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Anna Burns, Milkman, Keller, traduzione di Elvira Grassi         
Anna Burns
Milkman
Keller editore
traduzione di Elvira Grassi

Vincitore del Man Booker Prize 2018
Vincitore del National Book Critics Circle 2018
Vincitore dell’Orwell Prize 2019 for political fiction
Short list al Women’s Prize 2019
Short list al Rathbones Folio Prize 2019

“Non ne avrei fatto parola con nessuno, ovvio, perché non ero sicura che il tramonto fosse un argomento accettabile di cui parlare. D’altronde era raro che raccontassi qualcosa a qualcuno. Non raccontare era la mia forma di protezione.”

Sorella di mezzo cammina per le strade di una città senza nome con la testa affondata in un libro mentre intorno esplode una violenza fatta di bombe e intolleranza, e la polizia con le sue barbare retate sfuma i confini del bene e del male. Sorella di mezzo ha diciotto anni, una sfilza di fratelli e sorelle, una madre bigotta che la vorrebbe già sposata, il ricordo di un padre morto di depressione, e un forse-fidanzato. Nel quartiere cattolico in cui abita è considerata una ragazza strana e “inaccettabile”, non solo perché legge mentre cammina e si lascia ammaliare dai tramonti, ma anche perché è stata vista girare con in mano la testa mozzata di un gatto.
Quando nella sua vita irrompe un uomo di quarantun anni, sposato, legato ai gruppi paramilitari e noto come il lattaio, ciò che è reale non si distingue più da ciò che è immaginato. Mentre il lattaio sembra sbucare a ogni angolo, la ragazza viene bollata come la sua amante e finisce per sentirsi vittima di una persecuzione. Ma cos’è successo davvero tra loro?
Siamo negli anni Settanta, nella città senza nome riconosciamo Belfast durante i Troubles, e sorella di mezzo sembra l’unica a opporsi a una società impazzita che strozza le persone in un clima di sospetti e pettegolezzi, lasciandole sole e incapaci di reagire se non con altra violenza.

Anna Burns è nata a Belfast nel 1962 ed è cresciuta nel quartiere cattolico di Ardoyne durante il periodo più caldo del conflitto tra cattolici e protestanti. Dopo aver abitato a Londra per tanti anni, nel 2014 si è trasferita nell’East Sussex. Autrice di altri due romanzi – No Bones (2001), vincitore del Winifred Holtby Memorial Prize e finalista all’Orange Prize, e Little Constructions (2007) – e della novella Mostly Hero (2014), con Milkman è la prima scrittrice nordirlandese ad aver vinto il Man Booker Prize.

Leggi un estratto

Milkman ribolle di humour nero e di rabbia adolescenziale nei confronti del mondo adulto colto in tutte le sue brutali assurdità.
The New Yorker

Milkman evoca tutte le oppressioni delle comunità in conflitto, un conflitto in cui ogni cosa è ridotta al bianco e nero – o arancione e verde. Non c’è spazio per le sfumature, nessun luogo tranquillo dove possa realizzarsi la comprensione dell’altro, nessuno spazio di compromesso. Criptico e riflessivo, ma anche spassoso, Milkman è pura gioia in un modo unico e coinvolgente.
Catherine Dunne

Milkman ha conquistato il mondo grazie a quell’alchimia che hanno i libri irlandesi di rendere gloriosi i problemi e gli imbarazzi di un popolo.
Anne Enright

Sorella di mezzo è un’eroina moderna.
Los Angeles Times

Questo libro è un’esplosione di energia.
The Boston Globe

Questo meraviglioso romanzo è uno dei viaggi più originali nel cuore di luce e ombra di Belfast.
The Guardian

La prosa fluviale, divertente, dark, densissima di Anna Burns fa pensare alle pagine più belle di Samuel Beckett.
New Statesman

Rassegna stampa italiana
- Elisabetta Rasy, Domenica del Sole 24 Ore, 6 ottobre 2019;
- Le classifiche di Robinson, 5 ottobre 2019;
- Marco Rossari, tuttolibri, 5 ottobre 2019;
- I consigli della redazione di Internazionale, 4 ottobre 2019;
- Giusi Marchetta, Il Libraio, 3 ottobre 2019;
- Laura Pezzino, marie claire, ottobre 2019;
- Claire Kilroy, Internazionale, 27 settembre 2019;
- Gabriele Santoro, minimaetmoralia.it, 20 settembre 2019;
- Gabriele Santoro, Il Messaggero, 27 agosto 2019;
- Alessia Ragno, ghinea.substack.com, 7 agosto 2019;
- Daniele Cargnino, lesenfantesterribles.org, 15 luglio 2919;
- Riccardo Michelucci, Avvenire, 20 dicembre 2018;
- Cristina Marconi, Il Foglio, 18 ottobre 2018;
- Luigi Ippolito, Corriere della Sera, 17 ottobre 2018.

