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Veronica Raimo
Miden

Aprile 2018

veronica raimo, miden

È un mattino cristallino come tanti a Miden. Una ragazza bussa alla porta di una coppia con un’accusa di abuso sessuale. L’accusato è il suo ex professore di filosofia. La compagna del professore aspetta un figlio. Sono entrambi approdati a Miden da un paese straniero, sprofondato nel Crollo: una devastante crisi economica. Miden è la società ideale che li ha accolti, un nuovo Eden di eguaglianza e benessere, una piccola comunità laica e razionalista, tanto solidale quanto inflessibile.
Il professore e la studentessa hanno avuto una storia in passato. Ma è solo a due anni di distanza che la ragazza si rende conto di aver riportato un trauma da quel rapporto.
La denuncia scuote la felice comunità di Miden, dove ogni anomalia che ne alteri il candore viene dibattuta e corretta, ogni trauma riconosciuto e risolto per il bene comune.
I tre protagonisti si ritrovano al centro di un’indagine. Amici e colleghi si trasformano in un tribunale che deciderà delle loro vite. E, nell’attesa del verdetto, tutte le certezze della coppia si corrompono, così come il futuro che sognavano per il loro figlio.
Veronica Raimo compie i due gesti che sono l’essenza stessa della letteratura: prima costruisce un mondo perfetto, poi innesca un effetto domino che lo fa tremare fin dalle fondamenta. Tra le ombre del paradiso di Miden, ci mostra le paure del nostro presente, il lato oscuro del desiderio. E, con eleganti astrazioni dal sapore borgesiano, spinge la sua storia nelle distopie letterarie più interessanti del nostro tempo, riecheggiando le tonalità di Margaret Atwood e le ossessioni di J.M. Coetzee.
Violenza, amore, consapevolezza: attraverso il doloroso intrecciarsi del punto di vista femminile e di quello maschile, Miden si interroga su cosa significhi oggi provare sentimenti che non sappiamo riconoscere, per costruire senza pudore una voce impossibile da ignorare nel dibattito contemporaneo su sesso e potere, su libertà e controllo.

 

Rassegna stampa
- Marco Filoni, il venerdì, 20 aprile 2018;
- Gloria Baldoni, minima&moralia, 17 aprile 2018;
- Laura Marzi, il manifesto, 17 aprile 2018;
- Elena Stancanelli, D di la Repubblica, 14 aprile 2018;
- Annalena Benini, Io Donna del Corriere della Sera, 14 aprile 2018;
- Antonella Catena, Amica, 13 aprile 2018;
- Valentina Pigmeni, il Tascabile, 11 aprile 2018;
- Carlo Mazza Galanti, Linus, aprile 2018;
- Redazione, Il Post, 10 aprile 2018;
- Antonella Lattanzi, tuttolibri, 7 aprile 2018;
- Noemi Milani, Il Libraio, 6 aprile 2018;
- Edoardo Vitale, vice.com, 6 aprile 2018;
- Mario Bonaldi, Rolling Stone, aprile 2018;
- Laura Pezzino, Vanity Fair, 11 aprile 2018;
- Enrico Pitzanti, equire.com, 5 aprile 2018;
-Arianna Bonazzi, rivistastudio.it, 2 aprile 2018;
- Nadia Terranova, Robinson, primo aprile 2018;
- Beatrice Mele,Mucchio Selvaggio, aprile 2018.

In particolare
“Il suo sarcasmo caustico e dolente è tuttavia incapace di trasformarsi in strumento di contraddizione della realtà che disprezza, ed è perciò ancora più amaro: perché impresso in ogni frase sentiamo il peso del fallimento.”
Carlo Mazza Galanti, Linus, aprile 2018

“Veronica Raimo, in poche pagine e poche parole, lancia provocazioni pesanti e difficili da raccogliere, tirando fuori a forza il lettore da schematismi e semplicismo.”
Gloria Baldoni, minima&moralia, 17 aprile 2018

“[…] esistono condizioni esistenziali in grado di rivoluzionare la nostra attitudine alla vita, mentre resta sempre vera la possibilità di diventare carnefici, quando si è state e lungo vittime degli accadimenti.”
Laura Marzi, il manifesto, 17 aprile 2018

“Scrittrice raffinata con un talento speciale per ogni forma di spiazzamento”
Elena Stancanelli, D di la Repubblica, 14 aprile 2018

“È questo il senso: siamo chiamati a giudicare, ma prima di tutto a giudicare noi stessi.”
Annalena Benini, Io Donna del Corriere della Sera, 14 aprile 2018

“In questo romanzo seducente e misterioso, duro e forte, Veronica Raimo ha il coraggio di non dare risposte.”
Antonella Lattanzi, tuttolibri di La Stampa, 7 aprile 2018

“Lei e lui vivono a Miden, una città perfetta, almeno se confrontata con lo sfacelo del paese da cui provengono. […] Un capitolo dopo l’altro il lettore è rimbalzato dalla mente dell’uno a quella dell’altra, è condotto in un viaggio che lo fa penetrare nella vita privata della coppia, ma anche negli angoli più segreti.”
Noemi Milani, Il Libraio, 6 aprile 2018

“Il romanzo riesce ad affrontare temi diversi e attualissimi, le molestie, il garantismo e addirittura la coesione sociale e i problemi dell’integrazione. Tutto con una lucidità che mi ha spinto a due conclusioni: Miden, per i temi che tratta e per come è scritto, sarà un caso editoriale di cui si discuterà a lungo e poi, secondo, sarebbe davvero un film strepitoso.”
Enrico Pitzanti, esquire.com, 5 aprile 2018

“La perfezione, vista da vicino, non è un bel posto, e qui ne illumina gli abissi una scrittura elegante, ipnotica e implacabile. Se i romanzi possono indicare la macchia, la voragine in un Occidente che si ostina ad autorappresentarsi come desiderabile, Miden risponde a questa chiamata con la profondità e l’intelligenza di cui è capace la narrativa: non fornendo risposte, ma dissotterrando nuove domande.”
Nadia Terranova, Robinson, primo aprile 2018

“[…] una serie di voci che Raimo è bravissima a mantenere uniche dotandole di spessore con pochissimi tratti e che insieme restituiscono il quadro di una società tutt’altro che libera e privilegiata.”
Beatrice Mele, Mucchio Selvaggio, aprile 2018

 

 

 

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