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Paolo Giordano è nato a Torino nel 1982. Laureato in Fisica teorica, ha esordito nel 2008 con La solitudine dei numeri primi (Mondadori) con cui ha vinto il premio Strega e il Campiello opera prima. Tradotto in più di quaranta lingue, dal libro è stato tratto l’omonimo film diretto da Saverio Costanzo. Suoi racconti sono apparsi su Nuovi Argomenti. Scrive per il Corriere della Sera.

 


Giudizi degli allievi

  1. Trovarsi davanti una classe di venti persone il cui compito è stato quello di vivisezionare i tuoi racconti non è facile. Paolo Giordano si è comunque messo in gioco, ascoltando e controbattendo alle nostre affermazioni. Essere editor, saper comunicare con lo scrittore è un’arte che si impara con il tempo, Paolo Giordano ci ha dato delle dritte su come confrontarsi con quell’essere affascinante e volubile che è l’autore (Giulia Eusebi);
  2. Ho apprezzato il suo intervento. Ha fornito informazioni pratiche riguardo gli interventi che un editor dovrebbe e non dovrebbe fare. Mi è parso disponibile e coraggioso – considerato l’atteggiamento critico e ostile della classe (Antonella Evangelista);
  3. Si è messo a nudo raccontandoci aspetti anche privati della sua carriera. È stato disponibile e gentile, nonostante si sia trovato davanti a venti aspiranti redattori non proprio benevoli (Lavinia Emberti Gialloreti);
  4. Sinceramente quando ho letto che c’era Paolo Giordano tra gli scrittori che avrebbero parlato al corso non sono stato molto entusiasta. Non lo reputavo uno scrittore di spessore e ne ho avuto la riprova. Il suo atteggiamento da star affermata mi ha anche un po’ urtato. Credo sia comunque una tipologia di autore con cui ahimè toccherà interagire, quindi è stato comunque interessante (Dario De Cristofaro);
  5. Ho apprezzato davvero molto l’operato di Paolo Giordano, per la sua grande capacità di rendersi umile e di mettersi in gioco, permettendoci non solo di stroncare le sue opere, ma di ricostruirle assieme a lui in tutta tranquillità. Inoltre è stato molto utile anche capire il punto di vista dell’autore nel rapporto con l’editor (Chiara Mazzetti);
  6. Incontro di particolare interesse soprattutto sotto l’aspetto del rapporto autore/editor;
  7. Premesso che non amo il suo stile di scrittura né la sua poetica, ho potuto conoscere, grazie alla lezione con lui, una persona molto discreta e tranquilla, che ha iniziato la sua lezione con un elogio all’amore nelle scelte di vita. L’incontro con Giordano era focalizzato sulla stesura delle bandelle: lo scrittore ci ha esposto la sua idea secondo la quale la bandella può anche mentire, a costo di vendere, come ogni altra pubblicità. Non mi sono trovata molto in sintonia con questa mentalità, tuttavia ho apprezzato la disponibilità di Giordano di lasciar commentare i suoi lavori, come fossimo editor, con la possibilità di proporgli suggerimenti e modifiche. Anche se molto aperto alle nostre critiche, rimango dell’idea che il successo di questo giovane scrittore sia spropositato rispetto alle sue capacità. Il significato dell’incontro con lui sta nell’averci trasmesso come rapportarci a un testo da editare, rivolgendoci all’autore con rispetto e garbo (Anna Quatraro);
  8. Purtroppo ho assistito solo alla seconda delle sue lezioni. Giovane, aperto e molto umile nell’accettare consigli e scomodi giudizi (Federica La Rosa);
  9. A parte un paio di cose che mi hanno fatto riflettere, non credo avesse da dire molto più di quanto non sapessimo già, al punto del corso in cui l’abbiamo incontrato. Delle due lezioni che ha tenuto, una era probabilmente superflua (Simone Lucidi);
  10. Si è dimostrato una persona umile e aperta al confronto. Non è da tutti accettare di esporre dei propri lavori al giudizio altrui con tutta questa apertura mentale (Stefano Mazzara);
  11. Ha letto i lavori con molta attenzione e tenuto due lezioni interessanti e piacevoli, utili a capire come sono visti alcuni aspetti di scrittura redazionale (e l’editoria in generale) da parte di uno scrittore. Mi ha sorpreso che uno scrittore affermato sia stato disponibile a sottoporre al nostro giudizio racconti non ancora ultimati. La lezione sull’editing del racconto è stata particolarmente utile;
  12. Ammetto che avevo dei pregiudizi nei suoi confronti, però lui si è dimostrato veramente disponibile: non ha esitato a mettersi nelle nostre mani e ha accettato tutte le critiche, facendoci capire che però un editor deve, prima di ogni cosa, imparare a relazionarsi con l’autore. Poteva benissimo mandarci a quel paese, ma non l’ha fatto, dimostrandosi umile e professionale (Margherita);
  13. Umile. I due incontri sono stati molto formativi. Ha insegnato come leggere professionalmente un testo, ma anche come limitare la propria arroganza, soprattutto quando si è alle prime armi (Vanessa Palmiero);
  14. Un uomo umile, timido, ma sicuro di quello che fa. Sono state due lezioni davvero interessanti per approfondire il rapporto tra editor e scrittore ed è stato sicuramente uno degli incontri più formativi. Discutere dei suoi racconti è stata una delle esperienze più interessanti del corso e ascoltare le sue esperienze e gli aneddoti della sua vita e del suo lavoro è stato piacevole e utile. Una grande persona, mi spiace solo ci sia rimasto male per le nostre esercitazioni e i nostri giudizi ma era richiesto purtroppo (Agnese De Petrillo);
  15. Molto disponibile. Le lezioni ci hanno aiutato molto a capire come si fa un’editing (Alessandra Craus);
  16. Mi è piaciuto come si è messo in gioco, abbassando qualsiasi forma di barriera tra lui e noi (Monica Baroni);
  17. Con umiltà, si è prestato a un esercizio che prevedeva l’editing (spietato) di alcuni suoi racconti. Sono state due lezioni fondamentali per capire come l’editor debba rapportarsi all’autore, sia per quanto riguarda l’atteggiamento umano da tenere sia per quanto riguarda il lavoro editoriale in sé (Claudio Panzavolta).

 


Materiali
Leggi l’intervista di Grassi.



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