho lavorato insieme ad altri ex allievi del corso, e mi sono reso conto del fatto che il livello della preparazione resta sempre altissimo, sia per la redazione che per l’ufficio stampa, ragion per cui un corsista Oblique difficilmente delude un editore.

Il fatto che nella maggior parte delle case editrici romane ci sia almeno un redattore che viene dal corso Oblique penso fotografi bene la situazione. Io personalmente raccomando sempre il corso a chiunque voglia fare questo lavoro, poiché a mio avviso è l’unico che offre una preparazione a tutto tondo su ciò che sta dietro la lavorazione del libro, e in più è l’unico che permette di entrare a testa alta e senza timore in un mondo difficile, e per certi versi spietato, come quello dell’editoria.

Antonio Maglia, Corso principe aprile-giugno 2010

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Al termine del corso ho partecipato a uno stage gratuito di tre mesi presso una casa editrice. Purtroppo il tirocinio non si è trasformato in un contratto di lavoro, tuttavia mi ha permesso di mettere in pratica tutto quello che avevo imparato nei mesi precedenti. Dopo lo stage ho continuato a collaborare saltuariamente con quell’editore e con associazioni e siti online per i quali faccio traduzioni volontarie. Inoltre ho curato l’impaginazione e la correzione di bozze della rivista di un’associazione di formazione, presso la quale ho lavorato come segretaria.

Il corso mi ha dato una preparazione molto pratica – oltre che teorica – per quanto riguarda la correzione di bozze, l’impaginazione e l’editing, che può essere utile anche in altri campi, non solo in quello prettamente editoriale. Tuttora mi capita di consultare il materiale di studio quando faccio una scheda di valutazione o rivedo una traduzione. Devo anche dire che a stage concluso il rapporto con i ragazzi di Oblique non si chiude ma la loro disponibilità è continua e la formazione procede grazie a consigli e collaborazioni. Inoltre grazie proprio all’aspetto pratico del corso, ho potuto conoscere persone con i miei stessi interessi e con le quali ho condiviso momenti di studio e creazione. Con alcune di loro sono rimasta in buonissimi rapporti.

Il corso è molto impegnativo e richiede studio e costanza nella pratica. Lo consiglio anche a chi vuole a capire se veramente si è portati per lavorare nell’editoria perché ti permette davvero di capire come funziona il mondo editoriale. Lo sconsiglio a chi pensa che basti frequentare un corso di editoria e ottenere uno stage per poi poter lavorare in una casa editrice o come freelance.

Sara, Corso principe aprile-giugno 2008

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Dopo uno stage da Hacca edizioni, presso la quale sono stato coinvolto in tutte le fasi del processo editoriale e ho vissuto una positiva esperienza umana, ho commesso l’errore di spostarmi all’estero, il che mi ha permesso di seguire il mondo dell’editoria unicamente da freelance. Durante questo periodo, oltre a continuare collaborazioni intraprese precedentemente al corso, ho inviato più di quattrocento curriculum personalizzati a case editrici sparse ovunque in Italia (da piccole ad affermate, evitando realtà inarrivabili), più per una curiosità statistica che per l’effettiva disponibilità a spostarmi in una città qualsiasi: ne ho ricavato altre collaborazioni occasionali e una vaga possibilità di collaborazione fissa in seguito sfumata. Le cose hanno preso una piega diversa al mio rientro in Italia e in particolare con il trasferimento a Roma: la possibilità di incontrare i miei collaboratori o gli addetti ai lavori, nonché di fare colloqui e frequentare eventi, ha incrementato le commissioni. Tutt’oggi, però, a un anno e mezzo di distanza dal corso, non sono riuscito ad accedere ai canali giusti per un lavoro in redazione. Premetto che da Hacca non si è mai prospettata la possibilità di un’assunzione. Devo inoltre segnalare una difficile gestibilità economica del lavoro da freelance, data la tendenza di alcuni clienti a procrastinare anche per mesi i pagamenti. Sono estremamente soddisfatto dall’esperienza del corso Oblique. A prescindere dalla mia attuale condizione da freelance, riconosco che il suddetto corso permette di avere tutte le carte in regola per proporsi come professionisti del settore. Ciò che il corso può difficilmente procurare sono i contatti (se non indirettamente), ma questa fase della carriera editoriale è responsabilità del corsista e della sua capacità di far fruttare le competenze acquisite. Va detto anche che il modo migliore rimane quello di essere presentati da altri, che garantiscano per te, o per lo meno di incontrare i propri collaboratori. Se proprio dovessi mettere in risalto un elemento forte del corso, quello sarebbe l’educazione alla disciplina, quale requisito imprescindibile di professionalità. Posso assicurare, dalle mie esperienze, che l’affidabilità viene apprezzata dalla maggior parte dei datori di lavoro. Altre peculiarità facevano già parte del mio approccio al lavoro (rigore filologico, linguistico, grammaticale e ortografico, così come la capacità di rendere funzionale la creatività), ma è anche vero che il corso mi ha insegnato a giostrarle al meglio. Lo faccio regolarmente quando incontro gente che reputo di talento ma con un’esperienza e una percezione del mondo editoriale ancora superficiali.

Mauro Maraschi, Corso principe aprile-giugno 2010

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Dopo aver seguito lo stage presso Sandro Teti Editore ho collaborato con ilrecensore.com, quotidiano online di recensioni letterarie, in qualità di ufficio stampa. Nel dettaglio mi occupavo di fornire un supporto di promozione e pubblicità per gli autori emergenti. Inoltre, ho condotto e curato la rubrica di eventi culturali all’interno del programma radio Il recensore on air su radio Sapienza. Sempre in qualità di ufficio stampa ho lavorato per la casa editrice Edizioni della Sera di Stefano Giovinazzo, direttore anche de Il Recensore.com. Durante questo periodo ho collaborato, per un breve periodo, con la neonata casa editrice Ec promuovendo presso le librerie romane l’antologia di racconti In una sola notte: i cui proventi servivano a sostenere il progetto “Shaker, pensieri senza dimora”, il giornale di strada di Roma su cui scrivono persone senza dimora. Oggi, che non lavoro più nel mondo editoriale, continuo saltuariamente a collaborare con la casa editrice Edizioni della Sera, redigendo comunicati stampa, schede promozionali o come lettrice per le presentazioni dei libri. Inoltre, scrivo recensioni per la casa lettrice Malicuvata di Bologna.

Avevo già seguito un corso per redattori editoriali presso un’altra struttura, ma non mi aveva insegnato nulla. Invece, quando ho terminato il corso principe per redattori editoriali di Oblique avevo la sensazione di essere completa: avrei potuto lavorare in qualsiasi settore del mondo dell’editoria perché avevo delle ottime basi. Questa è la sensazione che ho ancora oggi perché tutto quello che ho appreso è ancora stampato nella mia testa.

Certo! L’ho già raccomandato e continuerò a farlo.

Satya Marino, Corso principe aprile-giugno 2009

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Dopo il corso ho fatto uno stage per la casa editrice 66thand2nd, dove lavoro tutt’ora come redattore. L’ambiente mi è piaciuto fin da subito, e ho imparato molto perché ho avuto la possibilità di misurarmi in prima persona con le tante variabili del lavoro redazionale, dalle revisioni alle correzioni di bozze, dalle bandelle alle ricerche sugli autori, dai cataloghi alle fiere… Alla fine del corso ho avuto anche l’occasione di tradurre un libro, un saggio storico sull’Inquisizione in Italia, e al momento sto traducendo il mio primo libro di narrativa. Un paio di volte, mi è capitato di svolgere qualche lavoro di impaginazione, per delle persone che desideravano pubblicare privatamente dei libri di memorie.

Il corso mi ha dato un’ottima formazione di base per iniziare a lavorare in questo campo. Sia come redattore che come traduttore non avrei potuto inserirmi nel settore senza avere gli strumenti adeguati per orientarmi e per comprendere quello che di volta in volta mi veniva richiesto. Quasi tutti gli aspetti del lavoro redazionale affrontati durante le lezioni si sono puntualmente ripresentati nel corso della mia esperienza professionale. E questo mi è stato di grande aiuto.

Consiglierei il corso a chiunque vuole entrare in una redazione editoriale. Oltre a fornire un inquadramento teorico generale, le lezioni hanno un approccio molto concreto, toccano questioni e problemi reali che chi lavora nell’editoria deve affrontare. Inoltre il corso è molto ben strutturato, è accessibile e ha una formula compatta (a differenza di molti master privati). Gli insegnanti di Oblique e i docenti esterni sono persone preparate, e soprattutto appassionate del loro lavoro, tutta gente del settore, editori, uffici stampa, agenti, editor, grafici, librai, redattori, scrittori… Le loro testimonianze sono state preziose.

