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Luciano Funetta
Il grido
chiarelettere, aprile 2018

luciano funetta, il grido, chiarelettere

Lena Morse è impiegata in una ditta di pulizie. Giorno e notte percorre la grande città in cui il trasporto pubblico ha smesso di funzionare da anni, i defunti vengono seppelliti su internet, la segregazione sociale ha raggiunto conseguenze estreme. Cresciuta senza l’affetto di una famiglia, Lena diventa donna in un microcosmo di alienati, ultimi reduci del lavoro manuale, bambini fantasma, individui sadici e apparizioni che popolano le sue giornate al limite della sopravvivenza.
Uno strano amore, l’inquietudine dell’esistenza, la speranza di un futuro spingono Lena a cercare risposte non più su chi è stata ma su chi diventerà, mentre il mistero di un richiamo bestiale, e da sempre innominato, sembra perseguitarla, forse per ucciderla, forse per rivelarle chi è.
Ambientato nei bassifondi di una metropoli straniante e vivida, Il grido conferma il talento di un narratore che ha la capacità di inventare storie prestando la voce ai nostri incubi e alle nostre paure. Con una scrittura ammaliante e attraverso personaggi sorprendenti, Funetta è abile a intrattenerci e a rivelarci quello che siamo proiettandoci in un futuro che ha già molto del nostro presente.

“Funetta dà forma a una narrazione limpidamente minacciosa dove tutto procede verso una babele originaria: quel punto di non ritorno che a volte è l’oggetto più autentico del desiderio letterario.”
Giorgio Vasta


Rassegna stampa
- Alessandro Vergari, gliamantideilibri.it, 14 giugno 2018;
- Emanuela Chiriacò, zestletteraturasostelibile.com, 11 giugno 2018;
- Andrea Zandomeneghi, Il Foglio, 8 giugno 2018;
- Dino Villatico, Gli stati generali, 2 giugno 2018;
- pensierosecondario.wordpress.com, 30 maggio 2018;
- Giovanni Turi, giovannituri.wordpress.com, 30 maggio 2018;
- Luigi Loi, ilibrideglialtri.com, 15 maggio 2018;
- Donatella Tretjak, Il Piccolo, 13 maggio 2018;
- Andrea Morstabilini, not.neroeditions.com, 9 maggio 2018;
- Fabrizia Gagliardi, flaneri.com, 8 maggio 2018;
- Marco Malvestio, labalenabianca.com, 2 maggio 2018;
- Fahrenheit (intervista), 4 maggio 2018;
- Redazione, Mio, 3 maggio 2018;
- Marco Di Marco, Mucchio Selvaggio, maggio 2018;
- Antonella Fiori, Natural style, maggio 2018;
- Peppe Fiore, la Lettura, 29 aprile 2018;
- Ciro Auriemma, L’Unione Sarda, 28 aprile 2018;
- Fabio Mastroserio, lindiependente.it, 24 aprile 2018;
- Adnkronos (intervista video), adnkronos.it, 24 aprile 2018;
- Fabio Mastroserio, lindipendente.it, 24 aprile 2018;
- Nicola Vacca, senzaudio.it, 23 aprile 2018;
- Fabrizio Ottaviani, il Giornale, 23 aprile 2018;
- Valentina della Seta, il venerdì, 20 aprile 2018;
- Nicola H. Cosentino, minima&moralia, 16 aprile 2018;
- Enzo Baranelli, Satisfiction, 10 aprile 2018;
- Gianluca Catalfamo, Il Libraio, 9 aprile 2018;
- Redazione, campobassoweb.it, 9 aprile 2018;
- Roberto Scarcella, Il Secolo XIX, 8 aprile 2018;
- Rossano Astremo, vertigine.wordpress.com, 7 aprile 2018;
- Marco Patrone, recensireilmondo.com, 3 aprile 2018;
- Redazione, informamolise.com, 7 aprile 2018;
- Antonio Russo De Vivo, crapula.it, 24 marzo 2018;
- Redazione, Il Fatto Quotidiano, 6 aprile 2018;
- Antonella Fiori, Metro, 5 aprile 2018;
- Raffaella De Santis, Robinson, primo aprile 2018;
- Antonio Russo De Vivo, crapula.it, 24 marzo 2018.


