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Valentina Maini, La mischia, Bollati Boringhieri
Valentina Maini
La mischia
Bollati Boringhieri
febbraio 2020


Leggi un estratto

Siamo nel 2007 in una Bilbao psichedelica, sfinita dagli ultimi fendenti del terrorismo basco. Gorane e Jokin hanno venticinque anni, sono gemelli e figli di due militanti dell’Eta. Cresciuti senza regole, prendono direzioni opposte e complementari: del tutto accondiscendente e passivo, Jokin, batterista eroinomane, sembra ricalcare le orme dei genitori, mentre Gorane, ambigua e introversa, prova a scostarsi dal loro insegnamento rifugiandosi in un mondo astratto che prosegue dentro di sé. A unirli però c’è un sentimento viscerale, anarchico, incomprimibile. Quando Jokin – che non regge più alla pressione – fugge e i genitori vengono coinvolti in una tragica vicenda, Gorane è preda di strane allucinazioni che la costringono ad andare da uno psichiatra. A Parigi Jokin conosce Germana, una splendida ragazza italofrancese con bizzarre manie da piromane, e inizia a suonare in giro per locali con un gruppo drum’n’bass. Eppure, nonostante la distanza fisica, le vite dei gemelli sembrano destinate a non separarsi mai. Sarà infatti il romanzo di uno scrittore francese a ricongiungerli. La mischia è un’opera polifonica, un mondo che collega la realtà ai nostri sogni più reconditi, un mondo dove l’unica forza trainante sembra essere quella cieca della violenza. Può la libertà – fragile e illusoria conquista del nostro tempo – rivelarsi uno strumento di tortura che occulta gabbie che non avevamo previsto? Valentina Maini risponde con le pagine di questo esordio sorprendente – una rete di storie che coinvolgono famiglie borghesi, spacciatori, maniaci, scrittori, tagliatori di valigie, cartomanti e donne delle pulizie – e lo fa con la decisione di Roberto Bolaño e Mathias Énard: guardando il caos dritto negli occhi.

“Ci sono scrittori che più che esordire irrompono sulla scena. Scrivono romanzi che, di colpo, sconvolgono le regole del gioco. Valentina Maini è una di questi.”
Andrea Bajani

Dicono di La mischia
- Silvia Castellani, satisfticion.eu, 24 febbraio 2020;
- Maria Grazia Ligato, Io Donna, 22 febbraio 2020;
- Federica Privitera, criticaletteraria.org, 21 febbraio 2020;
- Cesare Sughi, il Resto del Carlino, 20 febbraio 2020;
- Massimo Marino, Corriere di Bologna, 18 febbraio 2020;
- Donatella Tretjak, Il Piccolo, 16 febbraio 2020;
- Laura Marzi, Alias, 16 febbraio 2020;
- Goffredo Fofi, Avvenire, 31 gennaio 2020;
- Internazionale, 31 gennaio 2020.

In evidenza
La mischia […] è un gioco di specchi dove è arduo che i personaggi possano riconoscersi subito nella loro vera essenza ed è facile che le loro anime si imbroglino […]. La mischia è un libro commovente, […] un romanzo ipnotico che riporta costantemente il lettore a sgranare gli occhi per la sorpresa di un esordio tanto intenso e convincente.”
Silvia Castellani, satisfticion.eu, 24 febbraio 2020;

“La scrittrice è magra e fragile all’apparenza, come le due protagoniste della sua storia, […]; come loro sembra sostenuta da una tenacia ferrea e fantasiosa, come si arguisce dalle pagine intrecciatissime, scritte benissimo, avviluppanti, di questo romanzo-mondo.”
Massimo Marino, Corriere di Bologna, 18 febbraio 2020

“Prima cosa che salta all’occhio: Valentina Maini nel suo esordio da romanziera scrive da dio. Trentadue anni, bolognese, traduttrice dall’inglese e dal francese, dimostra una maturità da far invidia. Sa giocare con le parole, al punto che è capace di ripetere all’infinito lo stesso concetto, sentimento, sensazione, utilizzando sempre immagini diverse, parole diverse, verbi diversi. Appunto, invidia. E senza annoiare. […] Comunque, un esordio con il botto.”
Donatella Tretjak, Il Piccolo, 16 febbraio 2020

“Per Maini, è chiaro, la metaletteratura funziona come strumento per incentivare la consapevolezza del lettore sul rapporto realtà-finzione. Affollato da una discreta quantità di personaggi, La mischia è plurale anche nei linguaggi adottati, nella varietà dei punti di vista ai quali l’autrice riesce a dare timbri diversi.”
Laura Marzi, Alias, 16 febbraio 2020

“È attorno alle vicende di questi due gemelli, opposti e complementari, distanti e necessari l’uno all’altra, che ruota La mischia, romanzo-mondo composto da frammenti in apparenza lontanissimi, eppure parti di uno stesso ingranaggio, al medesimo tempo magico e realistico […].”
Internazionale, 31 gennaio 2020

 

 

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