Michele Martino, Corso principe aprile-giugno 2010

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Il corso si proponeva di insegnare, tramite una visione panoramica di tutte le mansioni, le testimonianze di addetti ai lavori e casi reali, le basi del lavoro editoriale: prometteva di “respirare l’atmosfera di una redazione e capire i meccanismi del mondo editoriale”. Io non solo ho avuto questo, ma ho sperimentato inclinazioni inaspettate, ho scoperto senza ombra di dubbio i miei limiti (fisici e no!) e a volte li ho superati, ho conosciuto delle persone meravigliose che continuano a darmi tanto.
È un’esperienza che, sicuramente, non lascia indifferenti!

Moira Mattioli, Corso principe ottobre-dicembre 2008

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Dopo aver frequentato il corso principe per redattori editoriali nel periodo ottobre-dicembre 2006 ho avuto l’opportunità di continuare la formazione con uno stage di tre mesi presso Oblique. Concluso questo periodo ho fatto parte del gruppo di redattori, coordinato da Oblique, che hanno revisionato l’Enciclopedia contemporanea dei comuni d’Italia edita da Pubbliedi. Dal 2008, dopo una breve esperienza come correttrice di bozze per la casa editrice Pagine, collaboro regolarmente con Corpotre, agenzia di servizi editoriali che cura e realizza i volumi editi dalla Newton Compton: mi occupo di correzione di bozze, revisioni di traduzioni, editing di testi di narrativa e saggistica.

Durante i tre mesi con Oblique ho imparato a conoscere il mondo editoriale, a esercitare un particolare spirito critico e una cura estrema al dettaglio, a lavorare con rigore e disciplina, a gestire lo stress e a essere consapevole dei miei limiti. Una volta concluso, mi sono resa conto che per come è impostato il corso mi ha formato anche per continuare a imparare, che mi sono stati forniti tanti e validi strumenti teorici e pratici per approfondire, esercitarmi e colmare le mie lacune. È stato molto istruttivo non solo per gli argomenti trattati, ma perché mi ha educato a lavorare in modo strutturato e meticoloso, mi ha insegnato a “fare”, anzi a “fare bene”.

Sono rimasta molto soddisfatta del corso, e credo sia un’ottima scelta per chi voglia lavorare in editoria: onesto, serio, completo, stimolante. Leonardo, Elvira e Giuliano sono molto disponibili e professionali; ai corsisti richiedono molto impegno, ma offrono loro dedizione assoluta, passione e grande competenza. Si fa tanta pratica e si impara dai propri errori, dal confronto con gli altri studenti, con lo staff di Oblique e i docenti esterni.

Giuliana Massaro, Corso principe ottobre-dicembre 2006

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Nei mesi successivi al corso ho lavorato come stagista in una casa editrice di saggistica, la XL edizioni. Avrei dovuto affiancare il responsabile dell’ufficio stampa ma poiché era una realtà molto piccola mi occupavo un po’ di tutto: impaginazione, correzione di bozze, grafica e così via. Dopo sei mesi sono riuscita a entrare in stage presso Fazi editore. Lavoravo per la collana di saggistica e anche qui ero un po’ un tuttofare: inizialmente redigevo le schede di valutazione dei testi che arrivavano in casa editrice e ne facevo una prima scrematura. Erano principalmente testi in lingua inglese. Successivamente la editor della collana mi ha coinvolto in compiti differenti: stesura dei testi per i copertinari, qualche lavoretto di editing, correzione di bozze, composizione degli indici analitici.

Questa è la domanda più difficile. Ho lasciato la Fazi a maggio scorso e da allora ho sentito il bisogno di dedicarmi ad altre cose, di recuperare degli spazi, pensare ad altro: il lavoro in redazione è un lavoro spesso totalizzante e penso che debba essere sostenuto da una grande passione e da una forte volontà se si vuole riuscire. In Oblique ho trovato questi elementi e se penso al corso ora che sto facendo tutt’altro, mi dico che vorrei ritrovare questo desiderio, questo motore nella professione o nel mestiere che sceglierò per la mia vita.

Assolutamente sì: si lavora duramente, molto e bene. E anche se non c’è corso che regga il confronto con la realtà penso che sia il modo migliore per affacciarsi e inserirsi nel mondo editoriale. Per me è stata un’esperienza fondamentale, e a prescindere dai risultati che avrete sarà un capitolo importante per conoscere voi stessi in quanto professionisti. In bocca al lupo a tutti quanti!

Giorgia Meliffi, Corso principe ottobre-dicembre 2008

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Dopo il corso principe per redattori editoriali sono passata direttamente allo stage presso Oblique, un’esperienza paragonabile a ciò che nella terminologia accademica viene definito come “corso di perfezionamento”: è stato il primo approccio lavorativo sul campo e allo stesso tempo un modo per raffinare le nozioni acquisite durante il duro addestramento del principe. Il mio lavoro è stato soprattutto redazionale, scandito da precise deadline settimanali: dalle correzioni di bozze all’editing, dalla revisione di traduzioni alla scrittura di schede editoriali e all’elaborazione di testi per la stampa, dall’impaginazione alla ricerca di materiale non è mai mancato il da farsi; inoltre grazie alla correzione in tempo reale degli errori (nella prima settimana ho rifatto per ben tre volte la scheda di valutazione di un manoscritto, tanto per dirne una) ho potuto accrescere le mie competenze giorno dopo giorno, acquistando sempre più sicurezza. A questo primo stage ne è seguito un altro presso l’editore Fanucci, che si è rivelato ottimo per ampliare la mia visione editoriale: lavorare in casa editrice permette di avere sempre sotto gli occhi le fasi di produzione di un libro imparando molto più di quanto non si immagini, se si sa osservare il lavoro dei diversi membri del team. Sono entrata ufficialmente come supporto per l’ufficio stampa e per la segreteria, ma i miei compiti sono andati via via ampliandosi. Occuparsi della segreteria equivale di per sé a gestire tutte le telefonate in entrata e in uscita e se a questo viene aggiunto il lavoro dell’ufficio stampa, ovvero la pianificazione degli eventi a cui partecipano gli autori (senza dimenticare di prenotare alberghi e trasporti di vario tipo), l’organizzazione dei contatti (giornali, radio, tv ecc.), la gestione del lancio di ogni libro, il risultato finale è senz’altro più complesso. A questo si sono poi accodati anche l’organizzazione dell’archivio contratti e diritti esteri e la gestione del sito internet. Per usare una frase fatta: “da Fanucci ci si fanno le ossa”, e mai affermazione è stata più calzante.
Successivamente ho collaborato da esterna come correttrice di bozze per altre case editrici, e questa come esperienza lavorativa ha il vantaggio non indifferente di potersi portare il lavoro a casa; ho inoltre avuto modo di collaborare con un editor affermato, affiancandolo nel lavoro di ricerca bibliografica su un libro che ha curato.
Infine sono approdata presso l’editore Nutrimenti in qualità di grafico/impaginatore: il mio lavoro consiste nella realizzazione di tutto il materiale cartaceo, promozionale e no, della casa editrice (cataloghi, locandine, schede di prenotazione), oltre al compito primario di dare a ogni libro in prossima uscita la sua forma definitiva. Di pari passo con il libro cartaceo realizzo anche il suo gemello elettronico, l’e-book, e sempre restando in ambito informatico mio dovere è anche occuparmi delle newsletter e di tutto il materiale che occorre all’ufficio stampa, ovvero schede pdf per i giornalisti, copertine da inviare alla stampa per il web e così via.