In particolare
“Una lingua incredibile.”
Marino Magliani

“In questo romanzo non si celebra messa e non si danno sentenze, si cerca piuttosto di dare una descrizione realistica all’inquietudine, di mostrarci il lato obliquo della vita dall’interno e quindi dal buio.”
Luigi Loi, ilibrideglialtri.com, 15 maggio 2018

“Nel suo epidemico diffondersi, la decadenza si traduce in prevalenze cromatiche, quasi olfattive che, una volta esplicitamente dichiarate, si espandono a tutto l’ambiente nella percezione del lettore.”
Fabrizia Gagliardi, flaneri.com, 8 maggio 2018

Il grido è nero. Altri colori tentano disperatamente di emergere, ma sono soffocati dall’oscurità.”
Andrea Morstabilini, not.neroeditions.com, 9 maggio 2018

“Luciano Funetta, dopo il bellissimo e straniante Dalle rovine, torna con la sua scrittura e il suo immaginario, che trascinano – strattonandola – la distopia in un iperrealismo scuro, nutrito dai nostri incubi e dalle nostre paure, in cui la certezza del concreto si sfarina nel possibile e la visione nel plausibile.”
Marco Di Marco, Mucchio Selvaggio, maggio 2018

“Da una scena se ne produce un’altra, e da questa la successiva, in quadri allacciati uno all’altro da nessi onirici, ma impastati della medesima sostanza brillante: questa lingua che è un canto ipnotico, e che a volte prende il sopravvento sulla storia e guida la narrazione dove vuole lei.”
Peppe Fiore, la Lettura, 29 aprile 2018

“[…] Il grido di Luciano Funetta è un romanzo che parla ai nostri incubi più profondi, giocando nel contempo a nascondere il presente dietro il velo del futuro distopico, attraverso uno stile impeccabile e ricercato, non privo di sperimentazioni.”
Ciro Auriemma, L’Unione Sarda, 28 aprile 2018

“Con l’abilità che è ormai impossibile non riconoscergli, Funetta fa scivolare il lettore lentamente e inesorabilmente nelle spire della sua fantasia dentro mondi tanto impossibili da accettare quanto improvvisamente credibili, grazie a un atto totale di fiducia – quasi di fede – che s’instaura tra il lettore e lo scrittore. ”
Fabio Mastroserio, lindiependente.it, 24 aprile 2018

“[…] la storia di Lena è un fumettone che regala allucinazioni sincere – nel senso che non sembrano ragionate, ma viste davvero. Luciano Funetta, c’è poco da fare, in questo è un vero talento, e se piace può diventare (qualora non lo fosse già) un autore ben oltre il da tenere d’occhio, ma direttamente di riferimento.”
Nicola H. Cosentino, minima&moralia, 16 aprile 2018

“Un romanzo allucinato e allucinante, una prova di forza, stilistica, che non ha eguali. Funetta ha il dono magico d’infondere vita a un linguaggio al limite dell’inenarrabile.”
Enzo Baranelli, Satisfiction, 10 aprile 2018

“Con Il grido il talentuoso Luciano Funetta scrive una storia di fantasmi ambientata in un futuro post apocalittico popolato da reietti, da criminali e da disperati. Una novella che, tra visioni e allucinazioni, ci parla del nostro rapporto con la realtà e con le strutture del mondo in cui viviamo.”
Gianluca Catalfamo, Il Libraio, 9 aprile 2018

“Perché Funetta non sembra neanche un romanziere italiano. Scrive da dio e ha un immaginario altro, non convenzionale, oscuro, sordido, minaccioso, non rassicurante. E la buona letteratura non rassicura ma inquieta.”
Rossano Astremo, vertigine.wordpress.com, 7 aprile 2018

“[…] Funetta continua a scavare nei nostri incubi. Per leggerlo dovete essere disposti a farvi ipnotizzare.”
Raffaella De Santis, Robinson, primo aprile 2018

 

 

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