 Rassegna stampa straniera
- Marisol Morales-Ladrón, The Irish Times, 19 agosto 2019;
- Laura Fernández, El País, 15 maggio 2019;
- Freya McClements, The Irish Times, 16 aprile 2019;
- Aubrey Moraif, newschoolwriting.org, 15 marzo 2019;

- Gary Raymond, The Cardiff Review, 22 febbraio 2019;
- Erin Schwartz, The Nation, 21 febbraio 2019;
- David Keenan, The Guardian, 30 gennaio 2019
- A.N. Devers, Los Angeles Times, 4 gennaio 2019;
- Genevieve Sartor, Review31, 22 dicembre 2018;
- John Freeman, The Boston Globe, 20 dicembre 2018;
- Mark O’Connell, Slate, 19 dicembre 2018;
- Boris Kachka, Vulture, 4 dicembre 2018;
- Kirkus Review, 4 dicembre 2018;
- Annalisa Quin, npr.org, 4 dicembre 2018;
- Mark Athitakis, Usa Today, 3 dicembre 2018;
- Laura Miller, The New Yorker, 3 dicembre 2018;
- Leah Greenblatt, Entertainment Weekly, 30 novembre 2018;
- Kevin Canfield, StarTribune, 30 novembre 2018;
- Alex Marshall, The New York Times, 29 novembre 2018;
- Sam Leith, The Guardian, 10 novembre 2018;
- Christopher Tayler, London Review of Books, 25 ottobre 2018;
- Tom Gatti, New Statesman, 24 ottobre 2018;
- Alison Flood, The Guardian, 23 ottobre 2018;
- Martin Doyle, The Irish Times, 18 ottobre 2018;
- Charlotte Higgins, The Guardian, 17 ottobre 2018;
- Ron Charles, The Washington Post, 16 ottobre 2018
- Daisy Buchanan, Independent, 16 ottobre 2018;
- Alison Garden, The Irish Times, 15 ottobre 2018;
- Cameron Woodhead, The Sydney Morning Herald, 6 luglio 2018;
- Tanya Sweeney, Irish Independent, 13 maggio 2018;
- Adrian McKinty, The Irish Times, 12 maggio 2018.


- “Non solo un’opera realmente originale ma un vero concentrato di invenzione narrativa.”
Elisabetta Rasy, Domenica del Sole 24 Ore, 6 ottobre 2019

- “La voce della protagonista, una ragazza che osserva moltissimo e pensa ancora di più, è un flusso potente ma leggibilissimo, non così accidentato. Anzi, è forte, impetuoso. Ti prende e non ti lascia più.”
Marco Rossari, tuttolibri, 5 ottobre 2019

- “Sono abbastanza sicura che l’ostilità del testo possa essere superata anche grazie a un ritmo poderoso che viene conservato nella traduzione di Elvira Grassi, che fa assumere alle pagine una musicalità affine a quella di altri scrittori irlandesi ed è godibile soprattutto all’ascolto.”
Giusi Marchetta, Il Libraio, 3 ottobre 2019

- “Storia dolorosa e a tratti ironica.”
Laura Pezzino, marie claire, ot
tobre 2019

- “Anna Burns è bravissima a evocare lo strano ecosistema che emerge durante un conflitto prolungato, anche se la violenza paramilitare o statale non è mai mostrata.”
- Claire Kilroy, Internazionale, 27 settembre 2019

- “[Milkman] è uno di quei casi in cui l’alto livello letterario si abbina al successo editoriale.”
Gabriele Santoro, Il Messaggero, 27 agosto 2019

- “Romanzi con una voce che riconosci subito: Milkman di Anna Burns.”
Lara Crinò, tweet, 2 ottobre 2019

- “Quando una traduzione può dirsi mostruosa, davvero colpita dal lavoro di Elvira Grassi. Leggete Milkman di Anna Burns [l’Irlanda letteraria nel suo controverso complesso è davvero on fire].”
Claudia Durastanti, tweet, 20 settembre 2019

- “Un’opera dalla scrittura definita ‘altamente letteraria’ che affronta temi quali l’oppressione, il patriarcato, il sospetto, la paura.”
Riccardo Michelucci, Avvenire, 20 dicembre 2018

- “Si tratta di un libro bellissimo e […] la scrittura non somiglia a niente di già letto.”
Cristina Marconi, Il Foglio, 18 ottobre 2018

- “Nessuno di noi aveva mai letto niente del genere prima.”
Kwame Antony Appiah, filosofo e presidente della giuria del Man Booker Prize