L’impressione attuale conferma la mia scelta iniziale: il corso principe riesce a simulare in maniera realistica quelli che sono i diversi compiti e i diversi lavori che ci sono in una casa editrice. Nel mio caso tutto ciò che ho imparato durante il corso mi è tornato utile a più riprese, e più di una volta ho dovuto riprendere in mano gli appunti…

Sì. Per chi vuole conoscere il mondo dell’editoria e vuole lavorarci, questo corso è il giusto punto di partenza. Assolutamente da non prendere sottogamba. Il corso principe è un impegno a tempo pieno: la sede delle lezioni diventa la propria casa per tre mesi interi, mentre la propria casa viene declassata a mero posto di passaggio. Durante il corso si ragiona sempre ed esclusivamente a livello editoriale, non esiste altro argomento di conversazione neppure con i propri familiari, si diventa schiavi delle scadenze e si vive in simbiosi col computer. Ricordo di mattine che passavo dal letto al pc direttamente in pigiama, come di notti in cui le ore da piccole ritornavano grandi senza rendermene conto. Sono tre mesi, tre interminabili mesi in cui il tempo è così poco e così veloce che si vorrebbe farlo durare per almeno altri tre. Il corso principe è come un’enorme pianta carnivora da cui si vorrebbe scappare e a cui si vorrebbe succhiare fino all’ultima goccia di linfa vitale. Essenziale, per chi vuole seguirlo, è trasferirsi sul luogo, altrimenti si rischia di esserne devastati. Detto questo, non bisogna mai lasciarsi andare. Del corso bisogna ascoltare e memorizzare ogni cosa, perché tutto alla fine si incastrerà perfettamente al suo posto.

Emmanuela Nese, Corso principe ottobre-dicembre 2008

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Per motivi personali, ho avuto dei problemi a frequentare l’ultima parte del corso, quella più significativa e dura; in cui si applicano molte delle nozioni e suggestioni che si apprendono durante le lezioni; quella in cui si scrive di più, si produce e ci si confronta. Quindi sono stato, in principio, escluso dall’assegnazione degli stage. Ma grazie a un po’ di determinazione e alle buone basi che il corso mi aveva dato, sono riuscito piano piano a risalire la china dei lavori. Ho iniziato con uno stage come ufficio stampa alle Edizioni Socrates, che si è poi prolungato in una collaborazione, che mi ha permesso di lavorare all’intera realizzazione del libro, dalla revisione della traduzione, alla revisione di bozze, la stesura dei paratesti, del comunicato stampa e la progettazione della campagna stampa. Dopo un breve passaggio come ufficio stampa integrato a Casadei libri, attualmente lavoro per Del Vecchio Editore, e lo farò fino a dicembre. Nella speranza di essere assunto a gennaio. Nonostante qualche reticenza iniziale, ho capito che le mie capacità personali sono piuttosto adatte per il lavoro di ufficio stampa. Adesso mi trovo a lavorare su più libri contemporaneamente e continuo a imparare costantemente.

È difficile rispondere a una domanda del genere senza finire in patetici elogi, e smisurate considerazioni. E tuttavia qualcosa devo dire: il corso principe per redattori editoriali mi ha lasciato un’impronta. E quest’impronta è la differenza visibile fra te e i tuoi colleghi. Mi ha cambiato il modo di aprire un giornale, o leggere un libro, scoprire cosa c’è dietro un’immagine di copertina, odorare la carta, guardare come i caratteri se ne stanno vicini uno all’altro. Al corso ho trovato persone, fra corsisti e insegnanti, che ancora oggi a distanza di anni, lasciano la mail aperta a qualsiasi aiuto o suggerimento. Penso possa bastare così.

Il corso e la passione personale possono darvi delle grandi possibilità. Certo ci sono molte porte chiuse e grande concorrenza. Non vi aspettate di uscire da via dei Serpenti e trovare dei profumati prati verdi nella quale incamminarvi. Vi ficcate in una bella sfida, in un mondo di gente appassionata e competitiva. È proprio per questo che avete bisogno, per districarvi in un mondo con sistemi e regole complesse come quello editoriale, di un corso così.

Filippo Nicosia, Corso principe ottobre-dicembre 2008

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Ho mosso i miei primi passi nel mondo dell’editoria proprio grazie a Oblique con uno stage di 6 mesi presso la casa editrice romana Sandro Teti Editore dove, al termine di un brevissimo periodo come correttore di bozze e impaginatore, ho assunto il ruolo di redattore/editor e responsabile di redazione, occupandomi anche della gestione dei rapporti col distributore e supervisionando il lavoro dell’ufficio stampa. Conclusosi il periodo di stage, ho continuato a lavorare per la Sandro Teti Editore con le medesime mansioni per altri 3 mesi. Dopo una breve esperienza trimestrale con Pagine s.r.l. come segretaria di redazione e curatrice di una pubblicazione di poesia, ho preso contatti con Alberto Castelvecchi Editore ed è qui che lavoro tuttora. Ho iniziato con schede di lettura ed editing sui testi, ma dopo un paio di mesi ho avuto la possibilità di diventare art director assistant dell’intero gruppo editoriale della Castelvecchi (Alberto Castelvecchi Editore, Arcana, Elliot, e – recentissimamente – Orme e Purple Press). Da sei mesi ho assunto la direzione artistica di Arcana. Le mie mansioni, a oggi, spaziano dalla realizzazione di copertine al materiale pubblicitario, dai copertinari per i promotori al materiale per le fiere, svolgendo anche un ruolo di supporto alla redazione per quanto riguarda correzioni di bozze e impaginazione.

Mi ha fornito le competenze necessarie per approcciarmi con una certa sicurezza al mondo editoriale e – grazie allo stage – mi ha dato la possibilità di mettere in pratica ciò che avevo imparato, colmando così l’inevitabile lacuna tra teoria e pratica. Adesso, a due anni di distanza, so che posso comunque contare su insegnanti – ormai amici – validi e sempre disponibili a darmi consigli e suggerimenti.

Assolutamente sì. Specialmente nei primi nove mesi di lavoro, presso la Sandro Teti Editore, mi è capitato molto spesso di dover selezionare aspiranti stagisti provenienti dai più svariati corsi privati o universitari, e – con le eccezioni che solitamente confermano la regola – posso dire con certezza che i ragazzi provenienti da un corso Oblique si sono sempre distinti. Metodo rigoroso, QuarkXPress e ritmi massacranti sono i plus difficili – se non impossibili – da trovare negli altri corsi.
Ricordo una frase di Luccone durante la consegna della “pagella”: “Impegnati e presto arriverai a chiudere una vera copertina”; mi sembrava un traguardo lontanissimo. Ora ne chiudo una-due a settimana, e lo devo a voi. Grazie.

Laura Oliva, Corso principe ottobre-dicembre 2008

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In ordine inverso, comincio con: “Sì! Raccomando il corso a tutti quelli che si imbatteranno nelle vie oblique che conducono a Oblique!”. Il perché è proprio il senno del poi, nutrito dalla possibilità di verificare le conoscenze acquisite e accorgersi della loro validità e funzionalità. Oblique prepara al lavoro redazionale in casa editrice, ma secondo me anche a qualcosa in più. L’impegno e la serietà delle persone che insegnano a Oblique lasciano anche una profonda voglia di portare quella professionalità e quel rispetto per il lavoro sempre con sé, e questo fa la differenza. Credo che dal corso si esca con una ben fornita cassetta degli attrezzi che fa sentire “all’altezza” delle aspettative di chi ci offre una possibilità. In più, i ritmi, le scadenze, la varietà degli argomenti approfonditi durante il corso lasciano la capacità di sapersi destreggiare in ambienti che saranno pieni di input e stimoli diversi. Che amiate le bozze, l’impaginazione, revisionare traduzioni o quant’altro, dovrete prima di tutto imparare a essere utili, dote molto rara, quasi indispensabili, utopia, e per esserlo è bene saper fare di tutto un po’ e bene. Per la “grandezza” della maggior parte delle realtà editoriali, difficilmente si troverà il correttore di bozze, l’impaginatore, l’ufficio commerciale, l’ufficio diritti, il traduttore, l’editor ecc. singolarmente collocati in entità fisiche a sé stanti! Sì, sono luoghi in cui il contenimento delle spese detta la necessità di commistione tra i ruoli, da qui l’human multitasking, che per chi come me odia la routine è una santa cosa! Venendo a me, appunto, dopo il corso ho fatto uno stage presso la casa editrice Dino Audino, e lì sono rimasta un anno. In virtù dell’human multitasking di cui sopra, durante la mia collaborazione mi sono cimentata in diversi compiti, per fortuna non tutti riusciti benissimo; è così che si capisce per cosa si è portati! Bozze, pacchi per le spedizioni, inventari, revisioni di traduzioni, traduzioni, editing, scouting e anche una bella trasferta al Salone del libro di Torino, non è passato giorno in cui non abbia imparato qualcosa. Oggi, tra l’inseguire le passioni e il fuggire dalla routine, scrivo del mio corso per redattori editoriali dalla scrivania di uno studio legale dove mi occupo di diritto d’autore. Mai percorso fu più articolato, taluni pensano controverso, eppure niente di quello che sta in quella cassetta degli attrezzi non mi viene incontro quotidianamente. Rifarei tutto esattamente così, per le persone conosciute, per le cose apprese e per quest’anno trascorso in casa editrice, per come e quanto sono cresciuta e per la differenza che tutto questo fa ogni giorno nell’ambiente in cui lavoro.

Chiara Palmisciano, Corso principe aprile-giugno 2013

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Dopo il corso principe ho avuto l’opportunità di fare uno stage di tre mesi presso Oblique. Ho un ricordo bellissimo del periodo trascorso lì. Oltre alla possibilità di mettere in pratica quanto avevo appreso al corso e quindi all’esperienza di fare lavoro editoriale concreto, ho avuto anche la fortuna di condividere tutto questo con delle persone adorabili. La mia carriera editoriale purtroppo non è andata oltre questa bella esperienza perché, finito lo stage, ho dovuto subito iniziare il lavoro di tesi per laurearmi entro l’anno. Dopodiché, dato il riscontro positivo della mia ricerca, l’esito dell’esame finale e l’entusiasmo del mio relatore, ho iniziato subito a lavorare in un’agenzia di pianificazione pubblicitaria. Non ho neanche avuto il tempo di provare a percorrere la strada editoriale e non ho avuto coraggio di rifiutare l’offerta che mi era stata fatta (una serie di contingenze fortuite hanno fatto sì che potessi essere inserita con un contratto a tempo indeterminato nel settore in cui mi ero laureata), quindi un’offerta concreta a fronte di un futuro, probabilmente più desiderato, ma incerto: la verità è che questo terrore inculcatoci del lavoro che non si trova ha facilmente fatto sacrificare il desiderio di provare a realizzare qualcosa che veniva dal cuore. Inutile dire quanto sia stato comunque prezioso il contributo della formazione da Oblique anche per il lavoro che svolgo ora: tralasciando la maggiore sicurezza con cui ho affrontato i vari colloqui, mi sono tornate parecchio utili le tecniche e la precisione che ho imparato lì (particolarmente l’uso di QuarkXPress, che è stato molto gradito all’interno dell’agenzia). Per ora quindi sono qui, ma nel mio cuore c’è sempre un pensiero per un cambiamento.

Il corso è stato una finestra su un mondo incantevole, tutto da conoscere, da studiare, seguire, dove serve tanta passione e coraggio. Sicuramente un ottimo incipit per chi vuole entrare in questo mondo perché ti dà delle basi solide per costruire l’apparato di conoscenze necessarie per farlo diventare un lavoro. Allo stesso tempo ti dà anche la consapevolezza di cosa deve essere affrontato per poterci entrare dentro e quindi la possibilità di capire se puoi e vuoi andare avanti e metterti in gioco oppure no.

Ricordo sempre con il sorriso il periodo “obliquo”: quei sette mesi (tra corso e stage) trascorsi insieme. Ero felice la sera di andare a via dei Serpenti e poi di lavorare da Oblique. Mi piaceva apprendere e fare tutte quelle cose. A tutti gli amici e conoscenti che vogliono affacciarsi al mondo dell’editoria, per curiosità, per lavoro, per approfondire, parlo sempre di Oblique. Credo fermamente che, sia che si continui sulla stessa strada o che, come me, se ne prenda un’altra, un’esperienza del genere sia indubbiamente arricchente. Pertanto senza dubbi raccomando il corso ad altri.

Laura Perilli, Corso principe ottobre-dicembre 2007

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Salerno editrice: ufficio produzione; assistente direzione commerciale e ufficio stampa. Gestione siti web (Salerno editrice, Editrice Antenore, I Sostenibili). Organizzazione fiere/eventi. Redazione e impaginazione. (ottobre 2008-settembre 2010).
Aracne editrice: redazione, impaginazione e composizione grafica delle copertine (da ottobre 2010).
2) Con il senno del poi qual è la tua impressione su ciò che ti ha dato e continua a dare il corso?
Eccellente. Una impressionante quantità di informazioni e stimoli in un periodo di tempo assai limitato.
3) Ti senti di raccomandare il corso ad altri?
Io raccomando il corso ad altri.

Livia Pierini, Corso principe ottobre-dicembre 2007

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Per questioni contingenti, sebbene qualche esperienza l’abbia avuta (con un autore che ha pubblicato con Il Mulino, e un paio per Socrates e poco altro), purtroppo non sono riuscito a entrare stabilmente nel mondo dell’editoria.

Il corso è fatto molto bene; è curato nei minimi dettagli; gli insegnanti sono davvero molto competenti, e la cosa che mi ha colpito di più è che, in ogni caso, pretendevano il massimo da noi allievi. E devo dire che ha funzionato. Lo dimostra il fatto che a distanza di due anni, pur non praticando, gli insegnamenti rimangono ancora ben impressi nelle memoria.

Assolutamente sì.

Giammarco Raponi, Corso principe ottobre-dicembre 2008

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Ho fatto uno stage presso l’editore Gaffi che tuttavia non si è concretizzato in un ulteriore rapporto di tipo lavorativo. Mi sono proposto (via mail) come impaginatore e ho ricevuto una proposta da un editore a pagamento per il quale ho impaginato e curato diversi libri (per inciso: pagamenti puntuali e generosi). Non ho insistito ulteriormente nella ricerca di lavoro in ambito editoriale perché avevo (ed ho) altre occupazioni ed obiettivi. Ho proposto un paio di libri a un editore romano, la proposta è stata accettata e al momento ci sto lavorando. Non so se rientra nel concetto di “carriera editoriale”, ma conoscere il mondo delle case editrici dall’interno mi ha aiutato a formulare la mia proposta in termini fattibili e appetibili per la casa editrice stessa. Ho anche lavorato come ghost writer per un libro importante, ma di questo – per definizione – non posso parlare.

Il corso è molto ben fatto e non ho mancato di consigliarlo a chi voleva lavorare in quest’ambito. Il problema semmai è “lavorare in quest’ambito”, che è un campo in cui circolano troppi aspiranti redattori e troppo pochi denari. Quello che mi è rimasto del corso (al di là del fatto che non riesco più a scrivere perché con l’accento grave) è una conoscenza del mondo delle case editrici e del mercato editoriale. Iniziare a vedere il libro come un prodotto (piaccia o no) consente di capire molte cose.

Sì, mi sento di raccomandarlo. Non raccomanderei però a nessuno – o quasi – di provare a lavorare in ambito editoriale, in particolare per lo sfruttamento sistematico dello “stragismo” che lo contraddistingue. Secondo la mia esperienza, inoltre, è un ambito in cui si avanti per conoscenze e casualità (essere al posto giusto al momento giusto) più che per meriti e competenze (che comunque contano, ma in misura alquanto limitata). Insomma, niente di nuovo sotto il sole. Se questo discorso non vi ha comunque dissuaso, il corso Oblique rappresenta una realtà utile e piacevole, che consente di fare un primo importante passo nel mondo editoriale. Il resto sta alla vostra tenacia, determinazione e creatività (altrimenti nota come “arte di arrangiarsi”).
Se pensate di fare il corso Oblique stiratevi prima le camicie che vi serviranno. Poi non ne avrete il tempo. Approfitto dello spazio dei saluti per salutare Leonardo, Elvira e Giuliano. Conoscerli, al di là di ogni facile retorica, è stato un vero piacere.
P.S. “Saluti-salutare” è una ripetizione e, in quanto tale, andrebbe evitata.

Francesco Rende, Corso principe aprile-giugno 2008

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Subito dopo il corso ho usufruito di uno degli stage messi a disposizione da Oblique, lavorando quattro mesi nella casa editrice Fanucci. Al termine dello stage, l’editore mi ha proposto un contratto di collaborazione a progetto, in qualità di redattrice, della durata di un anno. Quando il contratto è scaduto l’editore mi ha fatto un’altra proposta, che io ho provato a discutere cercando una prospettiva di crescita professionale o economica, ma senza successo; il nostro rapporto lavorativo è terminato. Su richiesta degli autori, ho corretto articoli in uscita per giornali finanziari, testi economici divulgativi, un libro di ricerca di psicologia. Al momento sto collaborando da esterna con Elliot e Castelvecchi, occupandomi di alcuni loro libri dall’editing alle bozze, all’impaginazione, e sto seguendo una celebre autobiografia per Einaudi (trascrizione, lavoro con l’autore, confronto con l’editor, piccoli interventi di editing).

Il corso è stato senza dubbio il punto di partenza fondamentale, mi ha fornito tutti gli strumenti per iniziare a lavorare da subito sapendo dove mettere le mani. Molte cose poi si imparano strada facendo, e ogni casa editrice ha un suo modo di lavorare, ma la preparazione del corso dà la sicurezza di presentarsi in una casa editrice con le conoscenze (teoriche ma soprattutto pratiche) necessarie a iniziare. E poi, per i dubbi successivi, anche a distanza di anni, gli obliqui sono sempre disponibili a dare un aiuto e un consiglio, anche in mezzo ai loro mille impegni.

Mi è già capitato di consigliarlo a qualcuno. Il corso fornisce in poco tempo la preparazione giusta, anche a chi è estraneo al campo. È una full immersion proficua e, aspetto da non sottovalutare, ha un costo ragionevole e competitivo. Certo, ci vuole molto impegno, a tempo pieno e senza riserve; sono mesi intensi e faticosi, ma ne vale assolutamente la pena. Per un’ottima riuscita, è bene seguire i consigli di Leonardo, e anche di più: tenersi sempre aggiornati, leggere giornali e riviste del settore, conoscere nomi, libri in uscita e progetti editoriali, andare alle fiere del libro il più spesso possibile, parlare con gli editor, gli scrittori; ogni persona che gravita intorno alle case editrici può essere fondamentale alla crescita, alla rete di contatti, alla svolta del futuro lavorativo.

Gaia Rispoli, Corso principe aprile-giugno 2008

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Il corso di Oblique dovrebbe essere obbligatorio per tutti i ragazzi che scelgono di lavorare nel campo dell’editoria e dintorni. La vostra serietà, curiosità e passione vera per quello che fate me l’avete trasmessa dalle prime lezioni, sempre molto interessanti e con docenti preparati e carismatici.

Per ora purtroppo non c’è stata nessuna carriera editoriale. Non ho potuto contattare nessuno perché mi sto dedicando al lavoro di grafica con mio marito, che aiuto nella gestione di alcuni progetti. Spero prima o poi di mettere in pratica quello che ho appreso durante il corso. Nel frattempo ci siamo anche sposati… (l’impegno dei preparativi è simile a quello del corso!)

Ritornando al corso di Oblique posso solo dire che mi ha dato la possibilità di rimettermi in gioco, ha stimolato la mia curiosità e mi ha fatto scoprire e apprezzare cose che non conoscevo. Impegno e concentrazione al massimo! Non è stato facile gestire tutto ma nonostante alcuni momenti di sconforto (e la fastidiosa discussione con Barillari), mi avete dato delle ottime basi per capire come funziona l’ambiente editoriale, suggerendomi dei percorsi di studio e di approfondimento da seguire. Alla fine vedere il mio saggio di fine corso pubblicato sul sito di Oblique è stato davvero gratificante, una grande soddisfazione personale.

Roberta Sabatini, Corso principe aprile-giugno 2009

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Ultimato il corso, Oblique mi ha segnalato l’opportunità di uno stage da svolgere presso la redazione della Gaffi. La colgo al volo con entusiasmo, pronto a lavorare sodo – al bando l’orologio e il pensiero di una gita al parco la domenica – per restare in sella dopo i primi novanta giorni di formazione sul campo. Così sarà. Da stagista quale ero mi ritroverò investito della funzione di redattore interno; d’ora in avanti sarei stato coinvolto fino al collo, dalla A alla Z, nelle complesse dinamiche che trasformano un testo nei volumi che riconosciamo sugli scaffali delle librerie: un sogno. Trascorsi circa due anni, nel luglio del 2010 l’editore mi fa: “Te la senti di coordinare il lavoro in redazione?”, gli rispondo “certo che me la sento”. Divento caporedattore. Detto altrimenti sono chiamato a guidare la preparazione dei testi fino alla stampa, in accordo con autori, editor, traduttori, eventuali revisori esterni, impaginatore e tipografo. Già, la realizzazione del prodotto finale – il libro – è frutto di un’opera corale, di tante competenze che vanno fatte interagire proficuamente. Il mio attuale ruolo è quello di mediarle, gestirle e indirizzarle al meglio per raggiungere uno standard di qualità dignitoso. Non è facile ma nemmeno impossibile. Servono programmazione e organizzazione oltre che accuratezza certosina e profondo rispetto per il testo di turno. Vengo ora al suo percorso nella nostra redazione e agli interventi utili a valorizzarlo. Il punto di partenza è il normario, strumento principe per fissare l’identità formale dei testi, cosa da non trascurare, visto che ciò aiuta i lettori a orientarsi e ritrovarsi nel libro di una certa collana, di una certa casa editrice. Ho chiesto al mio editore di consegnare il documento ad autori, editor e traduttori contestualmente alla firma del contratto, quanto basta per incentivarli a rispettare le specifiche di collana, appunto. Ricevuto il file definitivo, prima di passare alla relativa archiviazione, verifico che il testo abbia raggiunto un livello di elaborazione discreto. In caso contrario lo ritrasmetto al mittente con richiesta di risistemazione. Laddove si tratti di titoli stranieri, idealmente, serve che il file definitivo venga consegnato 6 mesi prima dell’uscita in libreria, 4 mesi per i titoli italiani; guadagnando tempo all’inizio si lavora più tranquillamente – sinonimo di maggiore qualità – e si risponde meglio a probabili incidenti di percorso quali ritardi di autori, lavori maldestri, inserimento inaspettato di un nuovo titolo nel piano di produzione ecc. ecc. Per fare fronte a tali inconvenienti ammortizzandone le conseguenze negative, è di vitale importanza la definizione di deadline che valgano sia per i collaboratori esterni sia per le risorse interne. Il principio è che ognuno svolga il proprio compito in un certo tempo, in quanto come accennavo prima, sono diverse le figure che concorrono alla lavorazione. Un semplice esempio: se il traduttore di un romanzo dal francese non consegna entro la data stabilita, il suo ritardo verrà pagato da un eventuale revisore costretto a lavorare in tempi più stretti rispetto a quelli inizialmente previsti, oltre che dall’impaginatore e dal correttore di bozze; il tutto a detrimento della qualità globale del lavoro. La deadline insomma è una soglia sacra e inviolabile: chi la oltrepassa non è più al servizio del testo e per giunta manca di riguardo ai propri colleghi.
Tornando al file destinato a diventare un volume… Il primo intervento viene operato sul word, a video, e concerne l’uniformazione definitiva del testo alle norme di collana. Il quadro complesso delle scelte che il redattore effettua in questa fase è dato dal normario e varia da casa editrice a casa editrice, naturalmente. Completata l’uniformazione invio il file all’impaginatrice – esterna alla redazione – che mi restituirà un pdf su cui, una volta stampato, si procede al primo giro di bozze. In questa fase verranno fatte almeno due letture prima di passare alla collazione delle correzioni. Una lettura diciamo così di superficie e una, se necessario, di revisione più sostanziale. Nel primo caso scoviamo e rileviamo refusi, errori ortografici e grammaticali, storture sintattiche, possibili buchi nella continuità del testo, righini, righe vedove e orfane; verifichiamo che l’impaginato non tradisca il progetto grafico – gabbia, testatine, mozza, rientri – dal frontespizio al colophon e viceversa. Controlliamo inoltre l’esatta progressione dei numeri di pagina e delle note quando presenti, la corrispondenza tra l’indice di nota a piè di pagina e quello nel corpo del testo, la correttezza della punteggiatura e della sillabazione a fine riga, l’uniformità dell’indice, o meglio tra i titoli di capitolo e i numeri di pagina qui raccolti e quelli che ricorrono nel volume. Nel secondo caso completiamo il lavoro dell’editor che ha seguito il testo in fase di costruzione – del traduttore/revisore laddove si tratti di una traduzione. Si segnalano errori di contenuto, involuzioni stilistiche, passaggi oscuri, scelte lessicali inappropriate, ripetizioni inutili – sulla stessa riga e dintorni –, cacofonie fastidiose, incongruenze e inesattezze sfuggite al controllo dell’autore: se il protagonista di un romanzo storico impugna il suo flaconcino di medicinali a pag. 20, questo flaconcino non può tramutarsi in una bottiglia poche pagine più avanti; se il reato di un politico è estinto per prescrizione non si può sostenere che quel politico sia stato assolto; infine non è corretto usare due parole quali sottomarino e sommergibile come se fossero sinonimi – i tre esempi sono tratti dalle mie letture lavorative, s’intende.
Ma torniamo alle bozze da chiudere. Il primo giro si risolve con la collazione, l’inserimento e il riscontro delle correzioni integrate. A questo punto facciamo un’ulteriore rapida lettura per recuperare i refusi persi strada facendo, dopodiché autorizzo l’impaginatrice a inviare il file in tipografia per la produzione della cianografica. I giochi ormai sono quasi fatti. Resta da visionare la ciano, appunto, che invero dovrebbe essere perfetta o quantomeno apparire tale. Effettuati gli ultimi controlli – frontespizio e colophon, testatine, inizio e fine di ogni pagina, corretta imposizione, copertina –, chiesta conferma del prezzo e del codice Isbn al commerciale, trasmetto il tanto agognato visto si stampi al tipografo. Con questo passaggio si compie il ciclo del manoscritto in redazione e con esso il mio lavoro.

Sopra ogni cosa ha inciso dentro di me un ideale di libro – come dovrebbe essere –, un solco in cui perseverare, la linea da seguire. Ogni mio atto da redattore germina da questa forma interiore, è teso alla purezza, vive e respira perché proiettato sulla perfezione. Col tempo Oblique si è fatto costume per l’anima e la mente, sedimentazione di nobili precetti, rito inviolabile, coscienza del bello. Non solo. Ho imparato a essere redattore sempre, quando affronto una bozza e quando scrivo un biglietto di auguri o un sms agli amici. Ho imparato a leggere e rileggere, scrivere e riscrivere cercando di governare le parole e la struttura che le tiene insieme. Ho imparato a disciplinare la creatività mettendola al servizio del testo. Ho imparato a organizzare il lavoro, programmare e rispettare deadline, prevedere imprevisti e tenere botta. Detto in poche parole è questa l’eredità del corso, doveroso continuare a farne tesoro.

Beh, che ne dite?

Salvatore Santorelli, Corso principe ottobre-dicembre 2007

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Dopo il corso e lo stage di tre mesi presso Sandro Teti Editore ho iniziato a lavorare, quasi per caso, come freelance. Al momento i miei clienti principali sono Gremese Editore e la Lup (Lateran University Press), ma sono sempre in cerca di nuovi clienti e nuovi lavori. Oltre a questo, sto cercando di ampliare l’attività verso la traduzione.

Il corso mi ha dato molto, sia dal punto di vista teorico sia da quello pratico. Grazie a esso ho iniziato la mia carriera nell’editoria (comunque vada in futuro) con conoscenze utilissime e con molto “esercizio” nella correzione di bozze e nell’editoria in generale. Senza queste conoscenze avrei certamente incontrato più difficoltà non soltanto nel lavoro in generale, ma anche nel trovare lavoro, l’aver frequentato il corso principe per redattori editoriali è infatti piuttosto apprezzato da chi valuta curriculum ed esperienze pregresse.

Assolutamente sì. Non soltanto per le motivazioni cui accennavo nel rispondere alle domande precedenti (prepara in modo ottimale al lavoro reale, sia questo interno o esterno alla casa editrice), ma anche perché è una bellissima esperienza, sia dal punto di vista professionale, sia da quello umano. Per quanto faticosa e stressante.

Stefano Serra, Corso principe aprile-giugno 2009

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Ho terminato il corso principe per redattori editoriali nel dicembre 2008. A gennaio dell’anno successivo ho iniziato uno stage presso la redazione di Fanucci Editore. Fino al giugno 2009 mi sono occupata di correzione di bozze e talvolta revisione di traduzioni. A luglio sono stata assunta mantenendo le mansioni precedenti. Nel corso del tempo ho avuto modo di crescere professionalmente all’interno dell’azienda imparando l’impaginazione in QuarkXPress. Attualmente mi occupo della parte relativa alla cura degli interni dei testi, insieme alla correzione e all’impaginazione, curo la scansione dei tempi di lettura, l’invio in tipografia, il controllo delle cianografiche e il visto si stampi, per la Fanucci e per Leggereditore.

Senza dubbio il corso di Obique Studio è stato determinante per la mia formazione e per la possibilità di accedere al mondo editoriale. Nonostante frequentassi il corso di Editoria e Scrittura presso la facoltà di Lettere e Filosofia ho sentito l’esigenza di conoscere e imparare il “fare pratico” del lavoro editoriale, cosa che l’università non può insegnare. Il lavoro molto intensivo che gli insegnanti del corso ci hanno fatto fare sui testi – dalla correzione delle bozze allo studio delle differenti tipologie di traduzione e di resa letteraria di un testo tradotto, l’approfondimento della scrittura editoriale –, le lezioni pratiche sull’impaginazione in QuarkXPress e la visione panoramica del sistema editoriale che accompagna l’industria del libro – lavoro dell’ufficio stampa e commerciale – hanno rappresentato un passo fondamentale per acquisire competenze altrimenti precluse a chi non ha esperienza nel settore. Importante è stata anche la visita alla tipografia, attraverso la quale si è potuto raggiungere un maggior livello di comprensione del vero e proprio processo di produzione e realizzazione materiale dei testi.

L’esperienza di questo corso è stata intensa, sia da un punto di vista di apprendimento che personale. Ci si confronta molto duramente con i propri limiti e lacune, si lavora a ritmi serratissimi e spesso ci si scoraggia, ma è una grande sfida che oltre ad arricchire in senso formativo aiuta a comprendere qual è esattamente il profilo professionale più adatto all’indole di ciascuno. Ritengo che chiunque voglia approcciarsi al mondo editoriale debba passare per Oblique.

Marina Timperi, Corso principe ottobre-dicembre 2008

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Nel marzo 2007, al termine del corso per redattori, ho avuto la possibilità di fare uno stage in redazione presso la casa editrice la Nuova frontiera. Poco prima della scadenza del periodo di tre mesi di stage mi è stata offerta l’opportunità di rimanere (naturalmente remunerato). Poco tempo dopo, però, ho saputo della possibilità di un colloquio presso la Fazi editore, come sostituzione di maternità e per il ruolo di ufficio stampa. Per la mia precedente esperienza (ufficio stampa in un’agenzia di comunicazione), o forse per altri motivi, sono stato quindi selezionato per ricoprire il ruolo di ufficio stampa, nonostante provenissi da una breve parentesi in redazione. Una volta terminato il periodo presso la Fazi, ho avuto la fortuna di diventare responsabile ufficio stampa delle edizioni Nutrimenti, dove lavoro da circa due anni.

Il corso offre un’approfondita e completa visione sull’editoria libraria: dalla correzione di bozze, all’editing, passando per la grafica, l’ufficio diritti, la tipografia, la promozione, fino alla libreria. I contenuti teorici del corso offrono tutti gli strumenti necessari per comprendere e analizzare al meglio tutti i processi e le dinamiche creative del mondo editoriale. Le lezioni in aula sono tenute da professionisti del settore: oltre all’ottimo staff Oblique, gli alunni del corso hanno la possibilità di incontrare in aula figure di primo piano dell’editoria nazionale, che offrono la loro esperienza per comprendere meglio i diversi ambiti del mondo editoriale. Per fare solo qualche esempio: Paolo Repetti, direttore editoriale di Einaudi Stile libero; Giorgio Vasta, scrittore; Susanna Basso, traduttrice; Riccardo Falcinelli, grafico; Marina Pescia, ufficio diritti; Vittorio Graziani, libraio; Patrizia Renzi, ufficio stampa. I laboratori in aula, le svariate esercitazioni a casa e il saggio conclusivo completano un percorso di crescita teorica e pratica che consegna all’alunno tutti gli strumenti e le conoscenze per poter iniziare da solo il proprio cammino nell’entusiasmante mondo dell’editoria.

Assolutamente sì. Sia a chi ancora sta studiando e vuole approfondire certi argomenti per scoprire magari una vocazione inaspettata sia a chi ha già completato il proprio itinerario di studi e vuole affacciarsi all’editoria, ma non sa come accedervi. Questo corso apre infinite strade.

Luigi Scaffidi, Corso principe ottobre-dicembre 2007

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La mia carriera editoriale dopo il corso Oblique comincia con uno stage presso Sandro Teti Editore, qui il mio ruolo non era ben definito, essendo un piccolo editore bene o male tutto il personale svolgeva i più svariati compiti. Fungevo da ufficio diritti, da ufficio stampa e correggevo bozze. Prima che lo stage terminasse però ho ricevuto una proposta che ben più si confaceva alla mia curiosità di imparare, Alberto Gaffi editore mi proponeva uno stage nell’unico ruolo di ufficio stampa. Per tre mesi ho lavorato a fianco della titolare dell’ufficio stampa, ho cominciato impacchettando libri e andando alla posta a spedirli, poi piano piano ho cominciato a collaborare ai lanci dei diversi libri (e devo dire che Gaffi con le sue otto collane di uscite ne ha parecchie), oltre ovviamente a tenere giornalmente un resoconto di tutta la stampa giornaliera. Contemporaneamente ho cominciato a lavorare in libreria, nello specifico alla Libreria Altroquando, dove, oltre alla vendita, mi occupavo di organizzare presentazioni ed eventi. C’è da aggiungere poi che nel frattempo svolgevo la pratica legale in vista dell’esame di avvocatura, ed è in questa sede che ho ricevuto la proposta alla quale tutt’ora faccio affidamento. Infatti lo studio legale Dda, che si occupa esclusivamente di diritti d’autore (editoria, musica, spettacolo e teatro) mi ha contattata dopo aver letto sul mio curriculum che avevo partecipato al corso Oblique. Cercavano qualcuno che si occupasse dei diritti nel campo dell’editoria. Tutt’oggi collaboro con questo studio, dove facciamo consulenza giudiziale e stragiudiziale a diverse case editrici, ma anche a scrittori e artisti di ogni genere.

Devo ammettere che ho iniziato il corso Oblique in un momento in cui non sapevo ancora bene cosa veramente volessi fare nella vita. Avevo una laurea in Giurisprudenza che mi andava stretta e una passione personale per la lettura che volevo fare diventare un lavoro. Grazie al corso ho scoperto che non bastava la passione per la lettura, ma che si doveva lavorare sodo per raggiungere quella preparazione necessaria a fare dei libri un lavoro. Ho scoperto per cosa ero e non ero portata in questo campo, su cosa potevo puntare e cosa invece dovevo lasciar perdere. Sono riuscita a vedere con chiarezza quali erano le mie capacità e ad individuare ed intraprendere la strada giusta. Col senno di poi posso dire che Oblique mi ha guidata in un percorso di crescita professionale e umana, mettendomi alla prova e nello stesso tempo investendo su di me.

Certo. Lo raccomando sempre. Sono del parere che questo corso riesce a darti una panoramica completa di quello che è il mondo dell’editoria, e ciò è ottimo per chi decide di intraprendere qualsiasi lavoro che sia legato a tale sfera. È un buon modo per avere la percezione immediata di cosa significhi lavorare in editoria. Se dopo il corso Oblique non demordi vorrà dire che sei sulla strada giusta!
Buon corso a tutti!

Elisabetta Tranchina, Corso principe aprile-giugno 2009

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Quando ho cominciato il corso lavoravo già in una casa editrice come responsabile eventi. Avevo passione, un po’ di esperienza e le idee molto molto chiare: volevo cambiare mestiere, volevo fare la redattrice. E così è stato. Ho lasciato il mio lavoro e la mia città per uno stage a Milano da Isbn. È stata una scommessa, e penso di averla vinta insieme a Oblique. Lo stage è andato benissimo, sia sul piano professionale sia su quello umano. In redazione sono stata trattata come una collega, poi come un’amica. Ho dato tanto e ho preso tanto, mettendo in pratica, su libri “veri”, quello che il corso mi aveva insegnato: revisione, correzione di bozze, impaginazione, fino alla realizzazione degli ebook. Dopo cinque mesi di stage, ho preso la mia strada di redattrice freelance, lavorando soprattutto per il Saggiatore e Newton Compton. Oggi curo una collana di allegati al Sole 24 Ore. È passato un anno e mezzo da quel primo giorno in cui ho sentito dire a Luccone che l’editoria è sacrificio. In questi mesi ho passato molte notti sulle bozze, ho rivoltato dei libri da capo a piedi in pochi giorni, ho scritto e riscritto quarte di copertina, ho dato il visto si stampi a decine di titoli. È un lavoro sporco, a tratti alienante, spesso ansiogeno, e drammaticamente sottopagato, ma è il lavoro più bello del mondo. Provare per credere.

Qualità, responsabilità e vocazione al sacrificio. Il corso principe forma redattori fatti e finiti, ti dà un bagaglio di conoscenze e competenze che puoi spenderti subito, ti trasmette una disciplina da cui difficilmente ti libererai. In sostanza, ti insegna un mestiere, e ti insegna a farlo bene.

Lo raccomando senza riserve, solo con un consiglio: preparatevi a lavorare duro. Se arriverete in fondo senza mollare, accettando ogni critica (e saranno tante) e provando a migliorare, avrete già vinto un po’. Fuori c’è il mondo editoriale, ma sarete pronti ad affrontarlo.

Flavia Vadrucci, Corso principe aprile-giugno 2010

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Finito il corso nel 2007 sono stata scelta da Oblique per uno stage da febbraio a maggio 2008 in via Arezzo. L’esperienza è stata entusiasmante, mi ha permesso di continuare a mettere alla prova le mie capacità (perché il corso è una continua prova pratica), e ho continuato ad apprendere per così dire sul campo. Il lavoro è stato sempre interessante perché i compiti che mi venivano assegnati erano i più disparati: revisioni di traduzioni, lettura e valutazione di manoscritti, ricerche in rete e in biblioteca e ovviamente correzioni di bozze (probabilmente sto dimenticando qualcosa). Per me è molto stimolante il lavoro sui testi e ho avuto la possibilità di conoscerlo sotto diversi aspetti. Dopo lo stage ho ripreso a frequentare attivamente l’università, che avevo messo tra parentesi, ho conseguito la laurea triennale in Lettere e ho deciso di proseguire il percorso di studi: frequento la specialistica, o magistrale che dir si voglia, da meno di un anno. Mi ero iscritta al mentre frequentavo la triennale, senza l’impellente necessità di trovare lavoro e perché sentivo forte il bisogno di stimoli maggiori e apertura, parzialmente insoddisfatta dalla vita nelle aule universitarie; dopo il corso e lo stage ho capito che avevo voglia di portare a termine il percorso accademico, che ha un valore importante, secondo me, per chi vuole lavorare in editoria: cognizioni di linguistica sono un valore aggiunto a chiunque lavori sui testi, come pure fondamentali sono nozioni di filologia.

Le competenze pratiche e teoriche ma soprattutto lo sguardo perspicuo e approfondito sul mondo dell’editoria e della letteratura che mi ha dato il corso sono un bagaglio che non cessa di influenzarmi e guidarmi quotidianamente. Credo siano conoscenze che ogni umanista dovrebbe avere e vengono presentate in modi intelligenti, ragionati, creativi. Ho vissuto l’esperienza in modo privilegiato perché non l’ho fatto con l’immediato fine di trovare un lavoro, e l’ho fatto con grande entusiasmo.

Il corso Oblique è un’esperienza formativa di grande valore, che mi sento di consigliare a persone realmente appassionate di letteratura, perché proprio nutrendo profondamente questa passione e propensione si potrà apprezzare appieno il modo che ha Oblique di guardare all’editoria.

Benedetta Ventrella, Corso principe ottobre-dicembre 2007

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Dopo il corso base Oblique ho avuto l’opportunità di fare uno stage presso la Dino Audino per circa tre mesi. Durante questo periodo ho svolto prevalentemente alcune attività di scouting (lettura di testi e redazione di schede di valutazione) e traduzioni dall’inglese. In seguito ho proposto ad alcuni amici della Kipple Officina Libraria di prendere la gestione della loro collana di narrativa fantastica Avatar, di cui sono attualmente coeditore insieme a Sandro Battisti. In circa un anno abbiamo pubblicato tre romanzi da noi finanziati. Inoltre collaboro, sia in veste di autore che di redattore editoriale, con la rivista di cultura connettivista NeXT (un’avanguardia letteraria italiana che tratta principalmente di fantascienza, new weird e urban fantasy). Dal punto di vista della scrittura, nell’agosto del 2009 ho vinto il premio Urania Mondadori con il romanzo e-Doll e l’editing finale fatto sul romanzo nell’ottobre 2008 (prima di spedirlo al concorso) ha potuto beneficiare dei preziosi consigli dello staff di Oblique. A posteriori, devo riconoscere che la cura editoriale che mi è stata insegnata ha avuto un ruolo fondamentale nella vittoria finale. e-Doll è stato pubblicato nel novembre 2009 con tiratura 15.000 copie e venduto del 50%. Da allora la mia vita è profondamente cambiata… in meglio.

Il corso mi ha insegnato quasi tutto ciò che conosco sul mondo dell’editoria. Avendo un background non letterario, sono partito praticamente da zero. Non avevo alcuna idea delle funzioni interne a una casa editrice, dei metodi per scegliere un libro da pubblicare, della costruzione di una collana, dei canali di vendita diretti e indiretti, senza dimenticare l’impaginazione di un testo, l’analisi delle copertine e la cura redazionale che fa la differenza tra un testo sciatto e uno di grande qualità. Ricordo ancora con (simpatico) orrore i miei strafalcioni grammaticali, sui ne e i se senza accento… Tutto ciò fa del corso Oblique uno dei migliori strumenti per immergersi a 360 gradi nel mondo dell’editoria italiana.

Assolutamente sì. Lo faccio a ogni occasione utile e non smetterò di farlo. Dubito fortemente che ci siano corsi che abbiamo un rapporto qualità/prezzo migliore del corso base Oblique. Continuo a tenermi in contatto coi “superstiti” del mio corso Oblique (perché è così che ci si sente dopo averlo terminato). Quando il corso è finito, infatti, ho sentito una profonda mancanza, quasi un vuoto intellettuale intorno a me. Certe cose si vorrebbe che non finissero più, anche se nel momento in cui le si vive possono apparire dure e provanti. Ogni tanto mi piacerebbe infiltrarmi in altri corsi Oblique… così, tanto per riassaporare quelle tensioni e sensazioni che mi hanno tenuto compagnia per tre mesi davvero avvincenti.

Francesco Verso, Corso principe ottobre-dicembre 2008

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Subito dopo la conclusione del corso Oblique (dicembre 2009) ho iniziato uno stage presso Fanucci editore da gennaio a giugno 2010. In questi sei mesi, nei quali ho percepito un piccolo rimborso spese, mi sono occupata esclusivamente di lettura delle bozze e inserimento delle correzioni. Sporadicamente ho svolto dei lavori per l’ufficio stampa. A luglio sono stata assunta con un contratto a progetto annuale come redattrice. Oltre a leggere e inserire, ho iniziato a impaginare i primi libri, a scrivere qualche quarta di copertina e ad aggiornare il sito internet della casa editrice (aggiornamento delle schede dei libri, newsletter settimanale, banner promozionali e altro). A questo si è aggiunta la gestione dei traduttori (assegnazione delle traduzioni, relazioni con i traduttori, invio delle copie di spettanza…) e la preparazione dei contenuti (testi, Isbn, foto degli autori) per le copertine da inviare alla grafica (esterna alla casa editrice). Arriviamo al presente: alla scadenza del contratto (giugno 2010) mi è stato proposto un rinnovo del contratto a progetto per un altro anno, con un leggero aumento della retribuzione. In estrema sintesi le mie mansioni sono quelle che ho elencato, con l’aggiunta della preparazione dei testi per i copertinari (in alcuni casi anche impaginazione).

Il corso Oblique mi è stato molto utile, come un trampolino di lancio. Come prima cosa mi ha dato modo di entrare in una casa editrice che mette sul mercato circa 80 titoli all’anno e confrontarmi da vicino con i meccanismi di questa realtà. Il corso è stato impegnativo e per me ha significato un lavoro (quasi) a tempo pieno. Credo di aver acquisito strumenti importanti (da rompere e rimontare continuamente nel confronto con la realtà lavorativa). Oblique per me rimane un punto di riferimento per quanto riguarda la qualità del lavoro editoriale. Una presenza attiva e propositiva del panorama romano.

Assolutamente sì. Mi è già capitato di consigliare il corso Oblique ad altre persone sia per la qualità dei contenuti che per il costo, sensibilmente inferiore a quello di altri corsi proposti da agenzie o case editrici.

Virginia Vitelli, Corso principe ottobre-dicembre 2008

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Dopo circa due mesi dall’inizio del corso abbiamo avuto la prima lezione sul ruolo dell’ufficio stampa tenuta da Martina Donati che in quel momento era la responsabile dell’ufficio stampa per l’editore Fazi. Martina aveva urgente bisogno di una stagista e mi fece fare un colloquio. Così ho cominciato lo stage in Fazi e contemporaneamente ho portato a termine il corso. Dopo lo stage ho trovato lavoro come redattrice in una piccola casa editrice universitaria in cui andavo la mattina, Martina mi chiese di continuare a seguire il lavoro da Fazi in vista della sostituzione di una collega che entrava in maternità. Qualche tempo dopo, ho ricevuto la telefonata di Giuliano Boraso che mi segnalava la possibilità di un colloquio con una piccola casa editrice. Così ho incontrato Stefano De Matteis e sono stata assunta come ufficio stampa per l’ancora del mediterraneo e Cargo edizioni. Sono stata responsabile dell’ufficio stampa per più di due anni. Lo scorso luglio sono stata contattata da Raffaello Avanzini per Newton Compton, dove attualmente lavoro.

Sono arrivata al corso con la convinzione di voler lavorare dentro una casa editrice ma con un’idea approssimativa e francamente un po’ ingenua dell’editoria. Oblique mi ha dato una visione a 360 gradi del panorama editoriale, pretendendo ogni possibile sforzo e senza tralasciare alcun dettaglio. Dal più piccolo editore sperduto tra le montagne ai grandi gruppi che dettano legge. Dalla correzione di bozze all’ideazione di una collana, dalla grafica all’editing, dall’ufficio stampa allo scouting. Ho eliminato via via i pregiudizi iniziali e me ne sono formata di nuovi, ho avuto più che le semplici basi per cominciare a lavorare. E sono convinta che il peggiore allievo di Oblique sia, in generale, un redattore sopra la media. Una volta finito il corso non sono mai stata mollata da Luccone, da Elvira, da Giuliano. Sono stata seguita, tenuta costantemente informata, incoraggiata e sostenuta in un modo che non avrei immaginato.

Ho consigliato di frequentare questo corso a più persone, tra cui cari amici. Qualcuno di loro lavora in editoria, qualcuno ha cambiato strada, qualcuno è precario. Così va la vita.

Anna Voltaggio, Corso principe ottobre-dicembre 2007

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Subito dopo il corso, Oblique mi ha dato la possibilità di fare uno stage di tre mesi presso la Dino Audino Editore, dove ho lavorato come redattrice e traduttrice. È stata un’esperienza molto utile perché ho avuto modo per la prima volta di confrontarmi con la realtà concreta di una casa editrice, con tutto quello che questo comporta soprattutto a livello relazionale e organizzativo: sentire che il proprio lavoro fa parte di un ciclo produttivo incide profondamente sulla percezione del lavoro stesso. Ho fatto correzioni di bozze e revisioni, e continuo tuttora a collaborare da esterna come traduttrice (essendomi laureata in traduzione, è questa la competenza che tendo a valorizzare). Dopo questo tirocinio, Oblique mi ha messo in contatto con la casa editrice milanese Isbn, dove ho svolto un altro tirocinio, sempre di tre mesi, come assistente all’ufficio commerciale e diritti. È stata un’esperienza totalmente diversa sia per quanto riguarda, ovviamente, le mansioni, sia per l’ambiente di lavoro. Anche questo è stato uno stage altamente formativo, soprattutto come assistente all’ufficio diritti, perché ho capito nel concreto come funzionano i rapporti internazionali tra le case editrici, come si stipulano i contratti tra autore e casa editrice, e quali sono le condizioni.

Ritengo sia un corso che prepara perfettamente al lavoro redazionale in una casa editrice. Dà le competenze tecniche fondamentali e, anzi, il livello d’impegno e di qualità richiesto, in certi casi, è superiore a quello di una casa editrice. O meglio, il corso mette lo studente nella condizione perfetta in cui un redattore si vorrebbe trovare: si lavora in condizioni di alta serietà e professionalità, e si richiede il massimo impegno. Non ci sono, quindi, quegli “elementi di disturbo” che in una casa editrice possono intervenire a velocizzare o alterare il flusso di lavoro. Ma è giusto così: durante il corso si sviluppano le proprie competenze (a livello pratico soprattutto), in modo da essere pronti ad affrontare poi il mondo del lavoro.

Sì, è sicuramente il corso migliore che si possa scegliere se si vuole intraprendere la carriera editoriale. Con questo non voglio dire che, una volta finito il corso, il posto è assicurato. Anzi. Però è il miglior modo per iniziare, sia a livello formativo sia perché lo stage è l’unica via per cominciare a farsi conoscere. Senza considerare, poi, che lo studio rimane un punto di riferimento, offrendo aiuto e sostegno.

Carla Zandara, Corso principe aprile-giugno 2009